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  1. Alessio Rispondi
    Devo fare una precisazione riguardo a questo passaggio dell'articolo "Tuttavia le risorse messe a disposizione andranno solo ai truffati dalle banche venete poiché la legge di stabilità prevede che siano risarciti i risparmiatori degli istituti posti in liquidazione coatta amministrativa (ossia le sole banche venete) e non anche degli istituti posti in risoluzione (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara)." Ciò non corrisponde al vero. I quattro istituti sottoposti a risoluzione sono stati suddivisi in due: una parte è stata posta in liquidazione mentre la parte "sana" ha generato una banca ponte. Alcune obbligazioni subordinate sono rimaste in capo alle banche in liquidazione altre (azzerate) sono andate alle bridge bank. Pertanto, gli obbligazioni subordinati delle 4 banche andate in risoluzione, che hanno già ricevuto l'indennizzo dell'80%, potranno recuperare un ulteriore 15%. Rimane fermo che il FIR è un colpo di spugna che contribuisce alla non costruzione di una cultura finanziaria.
  2. Davide M. De Crescenzi Rispondi
    Riprendo il commento del dr. Coppola. In Italia gli NPL sono arrivati a ben 400 miliardi di euro. Dove sono finiti non si sa ancora. Siamo sicuri che la palude in cui si trova il PIL non dipenda anche dal collasso dei valori degli immobili dati in garanzia sugli NPL? Quel che e' accaduto e' peggio di una patrimoniale. O mi sbaglio. Grazie per l'attenzione. Prof. De Crescenzi
  3. Gerardo Coppola Rispondi
    Grazie per l’interessante articolo. Due importanti precisazioni. Sulle obbligazioni bancarie di Carige non sarei sicuro che non sono più in mano ai risparmiatori. Forse andrebbero pubblicati documenti legali di Carige in materia. Ancora sul Burden sharing delle azioni. In verità non vi è bisogno è stato già fatto, dal mercato. Le azioni valgono zero e i piccoli azionisti sono quasi 55.000. Purtroppo anche in questo caso come nei precedenti si arriva tardi e in una banca non si trova più nulla. Carige, come le altre prima, era già fallita 10 anni fa. Dove eravamo, tutti noi ?
  4. umberto Rispondi
    ..."Nel suo complesso falsa"... non significa nulla. Se i punti sono 10 si DEVE dare un giudizio su ogni singolo punto. Se un punto è controverso si esprima una "falso se" o un "vero se". ...Direi, il vostro, un fact-checking con la logica...se p allora q vale q allora p...
  5. Luca Rispondi
    Di Maio ha detto che per ora nemmeno un euro è stato dato a Carige (che è vero, al di là della contabilizzazione nel bilancio dello Stato delle garanzie) e che in caso di ricapitalizzazione pubblica il Mef entrerà con la maggioranza nel capitale della Banca (che è altrettanto vero). Quello che Di Maio "spera che non serva" è proprio questa ricapitalizzazione, che assai probabilmente sarà evitata perché il governo non ha aspettato un anno a intervenire come fece Padoan con Mps. Quanto a azionisti e obbligazionisti subordinati retail, vi siete scordati di ricordare che i primi sono già stati azzerati dai fatti (Carige è quotata) e i secondi... non esistono. Non commento il punto 6) (che attiene a vostri desiderata più che a fatti concreti, essendo il futuro un'ipotesi) né la chiosa finale del punto 10) (che sembra scritta da Maria Elena Boschi). In sostanza, le affermazioni di Di Maio sono nel complesso VERE. Il vostro fact-checking, direi, propriamente FALSO. Saluti.
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Gentile Luca, grazie innanzitutto per il suo commento. Non si può dire di non aver dato un euro a Carige "al di là della contabilizzazione nel bilancio dello Stato nelle garanzie", perché lo stato deve essere in condizione di dare questi soldi. Non contabilmente, ma fisicamente, nel caso le garanzie vengano escusse. Sulla ricapitalizzazione, abbiamo spiegato che, se attuata, lo stato entrerà nel capitale di Carige (o la banca sarà "nazionalizzata", come preferisce). Ma non perché lo pretende Di Maio, ma perché così dice la logica. Ed è accaduta la stessa cosa per Mps. Per quanto riguarda gli azionisti, un conto è il valore di mercato delle azioni e un conto il loro valore nominale. Nel caso del burden sharing viene intaccato il valore nominale, a prescindere ovviamente da quello di mercato. Punto 6: non si tratta di nostri desiderata. Non ci auguriamo di certo che lo stato debba mettere a fondo perduto soldi per garantire la vendita. Ma di certo non possiamo escludere a priori che non accadrà. Sulla chiusa del punto 10, abbiamo fatto un'affermazione logica. È inesatto dare l'intera colpa della crisi di una banca al governo di turno, perché le banche sono gestite da un pool di manager e dirigenti, non certo dai ministri. Non sarebbe giusto dire che la crisi di Carige è da imputare al governo 5stelle-Lega, non pensa? Cordiali saluti.
  6. Roberto Rispondi
    Sono d'accordo sul risultato del fact checking, naturalmente Di Maio non sa quello che dice e fa di tutto per farcelo sapere. Però è importante aggiungere che in carige non ci sono più obbligazioni subordinate (a parte il recente bond da 320 milioni sottoscritto dal fondo interbancario) quindi l'applicazione del burden sharing non avrebbe conseguenze per i risparmiatori. Alcuni bond subordinati sono stati concambiati obbligatoriamente con bond senior al 70% nel 2017 quindi qualcuno ha subito perdite in quel frangente, mentre l'ultimo bond subordinato carige è scaduto a fine dicembre 2018 ed è stato regolarmente pagato. Per quanto riguarda lo stanziamento da 1,5 miliardi per il rimborso dei risparmiatori truffati, non riguarda solo le banche venete ma anche le 4 banche precedentemente fallite. I
  7. Savino Rispondi
    Dopo Carige e Sea Watch, il reality cu,i drammaticamente, ci ha sottoposto questo governo può finire qui. Di Maio passerà alla storia solo come l'ex bibitaro dello stadio San Paolo di Napoli che si è permesso di esultare sul balcone di Palazzo Chigi mentre creava ulteriore deficit e faceva impennare lo spread.