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  1. Gianluca di Marzio Rispondi
    Le grandi banche italiane non hanno dato un così alto esempio di efficienza quindi non servono le aggregazioni ma la buona gestione. Il problema del bail in è che non dovrebbe colpire i correntisti anche sopra i 100.000€ perchè non hanno colpe; invece azionisti e obbligazionisti è giusto che abbiano il rischio d'impresa.
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    Più che "pericolosamente" direi "stupidamente". E' inutile ora che governo, banche e giornali si sgolino a dire che il sistema è solido, lo facciano vedere con i fatti rimborsando gli obbligazionisti travolti da questa somma di ingiustizie e stupidità, invece di chiedere (ora !) il rinvio dell' entrata in vigore del "bail in". Non c'era certo bisogno di esser dei maghi per capire, non solo l'ingiustizia ma l'errore gravissimo fatto a Novembre. Per non rimborsare poco più di 300 milioni di obbligazioni dei risparmiatori di Banca Etruria e delle altre tre banche in "risoluzione" si è messo in discussione la solidità di ben 70 miliardi di obbligazioni subordinate emesse dalle banche italiane, di cui almeno la metà piazzate ai loro correntisti privati. La svalutazione al 17,6% del valore nominale degli 8,5 miliardi di sofferenze di Banca Etruria e compagnia ha avuto lo stesso effetto sul valore dei 200 miliardi di sofferenze nei bilanci della nostre Banche. Le Banche diano una prova concreta che non sono allo sbando, rimborsando gli obbligazionisti e trovando una soluzione di sistema al problema delle sofferenze. Non vorrei che qualcuna si illuda di potersi salvare da sola, magari sperando anche di fare qualche aquisizione a prezzo di favore tra le concorrenti. Se salta il sistema paese saltiamo tutti.