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  1. Henri Schmit Rispondi
    Trovo l’analisi pertinente ed utile. Il governo è un fallimento (documentato dall’articolo) rispetto ai programmi dichiarati e rispetto ai parametri economici; ma è finora un grande successo nei consensi - a giudicare dai sondaggi e dalle elezioni europee. Quindi c’è qualcosa che non quadra, anche al di fuori del governo. Quello che spesso si dimentica è quanto le parole e le azioni demagogiche del governo “populista” sono state preparate dai governi precedenti, mi riferisco al governo in carica fino al 2011 e a quelli insediatisi dal 2014 in poi, ai discorsi populisti, alle misure fiscali demagogiche, all’inconsistenza della politica economica e alla vana e fuorviante lotta con l’UE.
  2. Michele Rispondi
    Articolo con dati puntuali e verificabili, interessante nella sostanza ma che non coglie aspetti di natura politica. L'approccio di Salvini non è sui fatti (che gli danno torto) ma sull'idea che il voto popolare sia la panacea di ogni male. Come dire: "ho fatto un disastro, ma se gli italiani mi votano allora è quello che vogliono". La vera domanda è un'altra, e cioè: come mettere di fronte all’elettorato di Salvini e M5S la semplice evidenza che le cose non vanno bene, e non vanno bene per colpa loro! Ma l’idea davvero aberrante che sta passando, è addirittura peggiore, ovvero che fare debito pubblico vada bene, anche se usato per misure assistenziali (quota 100 o RDC). Nessuno vuole capire che spendere soldi, che non hai, porti al disastro, come sta puntualmente avvenendo. Di più: viene erosa la credibilità della classe dirigente che con gestioni populiste, condoni, misure assistenziali per garantire voti (non crescita) sta appiattendo l'opinione pubblica sul terribile giudizio di "tanto sono tutti uguali..". Spero di cuore che vi sia presto un cambiamento radicale.
  3. Giuseppe GB Cattaneo Rispondi
    Questo articolo mi sembra politica di bassa lega
  4. Savino Rispondi
    Se agli italiani sono sufficienti solo selfie e dirette facebook per osannare bisogna cominciare a chiedersi il perchè, con riferimento alle patologie della società contemporanea.