logo


  1. Carla Rispondi
    Grazie Prof.ssa Saraceno per il suo impegno nel mantenere alta l'attenzione sul tema delle politiche per l'infanzia. La mancanza di interesse e investimento sui bambini e i ragazzi da parte della politica, tangibile anche solo entrando in una scuola qualsiasi in tempi normali, ora è drammaticamente evidente. È l'occasione buona per cambiare rotta. Lo spero. Con un supporto alle famiglie che vada oltre un mero contributo economico. Carla
  2. Giulia Rivellini Rispondi
    Tema di cruciale importanza. Soprattutto per l'aggravarsi delle differenze tra contesti di apprendimento che ora giocano un ruolo fondamentale per la crescita dei bambini e ragazzi. Intervenire dopo va bene, ma è tardi. Perchè non attivarsi con una rete di volontari giovani che muniti di tablet e/o pc connessi alla rete vanno nelle case e supportano i bambini nello svolgere le lezioni e/ i compiti in lockdown? I soldi ora mi pare servano meno. Le università con le associazioni territoriali ci possono provare. Una call stile #MilanoAiuta.
  3. Bruno Perin Rispondi
    Il tema messo in evidenza nell'articolo è sicuramente importante e l'emergenza Covid19 lo ha reso ancora più evidente. Le diseguaglianze sociali e territoriali erano evidenti anche prima. L'assenza dell'informatica accessibile lo amplierebbe ulteriormente amenoché venga colta l'occasione per riformare il sistema in senso democratico. Prendiamo ad esempio la cura educativa dell'infanzia fino ai 6 anni nei centri ubani piccoli e periferici. Nessun asilo nido ne scuola materna. Ne pubblica ne privata. Tutto a carico della famiglia. Inoltre, le rigidità degli orari, là dove esistono, sono inconciliabili con il lavoro dei genitori. L'esperienza trentina potrebbe essere una valida possibile soluzione integrativa. La Tagesmutter, adeguatamente formata e certificata, riceve presso la propria abitazione i minori e ne cura l'assistenza con orari flessibili. Verrebbe monitorata periodicamente e l'ente locale se ne dovrebbe far carico economico in tutto o in parte. Togliere gli assegni familiari per asili nido gratuiti sarebbe per questi solo una perdita secca di assistenza.