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  1. Lorenzo Munzi Rispondi
    Fatta salva la Vs. buona fede, in questo come in tutti gli altri articoli sull’argomento RdC e Lavoro, di vero c’è ben poco. Continuando a seguite numeri, statistiche e tabelle prodotte da azzeccagarbugli “presidenti” di questo, “direttori” di quello ed “esperti” della fuffa, come gli stessi politici che legiferano con la presunzione di risolvere i problemi del mondo reale applicando strategie che forse non funzionerebbero neppure nel loro mondo immaginario, non avendo lavorato un giorno in vita loro, non si comprenderà mai la realtà. Si parla di errata percezione di sé dei candidati? Ripeto: le percezioni errate si trovano in alto! Profilazione, orientamento, riqualificazione, mancano del tutto se non in una evanescente versione assolutamente fasulla. Sul sito dell’Anpal, non vi si trova quasi nulla di utile ed i “navigator” fanno quello che possono, ma come si fa ad incrociare domanda ed offerta se queste sono inconciliabili tra loro? Le imprese cercano candidati esperti, mentre a questi ultimi manca una formazione adeguata, anche perché i “corsi di formazione” sono talmente teorici ed astratti da essere praticamente inutili, mentre dovrebbero essere realizzati su specifiche dirette delle imprese stesse. Quanto a burocrazia e pressione fiscale, basta nominarle e si è detto tutto.
  2. Anna Maria Mattace Rispondi
    Gentili Francesco & Francesco, sono una Navigator, ho letto il vs articolo con molta attenzione. Ho già richiesto a testate nazionali di rimuovere parti di articoli non corrispondenti a verità o incorretti. tra cui Il Giornale e Libero, Officina dei Giornalisti. La vostre deduzioni si discostano enormemente da quanto ho osservato e verificato dal vivo sui Navigator (titolo, professionalità e capacità, cosa gli è consentito e non consentito fare, dalle Regioni), sui percettori RdC (attitudini, volontà, percezione delle loro capacità), sui canali di lavoro efficaci o meno ed anche sulla funzione DOL di MyAnpal. Ci sono 3000 Navigator che hanno queste informazioni veritiere, e almeno 1 milione di percettori che le possono confermare. Quando queste verità emergeranno, per intero, davvero, cosa succederà?
  3. Alessio Franzoni Rispondi
    Concordo con chi dice che "se non c'è lavoro non c'è navigator che valga". E' ovvio che più è qualificato il navigator meglio è; ma dalla mia ottica questo riveste essenzialmente un ruolo di intermediazione, una figura di collegamento, mette in contatto, ma non "crea" le opportunità vere e proprie che invece devono scaturire dal mondo economico ed imprenditoriale. Se il lavoro non c'è, tuttavia, bisognerebbe cercare appunto di inventarlo! Non un tipo di lavoro qualsiasi, ma una tipologia di attività comunque adatta, almeno per larga parte di quel target beneficiario del rdc (bassa qualifica, over 35-45enne, disoccupato di lunga durata, ecc.). Percorso certo irto di difficoltà, al contempo però, utile a delineare prospettive concrete. Ma il tema è molto ampio...e sul punto facilmente si potrebbe aprire un variegato dibattito dai larghi confini.
  4. Maria Rosa Di Lallo Rispondi
    Quindi, secondo Luca, occorre aspettare che i navigators acquisiscano le capacità necessarie per svolgere il lavoro cui sono stati chiamati? Ma vogliamo scherzare?
  5. Marcello Romagnoli Rispondi
    Se non c'è lavoro non c'è navigatore che valga. Usare quei soldi per creare lavoro ad esempio finanziando e pagando opere pubbliche utili (sicurezza scuole, acquedotti, banda larga ecc) sarebbe stato più efficace
  6. Maria Cristina Migliore Rispondi
    L'analisi proposta nell'articolo ha il limite di considerare i problemi solo sul lato offerta e non quelli sul lato domanda di lavoro. Dal momento che gran parte delle persone in cerca di lavoro da lungo tempo sono persone di oltre 45 anni, esiste anche il tema dell'età, dato che non si può modificare. Chi seleziona il personale potrebbe preferire persone più giovani, perché costano di meno, e magari sono pure più istruiti, anche se poi gli si danno incarichi non adeguati al livello di preparazione (sottoccupazione). E poi perché si crede che inserire una persona in età matura sia più diffcile, soprattuto se i capi sono più giovani. Forse anche i datori di lavoro avrebbero bisogno di formazione, per essere preparati a gestire i rapporti intergenerazionali.
  7. bob Rispondi
    nei Paesi civili e avanzati si usa il CV! nei Paesi civili e avanzati assumere una persona si impiega 10 minuti e non 15 gg di scartoffie inutili
  8. Gina Fantini Rispondi
    La cosa più importante mi sembra a questo punto pensare un percorso universitario per i collocatori (i famosi navigators) e pubblicizzare l'app Bisogna inoltre spingere sulla formazione e ri-formazione per adulti. Speriamo che la politica Vi ascolti!
  9. Luca Rispondi
    Oggi, in audizione alla Commissione lavoro della Camera, il Presidente Anpal ha reso pubblici gli ultimi dati aggiornati: 196.000 percettori del RdC hanno accettato un'offerta di lavoro, tra questi 100.000 hanno ancora il lavoro. Considerando le chiusure per la pandemia, sono numeri abbastanza buoni. I navigator,vincitori di una selezione a cui han partecipato in 70.000 e tutti laureati con una media del 108, contano tra le loro fila molti laureati in psicologia. Sul campo acquisiranno competenze importantissime e nel nostro paese rappresenteranno la cosa più vicina alla fgura dei "Case manager" perché l'idea di Parisi è proprio quella. Ci dovremo accontentare.
  10. Savino Rispondi
    Disoccupazione e povertà non sono la stessa cosa, così come assistenza e assistenzialismo non lo sono.
  11. Lorenzo Rispondi
    Però attenzione, i dati riportati nel primo paragrafo (beneficiari = 2.000.000 circa) sono relativi al 2019 essendo estratti dal "Rapporto Marzo-Agosto 2019" rilasciato dal ministero del lavoro. I dati aggiornati al giugno 2020 sul portale INPS suggeriscono che i soggetti beneficiari del RdC (nonché i nuclei familiari) sono di gran lunga superiori.
  12. Giorgio D'Amore Rispondi
    i Centri per l'Impiego in Italia intermediano il 4% delle ricerche / offerte di lavoro. In pratica, non servono per trovare lavoro. Qualunque persona di buon senso non avrebbe mai affidato a una struttura inefficiente un nuovo compito come quello affidato ai "navigator". Forse qualunque persona di buon senso chiuderebbe i Centri per l'Impiego. Ma lo Stato evidentemente non impiega il buon senso. è un commento poco professorale e analitico sicuramente. Ma purtroppo veritiero.
    • Lorenzo Rispondi
      Infatti nell'articolo si parla di " ... senza un concreto supporto o assistenza dei servizi per l’impiego ...". Dunque gli impiegati dei CPI non servono e sono stati affiancati dai navigator per non licenziarli. Gli stessi navigator non sono idonei al ruolo ricoperto per non dire che il vero motivo per cui funziona alla grande il RdC è che lo stesso integra sufficientemente il reddito a nero realizzato.