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  1. Pasquale Rispondi
    Condivido pienamente l'analisi fatta dal prof. Percoco e mi permetto di aggiungere che, oltre ad una programmazione metodologicamente fondata (e basata sulla conoscenza reale del territorio), è indispensabile un aumento della produttività dell'apparato burocratico, senza alcuna eccezione. Sono pertanto d'accordo (anche se solo parzialmente) sul commento fatto dal sig. Savino e sulla necessità di un rinnovamento del personale degli uffici. Ma, pur partendo da una considerazione giusta "scade" quando colpevolizza unicamente i geometri, utilizzando un termine dispregiativo da ominicchio! La programmazione, la progettazione delle opere pubbliche (che hanno deturpato il nostro territorio e le nostre città) é stata realizzata da fior di ingegneri, architetti e urbanisti ( o prof. ing, prof. arch.), tutti dipendenti pubblici (dirigenti e figure apicali della P.A.) a tempo pieno o parziale. Lo ZEN di Palermo (arch. V.Gregotti), il quartiere Scampia di Napoli ( arch. e urbanista F. Di Salvo), sono esempi (e purtroppo non gli unici) su cui ogni commento è superfluo. Comunque, un aspetto su cui andrebbe fatta più di una riflessione è rappresentato dal numero eccessivo delle leggi che, oltre ad essere fatte male, non vengono applicate per impossibilità oggettiva o per mancanza dei provvedimenti attuativi (il codice degli appalti pubblici su cui interviene lo sblocca cantieri è l'esempio attualissimo). Il livello della corruzione è altissimo proprio a causa delle moltissime leggi(Tacito)
    • Savino Rispondi
      Molti dirigenti di cui lei parla non hanno neanche la laurea, cioè non hanno neanche i titoli per essere dirigente. Abbiamo dirigenti ominicchi non laureati il cui lavoro è prendere tangenti e giovani plurilaureati a spasso o in cerca di fortuna all'estero. Vergogna.
  2. giovanni vetritto Rispondi
    Caro Marco, il nostro amato Nitti a inizio 900 scriveva pagine fondamentali su strade e ferrovie inutili. Serve una programmazione di settore ma anche una programmazione integrata di territorio, strategica, che si fa in tutto il mondo tranne qui.
  3. Savino Rispondi
    Rivoluzionare completamente, anche come generazione, il personale degli uffici statali, parastatali e locali che si occupano di opere pubbliche. Ci vuole una ventata di aria fresca in ambienti dove da decenni si afferrano solo mazzette per affidare, in cambio, appalti, grandi e piccoli, dal contenuto scadente ed inutile. La riduzione dei progetti inflazionati e dell'arbitrarietà negli affidamenti la possono solo fare i ragazzi appena usciti dal Politecnico e non certo dei geometricchi (anche di bassa qualifica) che hanno avuto la fortuna, nei tempi d'oro dello sperpero di spesa pubblica, di entrare nella p.a. Sul ponte Morandi di Genova già si sta sbagliando di nuovo, affidando parte progettistica e futuri collaudi alla vecchia guardia e non alle idee innovative, tecnicamente ed eticamente, dei giovani.