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  1. Luca Cigolini Rispondi
    Credo che l'emergenza sia dovuta ad una questione di numeri: quanti insegnanti servirebbero per coprire tutti i posti vacanti? Assumerne 48000 è una bella cosa, ma in passato sono già state sbandierate assunzioni apparentemente risolutive (30000, 60000...) che han risolto ben poco. Quanti dei neoassunti coprono posti vacanti e quanti si limitano a rimpiazzare i pensionamenti? Probabilmente nessun governo ha mai potuto destinare alla scuola le risorse sufficienti per assumere tutti i docenti che servirebbero. Ecco perché - nonostante le assunzioni - qua e là per l'Italia rimangono numerosissime cattedre vacanti dove desiderano trasferirsi i neoassunti ed ecco perché sono necessarie le norme che impongono l'obbligo di permanenza per almeno 5 anni.
  2. Maurizio Daici Rispondi
    Mi sono laureato nel 1980 e non ho mai visto altro che soluzioni di volta in volta diverse. L'ordinarietà, mai.
  3. Marcello Romagnoli Rispondi
    Purtroppo i governi hanno sempre dimenticato il fronte universitario che vede non solo un progressivo invecchiamento dei docenti, ma anche una loro riduzione. Dai dati OCSE lo stato finanzia il -30% (MENO) per studente le università pubbliche italiane e in queste condizioni una fondamentale istituzione com'è un ateneo, non può andare avanti.
  4. Luigi Calabrone Rispondi
    Emergenza come (pessimo) sistema di governo. Governare è prevedere, in questo caso prevedere per tempo il fabbisogno di insegnanti e bandire sistematicamente ogni anno i concorsi, obbligatori a norma della Costituzione per gli impiegati pubblici. Il fabbisogno degli insegnanti è prevedibilissimo con anni di anticipo, in base alle iscrizioni scolastiche. Ma il sistema dei concorsi (comunque predisposti) è stato lasciato appositamente marcire, in modo che si creassero continue emergenze, che permettessero ai vari governi di fare porcherie, cioè provvedimenti discutibili, che possono "passare" unicamente perché la casa brucia e occorre intervenire. Qui, poi, c'è anche lo scandalo dei "contratti a termine" (precari pagati solo 10 mesi all'anno) per far fronte ad esigenze permanenti - la copertura degli organici. Questa è la situazione in cui ci troviamo ora. Quindi una nuova pezza a un vestito già rattoppato, con effetti a volte mostruosi.