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  1. Marco Rispondi
    Non è che per caso la norma nasconde qualcosa persino peggiore? Ovvero il tentativo di fermare la fuga di capitali dall'Italia, ad esempio verso la Svizzera?
  2. Federico Leva Rispondi
    Una tassa dell'1,5 % difficilmente è giustificata dal gettito. Quali altre conseguenze avrà per lo stato? Forse un piú puntuale tracciamento delle attività dei singoli o una scusa giuridica per fare accertamenti, appostare guardie di finanza ecc. nei locali poco graditi?
  3. Henri Schmit Rispondi
    Una tassa sui bonifici verso i paesi extra-UE, l’esclusione di numerose famiglie immigrate da alcuni servizi sociali (cf. F. Cancellato su Linkiesta di oggi), il rifiuto di insegnare la lingua a coloro che non hanno titolo di soggiorno regolare (Morelli, Lega, oggi su Omnibus La7), l’eclusione degli immigrati non paganti dai servizi di mensa scolastica in alcuni comuni (misura difesa da numerosi esponenti leghisti), procedura di naturalizzazione che dura tre volte quanto in altri paesi (quattro/cinque anni per communitari, uno a due anni in Francia per coloro che vengono da paesi africani senza registri anagrafici e giudiziari affidabili). Ma rendetevi conto in che paese viviamo! I colpevoli non sono (solo) i protagonisti politici, ma tutti coloro che si voltano dall’altra parte.
    • gianni Rispondi
      Ma cosa stai dicendo signor Schmit? Chi manda fuori dall'Italia soldi italiano non deve pagare le tasse? Ma sei fuori? Così tutti i miliardari che esportano capitali illeciti o illegali avrebbero via libera secondo questo pensatore progressista, un progresso dei ricchi bianchi e dei pezzenti neri, che bel pasticcio indigeribile!!!
      • Henri Schmit Rispondi
        Non sono d’accordo, signor Gianni. Il paese deve agevolare il flusso internazionale dei capitali, nell’UE si è impegnato 60 anni fa a rispettare questa libertà, ma deve al contrario a proprio vantaggio convincere i capitali esteri di entrare in Italia, e una volta arrivati convincerli di rimanere. Stiamo parlando di altre proporzioni rispetto ai pochi risparmi trasferiti dagli immigrati extracomunitari nei loro paesi d’origine poverissimi. By the way, è un bene quando (capitali) stranieri comprano le aziende italiane. Il problema di cui i commentatori ignoranti non parlano è come convincere il venditore italiano a reinvestire il prodotto della vendita in Italia. Accade sempre più raramente. All’orizzonte c’è il giorno che gli stranieri semplicemente non comprano più perché l’Italia è troppo rischiosa, imprevedibile, troppo onerosa, è un po’ come gestire un’attività in un territorio insicuro, inquinato.
        • Maurizio Angelini Rispondi
          Gianni, ma ti rendi conto che sui soldi guadagnati in Italia lo straniero ha già pagato le tasse? ( pensa alle badanti, ai muratori, ai fonditori, ai conciari,ai braccianti agricoli, ai macellai, ai camerieri, ai lavapiatti....).Ti basta?