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  1. bob Rispondi
    Accertatori di sosta, casellanti autostradali, lavori socialmente utili ( negli inutili 8000 Comuni). Il termine CV sconosciuto a questo misero Paese
  2. Marina Rispondi
    Pensare di avviare i percettori di reddito di cittadinanza o di altri ammortizzatori sociali a forme di lavoro di pubblica utilità mi pare decisamente sconsigliato. Si tratta di misure ampiamente utilizzate a partire dagli anni '70 e riformate nel corso del tempo che hanno generato solo alti costi e storture di ogni tipo . Valutazioni furono ampiamente effettuate all'epoca e siccome il contesto non è cambiato vale la pena di rileggerle. Anche l'avviamento verso la formazione come sappiamo genera non poche riserve . Si tratta di un "sistema" debole e frastagliato efficace solo in aree a forte vitalità economica. Anche in questo caso le tante valutazioni di qualità condotte nel tempo dovrebbero illuminare.
    • Savino Rispondi
      Lo Stato non è un creatore di lavoro. Inoltre per le dinamiche di ogni servizio pubblico o di pubblica utilità occorre verificare la predisposizione della persona a compiere qualcosa per la cittadinanza e l'utenza generale. Sui percettori del reddito di cittadinanza, essi non rispondo ai requisiti della povertà sociologica e della disoccupazione statistica e giuslavoristica, ma rispondo a requisiti dell'assistenzialismo clientelare e del familismo a-morale e, addirittura, alcuni rispondo ai requisiti della speculazione pubblica e della criminologia.
  3. Carola Res Rispondi
    Si tocca un punto fondamentale, a mio avviso: il “target” del reddito di cittadinanza. Una piattaforma statale efficiente e ben comunicata sarebbe senz’altro utile, ma ho l’impressione che l’argomento sconti spesso (è ancora di più dall’introduzione del reddito di cittadinanza) il peccato originale di ipersemplificare la natura della povertà. Come se fosse solo una questione di lavoro. Come se fosse sconveniente affrontare con serietà i problemi della formazione, delle disabilità, delle opportunità nel Mezzogiorno, ma anche dell’educazione civica e della volontà individuale. E non parliamo del lavoro nero. Alcuni di questi temi si avvicinano pericolosamente alla sfera delle responsabilità personali. Uguale: tabù. Come l’articolo evidenzia, credo che creare opportunità sia utile solo se le persone hanno gli strumenti e la volontà per coglierle.
  4. Savino Rispondi
    I CPI non si parlano tra di loro e sono un'entità burocratico-amministrativa piuttosto che un servizio pubblico e dinamico di prossimità che ti introduca nella rete almeno nazionale dove domanda e offerta si incontrano. Questo deve avvenire anche per evitare il disorientamento del lavoratore nella giungla delle agenzie e delle triangolazioni e quadrangolazioni del lavoro somministrato.