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  1. Carlo Rispondi
    La tassa marginale del reddito di cittadinanza può essere anche del 150 % perché siccome non costituisce reddito, un giovane sposato può mettersi a carico, quindi godere delle detrazioni per carichi di famiglia e per oneri detraibili e deducibili, i genitori, i fratelli, le sorelle, i nonni, i suoceri ed i cognati, se tutti questi hanno il reddito di cittadinanza. Inoltre il dibattito della flat tax sembra alquanto semplicistico perché abbassando le aliquote in un sistema equo tutti i redditi forfetari o con deduzioni forfetarie dovrebbero scomparire: chissà se i raccoglitori di tartufo preferiscono la flat tax del 15% oppure l’imposta attuale di 100 euro. E poi ingiusto che scompaiano le detrazione per lavoro dipendente: i redditi degli autonomi e delle imprese vengono tassati al netto delle spese e dei contributi agli ordini, a Confindustria ecc, mentre i dipendenti dovranno pagare l’irpef su un reddito lordo.
  2. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Concordo con il commento di Alessandro Bellotti, l'operato di questo governo e migliore dei precedenti. Ma concordo ancor di più con l'analisi del professor Colombino.
  3. Michele Rispondi
    Rdc e FT sono due cose distinte, ben diverse e assolutamente indipendenti. RdC è un atto di giustizia, uno schema comune in tutti i paesi UE importanti e serve anche a ridurre la sperequazione salariale. Da solo non basta ma segna una inversione di tendenza dopo oltre 20 anni di precarizzazione del lavoro e deflazione salariale che non hanno portato a incrementi della produttività. RdC serve anche a controbilanciare i troppi trasferimenti (leggi regali) alle imprese (vedi tra l’altro i 16.7 mld buttati dal Jobact di Renzi e industria 4.0) senza ottenere un recupero dei livelli degli investimenti privati, tuttora del 20% inferiori a 2007. FT invece è una presa in giro, irrealizzabile e incostituzionale.
  4. Alessandro Bellotti Rispondi
    La prima cosa che mi viene da pensare è che questo governo, facendo meno debito dei precedenti governi, sta cercando di aiutare i veri poveri (RDC) ed abbassare le tasse. Il rapporto deficit/PIL se confermato al 2%, viste le cifre in ballo del RDC e della riduzione delle tasse, rappresenta un ottimo risultato.