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  1. Marcomassimo Rispondi
    Quando la costituzione fu fatta il problema delle immigrazioni di massa non esisteva; ovviamente si parla di diritti di cittadini italiani, non di diritti di tutti gli africani e asiatici che si presentino alle frontiere. Suggerirei quin di una modifica costituzionale per tagliare la testa al toro. Repubblica non più italiana ma italo-africana-asiatica
  2. Massimo Giorgio Di Valerio Rispondi
    Questi provvedimenti non mi paiono affatto "razzisti" Bisognerebbe pesare certi aggettivi prima di adoperarli a vanvera.
  3. Roberto Campri Rispondi
    Credo manchi un punto essenziale come "discriminatorio": il CODICE FISCALE. Prima dei decreti Salvini, immigrato (magari sposato con italiano) dopo aver compilato la busta gialla con il CAF/Patronato, pagato i bolli, spedito alla questura e presentatosi in questura su appuntamento per verificare tutte le carte, poteva con tale cedolino postale approvato dalla questura stessa Richiedere il CF. il CF permette di siglare contratti di lavoro o in caso di accedere al Servizio Sanitario Nazionale. Dopo il decreto il CF viene rilasciato solo con il permesso di soggiorno in mano. Vantaggi per l'Italia ZERO (anzi segno negativo perché chi non lavora non genera PIL), svantaggi per chi vuole lavorare ENORMI
    • Giampiero Rispondi
      Se si legge il sito istituzionale della Agenzia delle Entrate, la sua è una affermazione priva di fondamento. "Stranieri: l’attribuzione del codice fiscale ai cittadini stranieri che presentano domanda di ingresso nel territorio agli sportelli unici per l’immigrazione, per lavoro subordinato e ricongiungimento familiare, viene effettuata dagli stessi sportelli attraverso il sistema telematico di collegamento con l’Anagrafe tributaria. Al momento della convocazione allo sportello il cittadino riceve anche il certificato di attribuzione del codice fiscale. Le questure, tramite collegamento telematico con l’Anagrafe tributaria, attribuiscono il codice fiscale ai cittadini stranieri che ne sono sprovvisti e richiedono il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno".
      • roberto campri Rispondi
        Buongiorno Signor Giampiero Quanto da me scritto è stato riferito dalla questura e confermato anche dal CAF e dalla Agenzia delle Etnrte. Mi puo gentilmente riferire il link informativo. Grazie mille
  4. Giampiero Rispondi
    Parlare di di discriminazione e razzismo nell'affrontare la questione dell'accertamento reddituale e patrimoniale è come dire che il fisco è ladro. Pura demagogia. E' inutile far finta di niente, ma c'è un evidente difetto di accertamento sugli immobili e risparmi detenuti dagli immigrati nei propri Paesi di provenienza o comunque all'estero che costituiscono ricchezza elusa al fisco, rispetto a quelli dei cittadini italiani.che si traducono in una disparità di trattamento sul pagamento delle tasse dovute oltre che all'accesso ai servizi sociali. Occorre trovare il modo di mettere i cittadini nazionali e stranieri a parità di condizioni di fronte al Fisco altrimenti la demagogia diventa sacrosanto populismo.
    • Aram Megighian Rispondi
      Questa è vera demagogia. Mi pare che lo stesso Stato Italiano abbia grosse difficoltà per accertare immobili e risparmi detenuti dall'italiani all'estero. E sia in Stati avanzati (Svizzera, Lussemburgo, Montecarlo) che in Stati diciamo di diffcile analisi (stati offshore). Lei sta chiedendo di analizzare gli immobili e mobili di una persona che viene dal Mali o dal Perù? E poi, siamo seri e guardiamoci allo specchio. Senza voler polemizzare, ma semplicemente osservare i fatti, non mi sembra che neanche noi italiani brilliamo per chiarezza in queste informazioni per accedere a più opportuni servizi sociali. Basta prendere i giornali e leggere gli articoli di cronaca. Ne deriva che chiaramente bisogna esplorare altre soluzioni per risolvere il problema e non come al solito lasciare perdere. Una soluzione potrebbe essere armarsi di umiltà e vedere come fanno al di là dei confini. Esistono Stati con servizi sociali ben più poderosi dei nostri che hanno accolto tanti immigrati come noi (o di più). Scegliere la soluzione migliore per risolvere il problema vuol dire risolvere il problema e finirla, appunto, con i discorsi demagogici mettendo ordine. Non vorrei che per arrivare alla cittadinanza un immigrato che richiede asilo politico debba partecipare ad una guerra dell'Italia come volontario senza mostrine con il rischio di essere fucilato come spia dal nemico, come capitò a mio nonno (immigrato per sfuggire ad un genocidio).
      • Giampiero Rispondi
        Premetto che io ritengo lei abbia una idea del Mondo viziato da un malcelato senso di superiorità eurocentrica che umilia una persona che provenga dal Mali o dal Perù piuttosto che dall'India e dalle Filippine.Viviamo in un mondo globalizzato con una disponibilità tecnologica interplanetaria ormai diffusa. Escluso alcune situazioni di grave instabilità, già previste per i rifugiati, la stragrande maggioranza degli immigrati vengono (quelli irregolari addirittura pagando profumatamente gli intermediari) in Europa, segnatamente nel Nord Europa, per migliorare le proprie condizioni economiche da Paesi che hanno potenziali livelli economici spesso superiori a molti Paesi della periferie europea. Da ciò ne deriva che debbono essere considerati cittadini come tutti gli altri e soggetti al rispetto del dettato costituzionale di contribuire alle spese dello Stato al pari di tutti i cittadini in base alla propria capacità contributiva. Quindi se un migrante al pari di un autoctono ha proprietà o risparmi all'estero senza dichiarare il dovuto elude la legge. La soluzione non può essere quella "buonista" da Repubblica delle banane, consolidando due pesi e due misure e penalizzando gli autoctoni, ma quella di rispettare la legge e il dettato costituzionale che soli permettono una civile e pacifica convivenza.
  5. Catullo Rispondi
    Oddio mi sembra si voglia proprio fare una forzatura per far passare come razziste disposizioni di buon senso. Nel resto d'Europa molte leggi sono simili a cominciare dalla differenza tra cittadini e non cittadini dello stato.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Tutto vero, ma il governo giallo-verde ha solo esacerbato una situazione preesistente. Due esempi: la discriminazione nelle scuole è antecedente al governo gialloverde. E i tempi biblici per ottenere la naturalizzazione (5 anni anche se i documenti di stato civile e di casellario sono limpidissimi) non sono stati contestati dai benpensanti quando i loro amici erano al governo. La maggioranza PD ha rinunciato all’ius soli e all’ius culturae per le stesse ragioni demagogiche che guidavano la maggioranza appena disaggregatasi.Non è razzismo, ma opportunismo di favorire coloro che votano, un vizio antico come la democrazia (cf. Atene). Non tutti gli Italiani ma da sempre le strutture pubbliche e la pratica vivente del diritto vigente fanno di tutto per privilegiare i cittadini rispetto agli altri residenti, anche se formalmente per merito dell’UE hanno gli stessi diritti a parte quelli politici. Non è così negli altri paesi (almeno in quei tre che conosco piuttosto bene). Razzismo e strumentale discriminazioni subdole vanno contestate sul nascere, se no se si rende corresponsabili della situazione attuale. Adesso tutti puntano il dito sui nuovi barbari senza rendersi conto che questi sono solo l’eccesso, non il contrario, del preesistente. Che ipocrisia!
  7. Gianni Rispondi
    Se gli italiani devono dichiare gli immobili detenuti all estero non si capisce perché ciò debba essere ritenuto discriminatorio per gli stranieri.
    • Roberto S. Rispondi
      Per alcuni Paesi non esiste "catasto", quindi la documentazione è impossibile. Si doveva stabilire per quali Paesi doveva ammettersi l' "esonero", ma invece ..."per il momento, in attesa del decreto che individui i paesi i cui cittadini sono esonerati dall’obbligo – che avrebbe dovuto essere emanato entro giugno – le istruttorie dell’Inps per gli extracomunitari sono sospese". Per tutti. Non lo sente un certo profumino di discriminazione sistematica e voluta?
      • Giampiero Rispondi
        Ha mai sentito di uno straniero che dichiari in 730 la propria casa o i risparmi all'estero? Io no. Anzi ho presente il vanto di mega ville che molti, con il giusto ricavato del proprio lavoro in Italia, hanno costruito al Paese natio. Qui non sente un certo profumino che diventa discriminatorio quando un italiano deve pagare le tasse e confrontarsi sulle assegnazione dei servizi sociali e agevolazioni relative?