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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Complimenti per un intervento che smonta molti luoghi comuni. È semplicemente offensivo pensare che un lavoratore minimamente qualificato di accontenti del RdC o di lavoretti in nero per tutta la vita. Il RdC non riesce a scoraggiare neanche la creazione di worst jobs come riders e commessi nel we. La verità è che imprese piccole e operanti in settori "maturi", se non decotti, come la maggioranza di quelle italiane, non hanno le risorse per pagare decentemente il personale qualificato e quindi non hanno nessuna speranza di trovarlo. Si assiste così ad una spirale perversa in cui le imprese non riescono a modernizzarsi per mancanza di risorse da investire sul capitale umano; i giovani non trovano conveniente formarsi per i bassi salari; i salari continuano a scendere perché si creano solo bad jobs; alle imprese si chiedono prodotti sempre meno sofisticati a causa dei bassi redditi; le imprese hanno sempre meno incentivi e meno risorse per crescere e riqualificarsi. Se ci fosse davvero una carenza assoluta di certe figure professionali, assisteremmo a sbarchi di ingegneri e informatici (come avviene in Germania e Svezia), invece che di disperati disposti a tutto.
  2. Vittorio Molinari Rispondi
    Articolo quanto mai opportuno; era ora che si affrontasse "anche" questo tema, vera e propria questione storica, cioè cronica. Una delle tante, troppe, tutte croniche, che ci impediscono di vivere al meglio. Gli inoccupabi chi sono? Cittadini coscritti alla sudditanza, dalla dispersione scolastica, un ambiente famigliare e sociale di emarginazione, lavoro nero e precario, sottopagato, senza formazione; cittadini ricattati. Questi cittadini hanno responsabilità? Certo, ma non della stessa valenza di chi li ricatta e costringe ad essere schiavi. Una società, un Paese, che non vuole proseguire nel percorso di decadenza su cui è incamminato da tempo e sempre più speditamente, deve invertire la rotta, agendo su tutti i tasti, a partire dalla regolarizzazione dei rapporti di lavoro in nero, situazioni ben note a ispettori e sindacati, passando da retribuzioni superiori di almeno 500 euro mensili
  3. carlo des dorides Rispondi
    Il RdC ha due finalità: contrasto alla povertà e reinserimento nel mercato del lavoro. Sulla prima credo abbia avuto un impatto discreto (sebbene molto migliorabile). Sulla seconda non ha di fatto operato. Qui a mio avviso il problema non è tanto incrocio domanda offerta quanto alfabetizzazione e rialfabetizzazione di risorse a difficile occupabilità, oltre forse ad interventi su domanda di lavoro. E' vero che esiste un segmento di lavoratori dell'IT come quello indicato nell'articolo. Peraltro non si tratta di soli livelli di accesso ma, se consideriamo 1,3 netti pari a ca 26k lordi annui, parliamo di persone anche con 10 anni di esperienza. Molto spesso hanno un CV simile. Lavorano in società 'di consulenza' che vincono appalti in genere presso Telco o banche. Lavoratori che seguono l'appalto, seguendo azienda committente che subentra. Aziende che non investono nello sviluppo del Capitale Umano, ed il valore di queste persone, in termini di motivazione e di crescita di competenze è generalmente basso. Costituiscono un altro possibile campo di interventi di una diversa politica attiva del lavoro
  4. Luca Cigolini Rispondi
    Grazie per l'articolo, ben documentato, che mostra come spesso i titoloni gridati non facciano altro che ripetere luoghi comuni duri a morire. Duri a morire nonostante gli stessi titoloni forniscano involontariamente alcuni dati in contraddizione con la vulgata della scarsa preparazione e della pigrizia come uniche spiegazioni delle pecche del nostro mercato del lavoro! Mi riferisco alla tanto sbandierata "fuga dei cervelli", che dunque ci sono, ma vanno dove trovano chi è disposto a pagarli.
  5. Lorenzo Mancuso Rispondi
    L'articolo fa un po' a pugni con tutti gli studi pubblicati sul mercato del lavoro. Si cercano professioni tecniche e non si trovano perchè i candidati non hanno le competenze ricercate. A quel punto puoi aumentare i salari quanto vuoi, se ciò che cerchi non esiste non è il prezzo il modo per trovarlo. Dall'altro lato c'è il reddito di cittadinanza che di certo non incentiva le persone prive di competenza a formarsi (anche gratuitamente tramite ad esempio i progetti regionali)
  6. Savino Rispondi
    E la qualità dei lavoratori? Non sarà che la scarsa produttività nasca da una bassa qualità e zero formazione della manodopera? Cosa fanno o non fanno i nostri ragazzi? E che lezione gli insegnano i tanti pelandroni adulti?