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  1. Gianfranco Nigro Rispondi
    Io distinguerei il problema del "digital divide" da quello della modalità di didattica a settembre. Il "digital divide" richiede sicuramente delle risposte adeguate ma il vero tema è permettere ai ragazzi di ritornare in classe a settembre per molti motivi (socializzazione, apprendimento, ecc.). Non sono un esperto ma la soluzione per la scuola ed in genere per tutte le situazioni dove la distanza non può essere garantita è indossare doppio DPI: mascherina (possibilmente lavabile) e visiera. E' stato già sperimentato in alcune scuole in Francia ed anche alcuni parrucchieri utilizzano questo metodo. Questo consentirebbe a tutti gli studenti (e non solo a quelli di elmentari e medie) di far ritorno a scuola. Invece le soluzioni finora indicate (es. classi dimezzate) non sono praticabili o per qualità dell'apprendimento (es. nel caso di didattica a distanza) o per motivi finanziari (classi da 15 ragazzi). Vorrei ancora aggiungere che la didattica a distanza diventa una pagliacciata per chi frequenta istituti tecnici e professionali dove è necessario usare strumenti, laboratori, ecc. Quest'anno stiamo portando sul mercato migliaia di ragazzi (geometri, periti, ecc.) che avrebbero dovuto imparare molto del mestiere durante l'ultimo anno e che invece si sono dovuti accontentare di qualche videolezione (quasi sempre in quantià ridotta rispetto all'orario scolastico). Facciamo tornare TUTTI i ragazzi a scuola a settembre!
  2. Marcello Romagnoli Rispondi
    Senza falsa modestia sono stato uno dei primissimi a chiedere nel mio ateneo di svolgere le lezioni online, questo per fare capire che non sono contro questo strumento. Non vorrei che fosse usato per ridurre il numero di personale nelle università. Inoltre senza una valida rete internet diffusa su tutto il territorio non si va da nessuna parte