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  1. Davide Rispondi
    I giovani votano M5S e Lega. I pensionati votano PD. Fate voi i conti
    • Savino Rispondi
      Diciamo che la differenza non è tanto anagrafica in questo senso, piuttosto ci sono tanti italiani, in tutti gli schieramenti, gattopardisti, che vogliono il falso cambiamento, perchè gli sta bene lo status quo. In questo senso, si vede una netta differenza tra anziani gelosi custodi e conservatori (a che scopo, non si sa, come se fossero immortali) del loro portafoglio e giovani in attesa di spiragli di prospettiva.
  2. paolo zangani Rispondi
    le analisi sul decremento demografico sono sempre piuttosto scontate; nei paesi "avanzati" si riscontra un generale abbassamento della natalità che è invece e rimane elevata nei paesi più poveri ( a proposito come mai nonostante i servizi siano nulli?) Ma la domanda è: l'occidente può supplire al calo demografico semplicemente integrando più migranti?
  3. Alice Crosilla Rispondi
    Domanda banale: per quale motivo gli anziani si rifiutano di passare il testimone? Risposta, non altrettanto scontata.
  4. MrcSpm Rispondi
    Bella visione d'insieme. Sull’Italia nulla da dire, se non evocare l’implicita domanda: e le cause? Una vox populi sostiene che manchino i servizi (gli asili nido, etc.). Ma alla semplicità della tesi si può opporre che le cause del calo della natalità possono difficilmente essere ascritte ad un motivo ‘così razionale’. Dati comparativi (World Bank, 2016) mostrano un tasso di fecondità di 1.33 in Grecia, 1.35 in Italia (Sud-Isole 1.29), 1.33 in Spagna, 1.31 in Portogallo: tutti valori crollati dal 1980, con patterns lievemente diversi e qualche inversione di tendenza (es. in Grecia nel 2009 il tasso era risalito all'1.45). Il confronto con la Francia (1.96) suggerisce a molti il ruolo di politiche e servizi, ma che cosa suggerisce la comparazione con Turchia (2.05), Israele (3.11) o Iran (1.66)? Un commento in Israele:https://www.haaretz.com/israel-news/with-fertility-rising-israel-is-spared-a-demographic-time-bomb-1.6131135. La strumentalità di associare la natalità con alcune politiche lascia perplessi. Vale per il nido quanto l'articolo di Haaretz dice sulla finanza familiare: ‘For sure, a family’s financial situation is a factor in deciding how many children they have – but not in the way people intuitively think of it.’ Le politiche si valutano per effetti diretti (es. gli asili rispetto allo sviluppo affettivo-cognitivo dell’infanzia) poi forse per effetti indiretti. Che cosa allora influenza negativamente, nel Sud Europa, il modo di ‘pensare intuitivamente' ai figli?
    • Andrea A. Rispondi
      Guardando i tassi di fecondità per regione si notano sensibili differenze. Ad esempio fra AA-südtirol e Molise o Sardegna. Sarebbe da andare a vedere cosa fanno di speciale a Trento e Bolzano e valutare copiarlo.
      • MrcSpm Rispondi
        Bolzano e Trento beneficiano, è noto, di molti danari nazionali, per varie ragioni combinate. Si dice anche che spendano bene quei danari per servizi: hanno un'economia complessivamente florida. Percorsi di sviluppo e culture diverse meritano un'attenzione che l'idea di "copiare come fanno a ..." nega completamente. A mio modo di vedere, nessuno dovrebbe copiare nulla. La Sicilia ha una storia straordinaria che non è quella di Bolzano o Trento (e anche la geografia non è male, così com'è). I siciliani non sono trentini (non è banale). La propensione ad avere figli può essere influenzata da percezioni/prospettive 'globali' (consce o non consce) in modo contro-intuitivo. Ad es., è noto che chi emigra da paesi in via di sviluppo fa meno figli, giunto a destinazione, di chi resta nel paese di origine. In questo caso almeno, è evidente che i servizi di cui si dispone non siano la 'causa prima' della propensione a far figli. Le condizioni di vita nelle Regioni Mediterranee (tolti gli Stati), un insieme al quale sono convinto appartengano Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e anche Sardegna e Molise (e per nulla convinto che vi si trovino Trento e Bolzano) hanno forse qualcosa di peculiare, di simile e rilevante per la natalità. Ma la convergenza nel numero di figli per donna non è un dato congiunturale, ha elementi forti di inerzia. Come variabili di policy guarderei più alla macroeconomia europea e al modo con cui gli Stati nazionali rispondono ad un disegno inefficace. FineSpazio
    • Lorenzo Rispondi
      Dico per l'Italia. La mia impressione è che sia stata terrorizzata la classe potenzialmente più feconda e in particolare la componente femminile (allungamento tempi prima gravidanza, PMA, pochi servizi per l'infanzia, cristianizzazione dei consultori, poche alternative valide all'aborto, spinte all'emigrazione etc.
      • bt Rispondi
        concordo con lorenzo. zero tutela del lavoro femminile anche per le dipendenti. cultura mortifera.
  5. Savino Rispondi
    Le redini dell'economia sono solo in mano agli anziani, che si rifiutano di passare il testimone. Un conto è essere parte integrante delle spese sociali complessive e degli oneri e doveri della collettività per raggiungere le persone con i servizi pubblici, altro conto è essere protagonista del ciclo attivo contemporaneo dell'economia. Gli italiani adulti non possono pretendere ancora questa seconda aspettativa, nè possono pretendere di avanzare pregiudizi nei confronti delle giovani generazioni.