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  1. Renato Miceli Rispondi
    Grazie per l’attenzione riservata al lavoro dei Navigator. Poiché sono tra coloro che sta portando avanti il progetto MOO, non posso che condividere le linee generali della sua analisi, precisando che il lavoro è partito meno di cinque mesi fa e sconta le difficoltà legate alla cattiva percezione della figura dei Navigator (ma anche dei CpI) presso le imprese. Molti sono stati i rifiuti, tante le difficoltà legate allo scarso aggiornamento dei dati iniziali, che ha portato via molto tempo ai Navigator impegnati a “mettere in qualità” le schede aziendali, prima di passare all’indagine. In generale concordo con il gap tra posti di lavoro teorici e reali (questi ultimi sono meno di un milione), ma sono convinto che dare continuità al progetto potrà fornire risposte sorprendenti. In positivo.
  2. Stefano Rispondi
    Non credo che Moo possa essere definito un censimento: ha sicuramente un lodevole obiettivo che è quello di raccogliere i fabbisogni delle imprese, ma come affermato dai gestori, lo fa in base alla maggiore propensione alle assunzioni sulla base delle comunicazioni obbligatorie passate. Questo è una buona cosa per ottimizzare il costo contatto ma intuitivamente mi viene da pensare che, se questa propensione è misurata sulle assunzioni passate, probabilmente si rivolge alle imprese più strutturate (grandi) che sono una ristretta minoranza (in Italia ci sono 6 milioni di imprese). Se si guarda il comunicato INPS sul 2018 (https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=52451&lang=IT) si legge “…Nel periodo gennaio-dicembre 2018, nel settore privato, le assunzioni sono state 7.424.293…” e quello sul 2019 (https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=53338&lang=IT) “…Negli undici mesi del 2019, nel settore privato complessivamente le assunzioni sono state 6.666.609…” e ancora nel 2020 (https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=54789) “…Le assunzioni nel settore privato nei primi dieci mesi del 2020 sono state 4.347.094…”. Qui si parla di assunzioni in termini di attivazioni di contratto, anche a tempo determinato forse di brevissimo periodo e per tutte le imprese, se si restringe alle assunzioni più stabili si arriva a numeri certamente inferiori ma sempre nell’ordine dei milioni non delle centinaia di migliaia.
  3. Lemmy Rispondi
    I dati ufficiali dell'INPS parlano di 6,6 milioni di assunzioni nel 2019 https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=53338# e i dati Cob di 8,8 milioni di assunzioni... sono dati che includono anche le trasformazioni, ma al netto di queste gli ordini di grandezza mi pare siano compatibili. Ci sono i contratti a tempo determinato e quelli non di natura dipendente, nel complesso le imprese con dipendenti in Italia sono 1,3 milioni...6 milioni complessivamente.
  4. Luca Rispondi
    Mi sembra di capire che Anpal paga unioncamere (circa 10 milioni di euro?) per fare l’indagine Excelsior e poi paga i navigator per fare un’altra indagine sullo stesso problema e lei rileva che uno dei due soggetti non dice la verità? Ho capito bene il suo pensiero?
  5. luciano Forlani Rispondi
    Bisognerebbe conoscere i dettagli dell'indagine MOO ma mi pare un contributo utile. Indipendentemente da chi le conduce (Unioncamere, Istat) ho sempre diffidato dei risultati delle indagini sui fabbisogni di personale delle imprese. Meglio, molto meglio analizzare ex post quantità e modalità del reclutamento di cluster di imprese. Cio' dovrebbe valere sempre e ancor più in una fase di grande incertezza come quella attuale
  6. Davide Rispondi
    Ma non saranno un po' troppe queste rilevazioni? Comparare pseudo censimenti con indagini campionarie non credo sia la cosa migliore da fare e l'articolo un po' mi sorprende. Al di la delle stime e delle dichiarazioni di intenti il vero problema è la carenza di domanda. La formazione fatta a vuoto, senza la garanzia di un posto di lavoro per chi ne usufruisce, non ha mai funzionato e mai funzionerà. Abbandoniamo il fallimentare concetto di occupabilità e poniamo l'attenzione sull'occupazione, sembra banale ma dopo 20 anni di fallimenti delle Politiche Attive è ora di cambiare rotta.
  7. bob Rispondi
    è una analisi monca. A mio avviso di posti di lavoro ce ne sono molti più di un milione. Senza linee guida di una politica di sviluppo industriale e territoriale, ma soprattutto senza una riforma fiscale rivolta al tema delle assunzioni non si va da nessuna parte. Un milione di posti di lavoro li darebbe solo il comparto dell'edilizia, ma provate a verificare quanto costa un muratore ad un azienda. costi che in minima parte vanno nella tasca del muratore stesso. Indico il comparto edile perchè l'esigenza di "ristrutturare" il Paese ormai non si può rimandare. Dire che mancano figure professionali così esposto è uno slogan
  8. Enrico D'Elia Rispondi
    Mi meraviglio della meraviglia dell'autore. Da parecchi anni anche l'ISTAT fa delle rilevazioni sulle vacancies, che oscillano da tempo attorno all'1% degli organici, che corrispondono a circa 180.000 dipendenti. Si tratta di cifre non lontanissime da quelle dei navigator (tenuto conto anche che questi indagano solo il settore privato) e molto più modeste di quelle riportate da Excelsior, che probabilmente segnala le aspirazioni delle imprese più che i loro reali bisogni. Pianificare la formazione in base ai dati Excelsior sarebbe dunque molto imprudente, oltre che costoso. Se c'è davvero bisogno di particolari competenze, lasciamo che siano le imprese a formarle a fronte di sgravi fiscali. Ma non mobilitiamo la scuola pubblica per creare professionalità che probabilmente tra pochi anni saranno già obsolete.
    • Lemmy Rispondi
      Scusate ma forse le differenze rilevate sono nel concetto di vacancies: stiamo parlando di teste o di contratti. Credo che si stia parlando di questi ultimi... ovvero delle opportunità di lavoro attivate. I comunicati INPS relativi ai contratti attivati nel 2019 (Osservatorio sul precariato) parlano più di 6 milioni di assunzioni... il numero è assai elevato perché comprende anche le trasformazioni di contratto, ma al netto di queste credo che i numeri siano compatibili con le ricerche che parlano dei flussi di attivazione. La fonte COB del Ministero del Lavoro parla di 8,7 milioni di assunzioni nel 2019 anche qui con un campo d'osservazione dissimile. Ci sono le piccole imprese ed i contratti a tempo determinato.
  9. Manuel Rispondi
    Da considerare il limite del primo contatto telefonico senza una adeguata campagna informativa con il rischio di essere scambiati per operatori "call-center".
  10. Savino Rispondi
    E' una nazione per vecchi con una mentalità da vecchi. Dobbiamo dare una mano ai nostri giovani, non abbandonarli sulle tastiere dei pc e sui divani di casa, orientandoli su scuola, università e formazione, orientandoli sulle scelte del futuro nel mercato del lavoro. I genitori e i nonni, invece, pensano solo a fare soldi, a fare truffe e a prendere tangenti.