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  1. bob Rispondi
    Il capitale bancario che fa la differenza. 16.01.15 Carlo Milani l'intervento del prof Milani su questa rivista fa ben capire quale sia la vera finalità dell'abolizione del voto capitario essenza fondamentale e vitale che certifica lo scopo sociale di una cooperativa. " .. a pensar male (soprattutto in questo Paese) ci si azzecca..spesso..quasi sempre
  2. bob Rispondi
    ".., a riprova che di “cooperativo” non hanno molto, ma di politico moltissimo". Caro Prof cosa c'è di più politico di una cooperativa. La mascita stessa delle cooperative è un atto politico. Se per politico intendiamo interferenza nella gestione ha ragione Mattarelli a dire perchè non mettere mani sulle Fondazioni. "..a pensar male ci si azzecca..." diceva qualcuno non entro in meriti tecnici ma anni fa, per portare un esempio parallelo, un Ente ricchissimo come l' Enasarco fu assorbito dal INPS promettendo mari e monti e migliorie, come è andata a finire tutti lo sappiamo. Pochi giorni fa un articolo su un giornale economico o proprio su la voce, diceva che le Bcc sono le uniche banche pronte per Basilea 3 in funzione proprio dei loro statuti che obblogano il riinvestimento degli utili. Ho lo strano presentimento che la parte ancora sana del paese sia sistematicamente canibalizzata da certa "politica" in nome della modernità. della lotta al'evasione etc
    • Andy Mc Tredo Rispondi
      Non preoccupatevi: se malgrado la politicizzazione i soci sono riusciti ad esprimere un management che ha reso appetibile una banca popolare sono capaci anche di mandarlo a casa se non è più adeguato. I motivi della proposta sono ben altri (e semprea pensar male ...)
  3. Filippo Rispondi
    La campagna di riforma del diritto societario in atto da parte del governo Renzi pecca un pò di coerenza, perchè vede da un lato (banche popolari) il ritorno al principio un azione un voto, e dall'altro (voto multiplo) l'abolizione dello stesso principio. Probabilmente dietro questi provvedimenti c'è dell'altro rispetto a quanto dichiarato dai loro promotori. Se la logica non mi tradisce le due misure sono contraddittorie e pretanto una delle due è sbagliata.
  4. Marco mattarelli Rispondi
    Bisogna abolire anche il tetto di possesso da parte delle fondazioni bancarie . Ovvero obbligarle per legge a cedere le quote delle banche possedute dallo scorporo del 1990 con la mostruosa legge amato. Solo così vedremo gli investitori veramente interessati al capitale bancario e non i soliti notabili occupare i consigli di amministrazione delle banche per ottenere crediti e agevolazioni bancarie varie . Marco matttarelli Presidente associazione piccoli azionisti CRCENTO SPA