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  1. Carlo Riva Rispondi
    Non mi sembra si tenga conto che il rifiuto incenerito deve a sua volta essere smaltito in qualche modo, e ciò credo produca dell'altra CO2. In altre parole, l'inceneritore non fa "sparire" il rifiuto, ma lo trasforma in un altro tipo di rifiuto. Quanto costa in termini di CO2 smaltire il rifiuto incenerito?
    • Jacopo Rispondi
      Lo trasforma principalmente in energia, e poi in materiale residuo che, in peso, è molto inferiore all'originale. Anche il residuo va smaltito, con costi ed emissioni, ma certamente inferiori rispetto allo smaltimento in discarica del rifiuto originale. E va aggiunto l'ottenimento di energia.
  2. Nazzareno Rispondi
    Mi sembra sottostimata la produzione di CO2 da compostaggio. Inoltre non è considerata la grande potenzialità del sistema di produzione e liquefazione di CO2 e CH4 degli impianti di biogas da agricultura. In Italia sono oltre 1600 gli impianti agricoli di biogas e la produzione di BIOMETANO sarebbe molto importante
  3. paolo brunori Rispondi
    La produzione e l'utilizzo dei rifiuti non sono fenomeni immodificabili. Dobbiamo prentendere la cessazione immediata della produzione di rifiuti non riciclabili. sono da considerarsi un difetto, un errore di fabbricazione, non possono essere tollerati oltre. puntare sugli impianti di incenerimento invece si creano le condizioni perché gli incentivi si allineino esattamente contro la direzione giusta e ovvia: l'azzeramento del concetto stesso di rifiuto.
    • Donato Berardi Rispondi
      In linea di principio ha ragione. Ma la informo che ogni anno ne portiamo in discarica 17milioni di tonnellate. Come si è cercato di spiegare è una tecnologia di transizione. Negarlo vuol dire preferire scavare buchi o ancora peggio incendi spontanei