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  1. Mahmoud Rispondi
    Probabilmente per gli stranieri è difficile ottenere questa documentazione poichè non hanno i requisiti. Si è diffusa questa idea per cui gli stranieri presenti in Italia non avrebbero prorpietà, beni e redditi nei Paesi di origine, senza alcun fondamento. Per i titolari di status o in generale protezione internazionale NON è richiesta documentazione aggiuntiva alla permanenza da almeno 10 anni nel Paese. Per gli altri, che unque non rischiano la vita nel presentarsi ai proprio consolati o persino a tornare nel Paese di origine, se la procurassero. Probabilmente NON hanno un'ISEE inferiore a tot euro, cioè una miseria pure per loro. Di certo se togli requisiti rischi non solo di erogare soldi pubblici a stranieri lungo soggiornanti che in Italia NON dichiarano redditi (why to stay?), ma pure di liquidarli a persone che in realtà nel loro Paese sono abbienti.
  2. Pier Giorgio Visintin Rispondi
    Leggi cosifatte Male ne sono state prodotte anche in passato. Questo non deve essere una scusante/attenuante. Ma visto che doveva essere un governo di cambiamento ci si aspettava qualche cosa di diverso. Ma forse è pproprio la legge mal fatta che la lega voleva perchè non si potesse erogare il RdC a stranieri. In attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale che, sicuramente, verrà invocato. Intanto le PERSONE a dir poco tribolano, come vuole il vice premier in carica.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo articolo su un punto di estrema importanza. Le discriminazioni descritte sono una vergogna per il paese; esse sono state articolate sin dal principio e sin dal nome dato allo strumento dai proponenti pentastellati. Il "nativismo" (la protezione, i privilegi e l'esclusivismo degli appartenenti al gruppo di identificazione collettiva) che ricorda altri tempi è un punto ("il punto") di consenso fra le due anime per altri versi così diversi del governo della Repubblica italiana, sostenuto nei sondaggi (pubblicati questi giorni, non ricordo da chi) da una confortevole maggioranza prorpio su questi temi. L'incapacità dell'Italia di rispettare la reciprocità per Italiani che dovrebbero certificare il loro patrimonio in un altro paese rende tutto il discorso grotesco, pensoso. Benché se ne parli da almeno 25 anni l'Italia non sa nemmeno censire in modo esaustivo e veritiero il patrimonio immobiliare privato dei propri residenti sul proprio territorio. - PS: Il catasto lussemburghese è disponbile sul sito geoportail.lu; le verifiche dovrebbero essere facilissime, ma non ho esperienza concreta.
  4. Lorena Rispondi
    analizzando questo e i precedenti articoli pubblicati (oltre ai ruoli svolti presso la regione Emilia Romagna) viene spontaneo chiedersi se quello che viene spacciato come articolo giornalistico non sia in realtà una esternazione delle proprie idee poltiche o peggio ideologiche. Una tendenza di cui oramai La Voce è portatrice altro che portavoce del liberalismo
    • marino Rispondi
      Il fatto che si impedisca di accedere ad un servizio a cui hanno diritto è un fatto, ne idea politica ne ideologia. E' spregevole che si faccia politica sulle spalle delle persone che soffrono. Mi meraviglia che una frequentatrice de La Voce anteponga la propaganda a fatti concreti
    • Henri Schmit Rispondi
      Per criticare servono, almeno nei in paesi liberi e liberali (=libertà, uguaglianza, trasnparenza e responsabilità), due cose: 1. nome e cognome (V.?), 2. argomenti per sostenere la critica. Se no, meglio lasciar stare! Il suo commento è solo denigrazione ad personam. Il liberalismo (per me e penso per i vertici europei di ALDE) è apertura, ascolto, pluralismo, confronto, dibattito, tutto antitetico con il liberismo di italica matrice, la peggiore ideologia dopo il tramonto di quella precedente.
  5. Giacomo Rispondi
    Sono restrizioni che, probabilmente saranno impossibili da applicare. Sta di fatto che nella maggior parte dei paesi si è ammessi a restare da stranieri o con un lavoro o dimostrando di possedere un patrimonio che permetta di mantenersi. E' invece una idea abbastanza insolita quella di dare a uno straniero (quindi cittadino di un altro paese) che non lavora un reddito di cittadinanza.
    • Riccardo Scorretti Rispondi
      Caro Giacomo, secondo i trattati europei tutti i cittadini di nazionalità di uno stato dell'UE hanno gli stessi diritti - fermo restando alcune restrizioni, tra le quali il fatto di non poter votare per le elezioni politiche, o per l'elezione del Presidente della Repubblica, tanto per citarne alcune. Questo stesso principio vale per tutti i cittadini italiani residenti in un paese dell'UE, che a suo dire dovrebbero essere trattati come stranieri originari di una qualunque nazione.
  6. serlio Rispondi
    Già, allora dobbiamo come al solito farci carico delle inefficienze altrui, anche francesi, (peraltro paese tanto amato da una certa sinistra). Devono valere le medesime condizioni, per gli italiani che per gli stranieri. La asfissiante burocrazia di cui Ungarella ha fatto parte per tanto tempo, deve funzionare per tutti, non solo per noi che la manteniamo. Allora non chiediamole nemmeno per gli italiani...