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  1. Massimo G Rispondi
    Totalmente d'accordo sulla parte finale: problema non secondario è l'educazione finanziaria\economica delle persone. Quando mi sono diplomato al liceo, la gran maggioranza dei coetanei non sapeva ricavare la percentuale di un tasso di interesse (anche a 40 anni la situazione non è molto migliorata..); e a 18 anni si ha la capacità di agire e firmare ogni tipo di carta.
  2. paolo Rispondi
    Educazione finanziaria? Pagata da chi? Non certo da banche ed avvoltoi finanziari. Basterebbe proibire il collocamento al pubblico dei prodotti a rischio. Non farlo vuol dire predicar bene ma poi ammiccare ipocritamente agli imbroglioni.
  3. Henri Schmit Rispondi
    L'approccio per via di decreto emanato ex post, tipicamente italiano, anzi bizantino, è del tutto sbagliato, come lo era l'incarico a Cantone, un arbitro ad hoc, quindi al di fuori di tutte le norme. L'unica soluzione equa è quella della procura di Arezzo che indaga per truffa e condannerà, mi auguro, non dipendenti subalterni, ma i vertici dell'istituto (e con loro Banca d'Italia) di aver organizzato (e permesso) in tempi di difficoltà dell'istituto l'emissione di titoli subordinati, prezzati a valori di titoli sicuri, e piazzati presso la propria clientela indistinta e indifesa. Questo è criminale, SE al momento dell'emissione la solidità della banca era già dubbia. La soluzione deve essere giudiziaria, non solo sul penale, ma soprattutto sul civile; servono sentenze di risarcimento dei danni causati da pratiche truffaldine. La Consob si atteggia da Ponzio Pilato, e forse non aveva mezzi per proibire; ma forse li ha per sanzionare ex post? Banca d'Italia invece invece aveva l'obbligo e i mezzi di vietare a una banca in difficoltà, non dal 2013, ma da prima del 2010, di collocare questi titoli in questo modo presso la sua clientela. Non sono gli investitori che devono imparare, ma i professori e gli esperti, gli organi di controllo e i politici, che non si accorgono dov'è la falla: la legge c'è, ma viene utilizzata (i documenti Mifid) per creare garanzie formali per le banche invece di creare obblighi di sostanza. Solo i tribunali possono ristabilire la legalità e l'equità.
  4. Michele Rispondi
    Perché chi ha un reddito annuo di 35.000 € è in "condizioni di particolare vulnerabilità e bisogno" e chi invece ha un reddito di €36.000 non lo è?