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  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Le retribuzioni dipendono dal potere di mercato dei lavoratori e delle imprese (oppure dei clienti per gli autonomi). Se i lavoratori sono facilmente sostituibili non c'è contratto o legge che possa migliorare le loro condizioni economiche. A meno di istituire controlli asfissianti e tribunali speciali, non credo ci sia modo di far rispettare salari e condizioni di lavoro minime, soprattutto se, come spesso accade, il lavoro debole (dipendente o autonomo) si concentra nei settori più irregolari. Credo che l'unico modo di migliorare le condizioni dei working poor sia offrire loro delle alternative ad attività scarsamente remunerative e irregolari. Il reddito di cittadinanza, unito a controlli seri sull'attività dei percettori, può dare più risultati di qualsiasi norma o accordo sindacale.
  2. Franco Trinchero Rispondi
    Mai sentito parlare di part time a 2 ore al giorno? È un esempio di lavoro povero, non è certo una novità, e non c'entra nulla con il livello salariale. Di persone, soprattutto donne, messe così o quasi ce ne sono un tot
  3. Roberto Rispondi
    Ok. Inferiore a 2/3 del salario mediano. Quale sarebbe il salario mediano? e quale quindi la soglia di salario netta mensile sotto la quale si viene considerati come working poor? grazie mille di una risposta.
    • Calogero Massimo Cammalleri Rispondi
      Caro Marcucci, 9 euro non significano nulla. Cosa cìè dentro quei 9 euro e cosa fuori. Poi le comparzioni. Le strutture retributive, contributive, imposiitve, previdenziali e assitenziali sono cos' tanto strutturamente diverse ta i paesi dell'UE che fare questo tipo d confronti è almeno ingenuo. Con questo criterio il 90% dei salari sarebbe povero in Italia.
    • Marco Marucci Rispondi
      Il salario mediano nel 2019 era pari a 12,48 euro l’ora, essere al di sotto del 60% di tale soglia, cioè sotto 7,50€/ora qualifica i lavoratori a basso salario e non i working poors (lavoratori poveri), per questo nell'articolo si consiglia di considerare altri parametri (e rispondo anche al successivo commento) e non confondere le due cose. Diminuire il cuneo fiscale per agevolare le assunzioni potrebbe essere una strada. In particolare le categorie più colpite dai bassi salari (misurati anche come salari inferiori al 50% della media) sono: i giovani under30; I dipendenti con livello di istruzione primaria; I lavoratori con contratto a tempo determinato; Il regime orario ridotto (part-time).
    • Marco Marucci Rispondi
      Il salario mediano in Italia a gennaio 2019 era di 12,50€ l'ora, quindi il 60% è di 7,50€/ora lordo. Sotto tale soglia si definisce il lavoratore con bassi salari (low pay jobs) e non il lavoratore povero (working poor) come spiegato nell’articolo e, rispondendo anche all'osservazione seguente, il lavoro povero non si contrasta solo alzando i salari minimi, ben vengano ad es. tagli al cuneo fiscale per stimolare l’occupazione, quella sana però.