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Quota 100 non ha dato lavoro a centinaia di migliaia di giovani

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca a Matteo Salvini: davvero Quota 100 ha dato lavoro a centinaia di migliaia di giovani?

A un evento della Lega a Bari il 2 agosto, in occasione della campagna elettorale per le regionali, Matteo Salvini ha dichiarato:

“Quota 100 ha mandato centinaia di migliaia di giovani a lavorare.”

Quota 100, introdotta nel 2019 durante il governo Conte I, ha garantito la possibilità di andare in pensione ai lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 di contributi che avessero maturato questi requisiti tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2021. Ne hanno fruito soprattutto i dipendenti privati e ne sono risultati assegni più alti per gli uomini che per le donne (ne abbiamo parlato qui). La misura è stata molto discussa, anche su questo sito (per esempio, qui), per il costo elevato e perché va a beneficio delle generazioni prossime a ritirarsi dal mercato del lavoro a scapito di quelle più giovani.

All’epoca dell’adozione della misura, esponenti dell’allora maggioranza di governo sostennero che per ogni pensionamento anticipato ci sarebbero stati “tre giovani assunti”. Salvini non è nuovo a dichiarazioni come questa: a ottobre 2021, sostenne che Quota 100 avesse determinato l’assunzione di 200 mila giovani. In generale, come mostrato anche da uno studio di Banca d’Italia del 2020, il mercato del lavoro non funziona come un autobus nell’ora di punta: non c’è sostituzione tra lavoratori giovani e anziani, anzi, sembra esserci una certa complementarità. L’idea che anticipare dei pensionamenti si associ necessariamente all’assunzione di lavoratori più giovani non appare quindi fondata.

Gli effetti di Quota 100 sull’occupazione

Guardando in particolare a Quota 100, il Rapporto Inps 2021 sottolinea che “non appaiono evidenze chiare di uno stimolo alle maggiori assunzioni da parte dell’anticipo pensionistico”; tantomeno, quindi, alle assunzioni di giovani. Giuseppe Pio Dachille, Edoardo Di Porto e Monica Paiella hanno fornito delle stime su questo sito, secondo cui per ogni pensionato con Quota 100 nel settore privato non agricolo sarebbero stati assunti, nel tempo, tra 0,46 e 0,61 nuovi lavoratori, determinando quindi un calo dell’occupazione. Concludono osservando che “l’anticipo pensionistico appare quindi come uno strumento poco efficace per l’accesso al mercato del lavoro dei giovani.” Anche la Banca d’Italia, nel suo bollettino di gennaio 2020, prevedeva un effetto negativo sull’occupazione di 0,4 punti percentuali. La Corte dei conti, con un tasso di sostituzione stimato di 0,4 nuovi assunti per ogni pensionato con Quota 100, prevedeva infine una riduzione dell’occupazione di 0,2 punti percentuali nel 2020 a causa della misura.

Le analisi svolte su Quota 100 paiono quindi concordi nell’individuare un suo effetto negativo sull’occupazione e una sostituzione limitata dei pensionati con nuovi lavoratori. È difficile trarre conclusioni riguardo ai giovani: gli studi considerati usano dati relativi al 2019 e non distinguono i nuovi assunti per fascia di età. Ipotizzando un tasso di sostituzione intorno a 0,5, ai 186.290 dipendenti privati pensionati con Quota 100 sarebbero corrisposti 93.145 nuovi assunti, non necessariamente tutti giovani. Tuttavia, bisogna considerare che la crisi pandemica ha avuto un impatto negativo sulle assunzioni, ma non sui pensionamenti anticipati: con ogni probabilità, quindi, il tasso di sostituzione si è ulteriormente ridotto nel 2020 e nel 2021.

Anche 119.320 dipendenti pubblici hanno fruito della misura. Tuttavia, ancora a luglio 2021 il Dipartimento della Funzione Pubblica identificava nell’elevata età media del personale e nella carenza di organico i due grandi problemi della pubblica amministrazione: solo circa 134mila dipendenti pubblici hanno meno di 30 anni. Appare difficile credere che quasi metà di questi lavoratori abbiano trovato il posto grazie ai pensionamenti anticipati di dipendenti pubblici più anziani o che ci siano state in generale rilevanti assunzioni di giovani. Infine, hanno beneficiato di Quota 100 anche i lavoratori autonomi, riguardo ai quali non c’è però evidenza disponibile.

Il verdetto

Le analisi svolte sugli effetti di Quota 100 suggeriscono che, in media, ogni due pensionati anticipati nel settore privato ci sia stata un’assunzione. Al 31 dicembre 2021, sono state accolte 379.860 domande di pensionamento anticipato: nell’ipotesi più ottimista, tra 150mila e 190mila persone potrebbero aver trovato lavoro in sostituzione di tali pensionati, con un numero di giovani sicuramente più basso. Le affermazioni di Salvini sono quindi FALSE.

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  1. Fabrizio Pezzana

    Visto che nessuno di noi è nato ieri, era chiarissimo che quota 100 non avesse nessuna logica economica od occupazionale, ma che fosse fondamentalmente una promessa elettorale che poi – nel do ut des del governo gialloverde – è stata realizzata a spese delle generazioni future.
    Sarebbe interessante sapere se, nelle elezioni 2018, quanto questa proposta abbia funzionato in senso elettorale (cioè quanti elettori abbiano votato per la Lega motivati dalla promessa di quota 100).
    In altri termini, anche in relazione alle prossima tornata elettorale e in presenza di un fortissimo astensionismo che, a naso, riferirei alle generazioni più giovanti, amplificando quindi il già preponderante peso dei votanti di età più matura, sarebbe interessante sapere quanto “pesa” il tema “pensioni” nella scelta del programma di una coalizione piuttosto che in quello dell’altra.

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