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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Analisi e conclusioni ineccepibili. Peccato che i lockdown chirurgici siano politicamente inattuabili perché dovrebbero essere decisi proprio da coloro che beneficiano economicamente dei flussi di merci e persone. Alcune pittoresche esternazioni di sindaci, governatori e imprenditori locali sembrano confermarlo. D'altra parte, un meccanismo di blocchi gestito centralmente, oltre ad essere costituzionalmente discutibile (e quindi soggetto a infiniti ricorsi) sarebbe difficile da decidere ed attuare tempestivamente. I moti di piazza e di palazzo nelle regioni classificate ad alto rischio nell'ultimo DPCM lo confermano. Non è un caso se in quasi tutti i paesi si ricorre a lockdown nazionali.
  2. lantan Rispondi
    Concordo fondamentalmente con le argomentazioni contenute nell'interessante articolo. Vedo che però le istituzioni locali delle regioni più colpite dalla crescita del virus hanno una certa, come dire, ritrosia ad intraprendere tali misure. Forse perché, visto il federalismo becero che caratterizza le nostre autonomie locali e regionali, fare una zona rossa solo a Milano o a Napoli significherebbe - agli occhi dell'opinione pubblica - una sconfitta per quelle amministrazioni interessate da lockdown locali. Ed allora preferiscono tergiversare coinvolgendo sempre il governo in assurde quanto inconcludenti discussioni, in attesa che la situazione divenga così drammatica da richiedere un lockdown nazionale. A giudicare dalle recenti rpese di posizione di Sala e De Magistris, nonché di De Luca e Fontana, sembra che le cose stiano proprio così; e non è una bella cosa...
  3. Roberto Rispondi
    Oramai non possiamo più permetterci di chiudere ristoranti, bar e tutti gli altri esercizi. Sarebbe un disastro per la nostra economia, bisogna solo tener alto il livello di prevenzione seguendo le regole dettate dai medici. Tutti abbiamo il diritto di lavorare per vivere e pagare le tasse, non solo sperare in bonus e regali da parte del Governo, perché comunque sia, sono sempre soldi che vengon presi dalla collettività
  4. Paolo Paolicchi Rispondi
    Enrico Letta, parlando di riforme economiche, aveva sostenuto che andavano fatte col cacciavite, cercando insomma soluzioni ben mirate e precise. Lo stesso discorso vale, a mio parere, per le strategie di contenimento dell'epidemia. Il lockdown nazionale e' invece un provvedimento fatto usando la zappa. Se a marzo c'era una giustificazione per un provvedimento di questo genere: non sapevamo ancora quasi nulla del virus, delle sue caratteristiche, della sua letalita' ecc., ora non ci sono piu' scuse. Ulteriori chiusure, rispetto a quelle attualmente in vigore, hanno senso solo se mirate, e ben calibrate sia nel tempo che nello spazio. Si potranno cosi' minimizzare i costi sia economici che psicologici (questi ultimi non vanno trascurati: rischiamo fra un anno di trovarci sopravvissuti alla pandemia ma un po' tutti fuori di testa).