La web tax riscritta dalla legge di bilancio 2019 recepisce appieno le indicazioni della proposta di direttiva della Commissione europea. L’Italia è il primo paese ad attuarla, anche se serve qualche ulteriore chiarimento per evitare estensioni indebite.
I paesi del gruppo Visegrád si sono opposti con forza all’ingresso di richiedenti asilo. Ora però devono ovviare alle carenze del mercato del lavoro. E poiché l’inverno demografico coinvolgerà tutta l’Europa, forse converrebbe cercare strategie comuni.
Siamo il primo paese Ue ad applicare la web tax – da noi chiamata Isd, imposta sui servizi digitali (“prima l’italiano”, che diamine!). Si tassano i giganti di internet che fatturano grazie a utenti italiani. Ma serve un decreto attuativo perché le norme non diventino vessatorie per soggetti meno potenti e globali.
Nel maldestro tentativo di differenziare il primo salvataggio bancario del Governo del cambiamento da quelli del passato, il vicepremier Di Maio ha esposto tante idee confuse sul caso Carige. Che abbiamo sottoposto al fact-checking de lavoce.info. E con i gilet gialli francesi, riuscirà il capo politico del M5s a costruire un’alleanza in vista delle elezioni europee? Abbiamo messo a confronto i programmi dei due movimenti. Molti i punti in comune, però anche differenze rilevanti.
Alzare muri all’ingresso di lavoratori stranieri ha i suoi costi economici. Se ne sono accorti Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia (il gruppo Visegrád): mancano braccia e l’inverno demografico che si prospetta aggraverà il problema nei prossimi anni. Da noi è in via di soluzione il caso della Sea Watch, 49 profughi identificati dal ministro dell’Interno Salvini come pericoli per la sicurezza. Mentre la società civile ha supplito alle esibizioni muscolari di cattivismo politico e umano.
La bassa produttività, problema dei problemi del sistema italiano da oltre 20 anni, è stata sempre più marcata al Sud. Poi, spiega una ricerca, dall’inizio della Grande crisi (2008) il differenziale rispetto al Nord si è ridotto di circa un terzo. Soprattutto a causa dell’uscita dal mercato delle aziende meno efficienti.
In un anno la valutazione del bitcoin è crollata da 17mila a 3.600 dollari, dimostrandosi un asset molto rischioso. A deprimere il suo valore c’è anche la concorrenza delle altre criptovalute che abbassa il prezzo medio di tutte ma aiuta gli investitori a capire meglio se ci sia un prezzo giusto di ciascuna.
Quarantanove profughi non sono un pericolo per la sicurezza di nessun paese. Eppure, ci sono volute quasi tre settimane per farli sbarcare dalla Sea Watch. Solo la società civile, e in particolare le istituzioni religiose, riempiono il vuoto di diritti.
Le imprese manifatturiere meridionali registrano un ampio divario di produttività rispetto a quelle settentrionali. A partire dal 2008 il differenziale si è ridotto di circa un terzo. Ma ciò è dovuto all’uscita dal mercato delle aziende meno efficienti.
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Tra picchi e crolli, dove arriverà il prezzo di Bitcoin e compagni? Difficile fare previsioni. Ma la concorrenza tra criptovalute ne abbassa il prezzo medio e permette a investitori e risparmiatori di capire quale sia il prezzo giusto di ciascuna.
Resta alta l’attenzione sul movimento dei gilet gialli in Francia. Luigi Di Maio e, più in generale, il Movimento 5 stelle si sentono molto vicini ai manifestanti. Effettivamente, ci sono diverse similitudini nei programmi, ma anche differenze non da poco.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni del vice-presidente del Consiglio Luigi Di Maio sul decreto “salva Carige”.
Facendo da cassa di risonanza distorta a un pezzo del Wall Street Journal, una parte dei media italiani enfatizza la rilevanza dell’effetto Salvini sul calo degli sbarchi di migranti dal Mediterraneo. I dati dicono però che tale riduzione è da attribuire molto più al suo predecessore Minniti che all’attuale ministro dell’Interno.
Per gli istituti di credito il 2019 è iniziato con il botto del commissariamento di Carige da parte della Bce. Una procedura mai attuata che sfocerà nella cessione a un’altra banca italiana. Prima una ricapitalizzazione con soldi pubblici: alla faccia dell’impegno del governo di non mettere più neanche un euro nelle banche.
La flat tax per le famiglie promessa in campagna elettorale è rinviata a un futuro imprecisato. Meglio così perché l’esperienza di altri paesi mostra che una tassazione bassa con una o due aliquote è sostenibile solo in paesi con poca spesa sociale come quelli dell’Europa orientale.
Il nuovo anno doveva essere quello del ritorno dell’indicizzazione delle pensioni. Invece, con un virtuosismo contabile, dalla finanziaria arriva un taglio – nascosto – nella dinamica di oltre 5 milioni di pensioni (molte più delle 24 mila “d’oro”) per più di 3,6 miliardi in tre anni. Nella legge di bilancio niente di nuovo neanche per le politiche per la famiglia. Il governo sembra rassegnato a un rapido declino demografico dell’Italia che vanta – si fa per dire – il più basso tasso di fecondità in Europa. Eppure ci sarebbero esempi in controtendenza da cui imparare. Come la provincia di Bolzano.
Anche senza consultare l’oroscopo si può prevedere che il 2019 non sarà un anno di svolta positiva in tema di lavoro. Nel migliore dei casi la disoccupazione continuerà a scendere solo marginalmente. In calendario cambi della guardia in istituzioni e associazioni, a partire dai vertici Inps e Cgil. Intanto il mondo del lavoro globale va avanti. Proprio in questi giorni si è svolto ad Atlanta il “mercato dei PhD” dove i dottorandi in economia hanno incontrato università, banche centrali e altre istituzioni che potrebbero assumerli. Attraverso una selezione rigorosa.
Tra Natale e l’Epifania lavoce.info ha aggiornato quotidianamente il sito con nuovi articoli. Parlando di e-commerce, disinformazione, terzo settore, lotta alla povertà, lavoro via piattaforma.
Buon 2019 a lettori e autori!