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Con Quota 41 maggiore spesa e stesse criticità di Quota 100

La Lega punta di nuovo sulle pensioni per la campagna elettorale, questa volta proponendo l’uscita anticipata dal lavoro a chi ha versato 41 anni di contributi. Come per Quota 100, sarebbe una misura molto costosa e con pochi vantaggi.

Anche per queste elezioni, le pensioni sembrano giocare un ruolo importante all’interno del dibattito politico. Il programma del Centrodestra unito cita genericamente la volontà di garantire flessibilità, Silvio Berlusconi ha parlato di aumentare le pensioni minime a mille euro e Matteo Salvini ha trovato un nuovo cavallo di battaglia, dopo Quota 100 nel 2018. Si tratta di Quota 41, ossia la possibilità di accedere al pensionamento anticipato una volta maturati 41 anni di contributi, senza limiti di età. La proposta di Salvini era già discussa da tempo, ma è tornata preponderante nel corso della campagna elettorale, insieme alla flat tax.

Quanto costerebbe

Con le regole attuali, si può accedere al pensionamento anticipato se si sono maturati 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Nel 2021, l’Inps, all’interno del XX Rapporto Annuale, aveva stimato il costo della riduzione dei requisiti a 41 anni per tutti, considerando sia la spesa di breve e medio periodo (dal 2022 al 2031), sia di lungo periodo (fino al 2050 circa). Utilizziamo dunque quelle stime per capire quanto costerebbe la Quota 41 proposta dalla Lega.

Innanzitutto, vanno considerate due premesse: la prima è che l’Inps, nel suo calcolo, fa l’assunzione che il 100 per cento dei potenziali beneficiari aderirebbe a Quota 41. Potrebbe sembrare una stima eccessiva, ma, considerando l’elevata anzianità contributiva degli eventuali beneficiari e, quindi, la quasi totale mancanza di penalizzazione sull’assegno pensionistico, il take-up della misura non dovrebbe allontanarsi di molto da questa cifra. In secondo luogo, l’Inps ha stimato il costo di Quota 41 assumendo che il metodo di calcolo dell’assegno pensionistico non cambi. Per chiarimenti su come funzionano il sistema contributivo, retributivo e misto in Italia rimandiamo a questo articolo.

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Secondo i calcoli dell’Inps, nel breve-medio periodo il costo di Quota 41 varierebbe da poco meno di 5 miliardi nel primo anno a oltre 9 nel decimo anno di entrata in vigore. Nel corso di un decennio, la spesa superiore rispetto al sistema attuale sarebbe di circa 75 miliardi, più di quanto l’Unione europea ha concesso all’Italia come contributi a fondo perduto all’interno delle risorse per il Pnrr. La Tabella 1 mostra il costo per i primi dieci anni di Quota 41 se si fosse introdotta a partire da gennaio 2022.

Per quanto riguarda l’impatto di lungo periodo, l’Inps stima che la modifica al sistema porterà dei vantaggi dopo il 2040, quando inizierà a registrarsi un risparmio dovuto ai minori assegni pensionistici a causa dell’uscita anticipata dal lavoro. Per tutto il periodo precedente, però, continuerà a registrarsi una spesa pensionistica più elevata rispetto allo scenario attuale, che, seppur inferiore ai massimi di 9 miliardi nel 2031, avrà ancora un peso consistente sui conti pubblici nei dieci anni successivi al picco di spesa. La Figura 2 mostra l’andamento della spesa pensionistica alle attuali condizioni e introducendo Quota 41, oltre alla spesa per ipotesi alternative analizzate nel rapporto Inps.

Figura 2 – Spesa pensionistica fino al 2050 con normativa vigente e applicando alcune ipotesi di trattamento alternativo

Fonte: XX Rapporto Annuale Inps.

Costi enormi e pochi benefici per i giovani

75 miliardi nei primi dieci anni di implementazione della misura sembrano davvero troppi perché Quota 41 risulti sostenibile per le casse dello Stato, ma si potrebbe obiettare che il pensionamento anticipato di una quota consistente di “anziani” lascerebbe spazio sul mercato del lavoro ai più giovani. Lo stesso Matteo Salvini sostiene che Quota 41 sarebbe in grado di “aiutare chi lavora da una vita ad andare in pensione e consentire a tanti giovani la possibilità di entrare nel mondo del lavoro”. Come abbiamo già raccontato molte volte su questo sito, però, il mercato del lavoro non è un autobus pieno all’ora di punta: per far salire nuove persone non occorre che qualcuno scenda, ma, anzi, nei paesi in cui l’età pensionabile è più elevata, il tasso di occupazione generale e tra i giovani è maggiore.

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E infatti, se si guarda a quanto è già avvenuto con Quota 100, si può dichiarare senza dubbio che anticipare il momento della pensione per i più anziani non garantisce la sostituzione sul mercato del lavoro da parte dei giovani: nel caso di Quota 100, per ogni due lavoratori andati in pensione con la misura, è entrato sul mercato del lavoro un solo nuovo lavoratore (peraltro non necessariamente giovane), determinando un calo dell’occupazione. In quel caso, il costo stimato della misura era di 46,3 miliardi sul decennio successivo all’implementazione della misura. Con Quota 41 si rischia di spendere una cifra di 30 miliardi superiore senza garanzia di ottenere risultati diversi per i giovani, che sono coloro che si faranno carico dei costi della misura in futuro.

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40 commenti

  1. Savino

    Bisogna dire la verità ai giovani che pagano queste pensioni. Qui tutti son capaci a dire chiacchiere ma queste decisioni tolgono a qualcuno per dare a qualcun altro. Fermo restando che se l’occupazione non c’è è difficile mettere insieme 41 anni di contributi, che non sono tanto diversi dai 42 anni e 10 mesi previsti dalla Legge Fornero. E’ assurdo, ad esempio, continuare a chiedere agli studenti universitari di pagare decine di migliaia di Euro per il riscatto della laurea.

  2. Anonimo

    Il reddito di cittadinanza è costato 20 miliardi, le nove clausole di salvaguardia per gli esodati legge Monti Fornero sono costate 13 miliardi, quota 41 ammesso che la percentuale di adesione raggiunga il 100% degli aventi diritto cosa che nessuno può prevedere raggiungerebbe l’obiettivo di creare un ricambio generazionale, diminuire le risorse destinate al reddito di cittadinanza e destinarle a chi ha lavorato per 42 anni e’ una scelta politica che chi vincerà le elezioni potrà realizzare.

    • Savino

      La maggior parte di chi ha cominciato a lavorare presto è già andata o sta andando in pensione. Il problema oggi è che ci sono trentenni e oltre che non hanno mai potuto versare i primi contributi per mancanza di occupazione. Quindi non è questione di aggiungere quel pezzetto di contribuzione mancante per arrivare a 41 o 42 anni di contributi, ma la questione è come cominciare a svolgere almeno, direi, i primi 30 anni di lavoro.

      • Antelope cobbler

        Quando hai 60, 61,62 anni e hai già versato 41 anni di contributi qualsiasi sia la sua occupazione è corretto che ognuno di noi possa scegliere quando ritirarsi, quota 41 prevede un tasso di sostituzione rispetto alo stipendio del 71% con il sistema misto, ergo si può scegliere se continuare a lavorare per altri due anni o dieci mesi se donna e raggiungere il massimo della pensione e percependo redditi comunque superiori ad una pensione o ritirarsi e rinunciare ad una parte cospicua di reddito.

        • caterina

          conti inps il mio tasso di sostituzione con 42 anni è 65%. Il rischio è che allargare a quota 41 comporti una revisione ulteriore dei coefficienti e una riduzione ulteriore dell’assegno già di per se molto più basso rispetto a quello percepito fino a pochissimi anni fa

    • fabrizio

      prova a dirgli che andranno in pensione con il lordo decurtato del 20/30 % poi vediamo quanti aderiscono e quanti rimpiangeranno la fornero

  3. Antelope cobnler

    Quota 41 costerebbe nel primo anno 4 miliardi e 330 milioni nel caso di una percentuale di adesione del 100% dlle coorti aventi diritto.
    Prima osservazione ( per le donne si tratterebbe di un anticipo di solo dieci mesi, rispetto ai requisiti della legge Fornero di 41 e 10 mesi) che potrebbe a pensare in una adesione relativamente bassa (se ho lavorato 41 anni, posso lavorare ancora 10 mesi) quello che non viene mai considerato è che chi aderisse a quota 41 contribuirebbe al gettito Irpef ( le pensioni in Italia sono considerate reddito da lavoro dipendente) non peserebbero su eventuali ammortizzatori sociali (Naspi, Cassa Integrazione) che durante il periodo Covid hanno visto erogare in maniera cospicua ( circa 10 miliardi) e che si suppone le aziende private continueranno a fare ricorso ( molti comparti entreranno in crisi con l aumento dei prezzi dell’energia) quindi non sarebbe opportuno dare di base volontaria la possibilità a chi ha lavorato 41 anni che costa più di un giovane che è meno efficiente di un giovane di godersi il meritato riposo.

    • Leonardo

      In questi tempi duri fra Covid, guerre e crisi varie, si sa che molte persone non hanno lavoro e molti sarebbero disposti a lasciare la propria occupazione ad altre più giovani, andandosene in pensione.
      Nella provincia benestante in cui si vive a Bolzano , sarebbe auspicabile che aziende come ASL, i vari enti comunali, la provincia di Bolzano stessa, utilizzassero incentivi per pre-pensionare il personale, dando quindi la possibilità ai giovani di entrare nel mondo del lavoro! Forza Presidente Kompatscher, politici locali ed industriali altoatesini, diamo una mano ai quasi anziani e aiutiamo i giovani a prospettare il loro futuro

      • Massimo Taddei

        Capisco il suo punto di vista, ma come dico nell’articolo, mi spiace farle notare che con i pre-pensionamenti non si lascia spazio ai giovani. Mandare in pensione due lavoratori anziani a pensione piena o quasi per lasciare spazio a un giovane (forse) non conviene e non è sostenibile. Questi sono i dati sull’efficacia di questo fantomatico effetto sostituzione. Occorre allargare la forza lavoro, non restringerla con regalie ai lavoratori già più privilegiati.

        • Antelope cobbler

          Mi duole contraddirla, non serve aver fatto studi economici di alto livello basta un diploma di ragioneria, per poter compiutamente valutare quota 41, servono alcuni dati empirici.
          1) non tutti gli aventi diritto usufruiranno di quota 41
          2) tutti coloro che usufruiranno di quota 41 continueranno a pagare Irpef e al loro posto verranno assunto giovani, nessuno sa il tasso di sostituzione, ma senza essere Franco Modigliani un sessantenne rispetto ad un venticinquenne avrà più propensione al risparmio il venticinquenne al consumo
          3) tutti coloro che beneficeranno di quota 41 andranno prevalentemente con un sistema misto dove gli anni contributivi saranno prevelenti a quelli retributivi, ergo non impatteranno in maniera significativa sui conti Inps
          4) quota 41 è su base volontaria esistono già coefficienti di trasformazione che rendono disincentivante il suo accesso basterebbe mettere anche un requisito anagrafico

          Pertanto tutte le su obiezioni Dottor Taddei le possiamo rispedire Sic et nunc

          • Massimo Taddei

            La veda come vuole. L’Inps è un’istituzione indipendente, tra l’altro con un presidente nominato dal governo che introdusse Quota 100, se proprio le si vogliono fare le pulci, e, con metodi decisamente più affinati rispetto ai suoi “calcoli da ragioniere”, dice che Quota 41 costerà moltissimo e non porterà benefici in termini di occupazione giovanile. Ma tanto è inutile ribadirlo, se di fronte ai dati risponde in questo modo. Mi piacerebbe solo sentire meno lagne sui benefici inesistenti di Quota 41 e che chi vuole la misura ammettesse semplicemente il perché: per ricevere l’ennesima regalia sulle pensioni agli anziani sulle spalle dei più giovani.

          • Jean

            Se quota 41 fosse stata in vigore già dal 2020 di sicuro non avremmo speso 28 miliardi in cassa integrazione straordinaria Covid perché almeno 800 milà persone sarebbero state già in quiescenza , invece abbiamo erogato 28 miliardi di cassa integrazione (comprensivi di contributi figurativi, non è geniale)

          • fabrizio

            il punto 2 non e’ per nulla scontato visto che la gente non legge tra le righe ma la quota 41 e0 prevista portando tutto al contributivo e cosi facendo far pagare ai pensionandi questa manovra che fara’ rimpiangere la forner

          • Kartesio

            Condivido ad esclusione di : quota 41 è su base volontaria esistono già coefficienti di trasformazione che rendono disincentivante il suo accesso ….. SI appunto
            basterebbe mettere anche un requisito anagrafico…… assolutamente no che senso ha …. differenziare ancor di più in base all’età anagrafica quando già esistono coefficienti di trasformazione che dipendono appunto dall’età anagrafica (più bassa è l’età …. più basso è il coefficiente di trasformazione a prescindere dai contributi versati )
            Non solo chi critica quasi con disprezzo la quota 41 (di anni di contributi pagati) sono spesso persone che sono andate in pensione dal 1996 al 2010 con il metodo retributivo ed a 59 anni o prima con una o due pensioni parallele e non, magari accompagnate da vitalizi parlamentari e regionali ….. dovrebbero avere il buon gusto di astenersi dalla discussione.
            Ancora meno dovrebbero giudicare i titolari di 750.000 posizioni pensionistiche ancora attive che ritirano la/le pensioni da più di 38 anni, magari ultracentenari e residenti all’estero …… magari un controllo vero …. non guasterebbe.

        • Roberta

          Buongiorno.
          Vorrei sapere se questo “presunto contenimento” di spesa pubblica andando in pensione con quota 41, prevede il calcolo dei contributi misto (come adesso) o interamente contributivo.
          Eventualmente, secondo lei, ci sarebbe la possibilità di optare per i 41 anni e 10 mesi per non avere penalizzazioni?
          La ringrazio per l’attenzione.
          Cordiali saluti

          Roberta

          • Massimo Taddei

            Buongiorno, non posso darle risposte precise sul metodo di calcolo, ma posso dirle che le stime Inps sono sul sistema di calcolo attuale, per cui chi sarebbe sottoposto al calcolo misto riceverebbe il misto e chi il totale retributivo riceverebbe il totale retributivo (non possono esserci persone con totale contributivo per motivi anagrafici, dal momento che si tratta dei lavoratori entrati nel mercato del lavoro dal 1995, per cui da meno di 41 anni).
            Certamente, il vantaggio di Quota 41 per una donna è inferiore (si anticipano solo 10 mesi anziché quasi due anni come gli uomini), ma anche la penalizzazione in termini di minore montante contributivo rispetto all’attuale requisito di anzianità sarebbe inferiore.

          • Kartesio

            Buongiorno signora Roberta secondo quello che ha detto Salvini al Vespa nazionale a porta a porta il 22/09/2022 andando in pensione con quota 41 si prevederebbe il calcolo dei contributi misto (come adesso) …. senza alcuna penalizzazione…. ovviamente l’importo pensionistico mensile sarà minore perchè i contributi versati sarebbero diminuiti di 10 mensilità ….. ma non è una penalizzazione …. ma una diminuzione del montante contributivo versato.
            Peraltro tuttora è solo un’ipotesi teorica
            In ogni caso la possibilità di optare per i 41 anni e 10 mesi per le donne …. che la legge fornero ha denominato pensione anticipata ordinaria calcolata con il sistema misto …… rimane e l’importo pensionistico mensile sarà maggiore, rispetto all’ipotesi precedente perchè ci saranno 10 mesi di contribuzione previdenziale …. in più.
            Peraltro Salvini e la Lega ….. con il suo atteggiamento ambiguo ….. e l’abbandono di Q100….ha ottenuto la metà dei voti rispetto alle politiche del 2018…… l’ 8,95 %
            La Meloni che ha ottenuto il 26% dei voti ed alle stesse domande è stata molto più generica ….. flessibilità in uscita …. specificando solo per le donne il proseguimento di Qdonna 35 anni di contributi e 58 anni di età ma calcolando la pensione interamente con il metodo contributivo quindi il 30% in meno ….
            Allo stato attuale le conviene fare 41 anni e 10 mesi di contributi ed andare in pensione con serenità senza temere sorprese.
            In bocca al lupo.

        • Antelope cobbler

          Secondo la Corte dei Conti il tasso di sostituzione generato da quota 100 sia stato intorno al 40% sono entrati nel mondo del lavoro 136 mila giovani a fronte di 341 mila pensionati con quota 100, secondo Banca d’Italia ci sarebbe stato addirittura un impatto negativo sull’occupazione (cosa che non si e’ verificata) , quindi se 341 mila persone non avessero deciso volontariamente utilizzare quota 100, 136 mila giovani sarebbero disoccupati.
          L’italia ha il tasso di occupazione giovanile piu’ basso tra i principali paesi europei, inferiore anche a quello greco, seconda per disoccupazione giovanile (peggio di noi solo la Spagna) circa il 30%, continuare a mantenere nel mondo del lavoro over 60, preclude la possibilita’ di crescita di un paese, se i giovani non lavorano un paese non puo’ svilupparsi,
          non si creano famiglie non si fanno figli, non si fanno mutui, non si comprano auto, non si comprano mobili, elettrodomestici.

        • Claudio Gardini

          Ehi, regalia, vieni a fare 30 anni di fabbrica su tre turni , una del mattino, una di pomeriggio e una di notte , e poi ne riparliamo.
          Ho 59 anni e non ce la faccio più… Lavori come il mio dovrebbero essere pensionati al massimo a 55 anni, dopo sei un danno a te stesso e all’azienda.
          Chi ha lavori pesanti fisicamente (nel mio caso anche mentalmente) Deve andare in pensione a 55 anni (con 35 di contributi), gli altri (impiegati, dirigenti, ecc) a 70 (con 40 – 45 di contributi)… Se qualcuno si lamenta di questi ultimi, facciamo cambio

          • Massimo Taddei

            Buongiorno, il tema dei lavori gravosi mi sta particolarmente a cuore, dal momento che mio padre lavora da quando ha 14 anni e per oltre trent’anni ha fatto il suo stesso lavoro. Quota 41 non è la soluzione, perché è, appunto, una regalia a milioni di lavoratori “anziani” indipendentemente dalla professione. Con Quota 100, per esempio, sono stati moltissimi i dipendenti pubblici (che difficilmente sono operai) ad aver ottenuto il pensionamento anticipato. Meglio la legge Fornero (e non quello che propone lei: se un impiegato ha cominciato a 20 perché dovrebbe andare in pensione a 70 anni quando a 64 anni avrebbe maturato i requisiti previsit dalla legge Fornero?), prevedendo un disegno serio dei lavori gravosi, senza pretendere che vengano riconosciuti lavori come conducente di autobus e insegnante come tali e senza assurdi trattamenti differenziati: gli operai siderurgici vengono considerati lavoratori gravosi e quelli metalmeccanici no. Perché? Si può accedere ai benefici per i lavoratori precoci (minorenni costretti a lavorare negli anni Settanta e Ottanta perché non c’erano altre alternative) solo se si rientra anche tra i lavoratori gravosi. Perché? Non è votanndo chi promette politiche scassaconti di cui beneficia sempre la solita minoranza che si risolvono questi problemi. Poi bisogna vedere se uno vuole votare solo per avvantaggiare se stesso o per rendere tutto il paese un pochino migliore. A lei la scelta, ma un consiglio: Quota 41 è insostenibile, per cui verranno imposti sicuramente dei limiti come era stato fatto con Quota 100, magari imponendo i 62 anni di età come requisito per accedervi. non darei per scontato che riuscirà ad andare in pensione se vince chi propone Quota 41.

  4. Alessandro

    Bisognerebbe che gli interessi dei futuri pensionati non intralcino l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro

    • Leonardo

      Mi ero dimenticato di nominare ALPERIA azienda altoatesina sana e fiorente nella provincia di Bolzano e presente sul territorio nazionale

      • Leonardo

        Alperia dovrebbe dare una spinta per pre-pensionare i suoi dipendenti ed incentivare l’assunzione di giovani

        • shadok

          Una domanda: nell’elaborare gli scenari di calcolo dell’incidenza della spesa pensionistica INPS fa ancora riferimento ad ipotesi di evoluzione di residenti, produttività, partecipazione al lavoro ormai manifestamente irrealistiche?, esistono analisi di sensibilità per valutare l’effetto, almeno, di una evoluzione demografica verosimilmente ben più negativa di quella considerata nelle elaborazioni?

          • Massimo Taddei

            Nel caso della valutazione del costo della proposta, questi fattori non contano. Incidono infatti sulle coperture, di cui non parlo nell’articolo. Certo, considerando il calo demografico, la situazione si fa ancora più tragica perché, oltre a essere molto alto il costo, diventa anche più difficile accumulare abbastanza contributi per coprirlo.

    • Andrea

      Quota 41, quota 42, 100… non cambia nulla per la maggioranza dei giovani laureati. Ingresso nel mondo del lavoro tra i 27 e i 30 anni, oppure piu tardi. Ergo. Andranno in pensione tra i 68 e 72 anni. 72 anni se tutto va bene… fateci andare in pensione a 62 max 65 anni e basta con la pensione decurtata di poco! A 72 anni sono già nella tomba, tra virus, tumori, infarti, malattie varie, guerre, crisi climatiche e energetiche…. ma chi ci arriva a quota 41 fra 41 anni è un miracolato!

  5. Antelope cobbler

    Il costo della sola cassa integrazione straordinaria per il covid è stato di quasi19 miliardi nel2020 e di 10 miliardi nel 2021, fonte la voce.info, con il blocco dei licenziamenti è stato l’unico ammortizzatore sociale utilizzato, utilizzare quota 41 ridurrebbe questi valori, se dovesse esserci una recrudescenza di covid e perdurare la Guerra in Ucraina con un aumento dei prezzi dell’energia che prevedibilmente porterà alla chiusura di molte aziende quota 41 potrebbe essere utilizzata sia come strumento di riorganizzazione aziendale sia come ammortizzatore sociale visto che in tre anni il reddito di cittadinanza è costato 20 miliardi il doppio di quota 100. Il presidente dell’ Inps è stato nominato dai cinque stalle

    • Massimo Taddei

      E certo! Invece che tenere le persone in cassa integrazione per qualche mese a causa della più importante crisi dell’ultimo secolo, con recupero di parte della spesa tramite contributi figurativi, mandiamole in pensione con due anni di anticipo alla modica cifra di 5 miliardi. Ma come fa a essere una soluzione sostenibile? Lei dà per scontato che tutte le persone in Cig nel 2020 e nel 2021 avessero 41 anni di contributi. Onestamente, ci crede davvero?

      • Antelope cobbler

        Tra il 2020 e il 2021 ha interessato circa 10 milioni di lavoratori, nel 2020 il picco è stato fi 6,7 milioni di beneficiari, equivalente al 57% della platea di riferimento pari a 18,7 miliardi di euro in prestazioni, nel corso del 2021 i beneficiari sono stati 3 milioni per un esborso da parte dell’ inps di 10 miliardi ah per inciso la cassa integrazione straordinaria era totalmente gratuita per le aziende, le fonti dono ufficiali può trovarle sul sito della voce.info, ne conviene che se fosse stata utilizzata quota 41 ( che ricordiamo ha soprattutto una platea con il gruppo misto) la platea dei beneficiari della cassa integrazione straordinaria si sarebbe ridotta? Il totale erogato nei due anni è stato pari a 28 miliardi il costo di quota 41 nei primi 2 anni e meno di dieci miliardi

      • Antelope cobbler

        Il 26 settembre si insedierà un governo di cdx a quel punto vedremo che strumento di flessibilità in uscita sarà deciso, io confido in quota 41 con buona pace di Fornero, Cottarelli,Boeri, etc,etc
        Con ossequio

        • fabrizio

          andrai in pensione con il lordo decurtato del 20/30 % poi vediamo quanti rimpiangeranno la fornero.
          tutta la dx che sbandiera quota 41 senza specificare che verra calcolato tutto col contributivo perdendo una quota di pensione

          • Antelope cobbler

            Quota 41 sarà su base volontaria e sarà con il sistema misto non contributivo chi vorrà andarci ci andrà sapendo che può scegliere se continuare a lavorare percependo una pensione più alta o smettere percependo una pensione più bassa, a volte questa scelta potrebbe essere obbligata, perché molte aziende stanno per chiudere non è difficile da capire.

      • Antelope cobbler

        Io dico solo che se ci fosse stata quota 41 avremmo pagato meno di cassa integrazione la sfido a dimostrare il contrario

        • Savino

          Ma lo sa cosa significa mettere insieme 41 anni di contributi con i contratti a tempo determinato anche solo settimanali e cominciando tardi a lavorare? E’ una minoranza quella composta da coloro i quali hanno cominciato a lavorare 18enni o addirittura 15enni. E’ una minoranza ormai quasi tutta andata in pensione e ridurre da 42 anni e 10 mesi a 41 anni la contribuzione è una bazzecola rispetto all’urgenza di garantire 41 anni almeno di lavoro ai nostri giovani e a chi ha cominciato tardi a lavorare per l’assenza di occupazione. Non vive solo lei in Italia e non c’è solo il suo interesse da tutelare, ma quello collettivo, soprattutto per le future generazioni.

          • Antelope cobbler

            Certo che lo so, ho lavorato per 42 anni e 8 mesi e tra due mesi vado in pensione quindi quota 41 non mi riguarda non accetto la disinformazione, tutto qui.

          • Antelope cobbler

            Si ritenga lei fortunato che magari può disporre di un fondo previdenziale integrativo, che quando potrà andare in pensione con il sistema contributivo potrà aiutarla ad integrare la sua pensione, cosa che molti anziani di oggi non hanno.
            Ritengo che quota 41 con i dati riportati sul sito della voce.info siano falsi, perché si basano su un presupposto non corretto ovvero che tutti gli aventi diritto optino per quota 41 e sinceramente non capisco a chi serve propalare false informazioni, tutto qui.

  6. Critico Giuseppe

    Le stime dell’Inps sono sovrastimate perché presume che la totalità degli aventi diritto decida di utilizzare questa forma di anticipo pensionistico, aveva fatto gli stessi calcoli per quota 100 con il medesimo criterio a capocchia, a consuntivo solo il 40% degli aventi diritto ha utilizzato quota 100.

  7. shadok

    Beh, in effetti pensionando tutti, compresi i diciottenni, si risolverebbe non solo il problema del ricorso alla cassa integrazione, ma anche quello della disoccupazione giovanile!

    • Giuseppe Critico

      Stiamo parlando di pensionare ultra 60 enni con 41 anni di lavoro non 18 enni potremmo invece fare lavorare tutti fino a 80 anni, cosi’ i 18 enni potrebbero continuare a giocare alla PlayStation con il reddito di cittadinanza e i nonni a lavorare, non ci sarebbe nemmeno il problema del recupero dei nipoti in piscina perché il 18 enne disoccupato non fa figli e ci estingueremmo come meritiamo.

  8. Savino

    @Antelope cobbler si ritenga fortunato ed apprezzi la fortuna di andare in pensione tra 2 mesi

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