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  1. stefano Guffanti Rispondi
    mi occupo di p.a. prima nel privato e poi nel pubblico da circa 25 anni e sento sempre gli esperti oscillare tra 2 posizioni: chi da un lato vorrebbe selezionare ogni posizione lavorativa attraverso concorsi pubblici (con i noti problemi in parte evidenziati dall'autrice e con altri problemi noti a chi lavora nella p.a.) e chi vorrebbe una sorta di spoil system. Non pensa che si potrebbero introdurre meccanismi di quasi-mercato che riducano al minimo i concorsi pubblici (uno per entrare nella pa come funzionario e uno per diventare dirigente) agendo sulla mobilità ? Oggi se un dipendente pubblico non viene valorizzato nell'ente in cui lavora non può "mettersi sul mercato" perchè il suo trasferimento dipende dal parere positivo dell'ente e spesso resta ostaggio di questa situazione perdendo ogni motivazione. Se si stabilisse invece che un lavoratore di un comparto pubblico (Regioni enti locali, Sanità, Ministeri etc...) abbia diritto al trasferimento in un ente diverso se questi è disposto pagarlo meglio si creerebbe un mercato virtuoso che, più dei troppo discrezionali e inefficienti meccanismi di valutazione, potrebbero premiare il merito guadagnato sul campo (non sempre i migliori laureati sono i migliori sul lavoro) . I dirigenti dovrebbero "conquistarsi" i lavoratori migliori e chi scegliesse incapaci o raccomandati perderebbe i lavoratori competenti che, come avviene nel privato, sarebbero liberi di cercare opportunità presso altri enti.
  2. Maria Cristina Migliore Rispondi
    La P.A. ha bisogno non solo di competenze diverse da quelle giuridiche, ma anche di personale aperto alla collaborazione, all'innovazione, alla creatività. Come valutare questo tipo di competenze? Le imprese private cercano le soft e social skill. E la Pubblica Amministrazione? Il Formez o altri enti si stanno occupando di capire come selezionare il personale più adatto a rendere un servizio che deve essere di tutela dell'interesse pubblico in un mondo che cambia velocemente?
  3. Leo Rispondi
    Le buone prassi per assumere persone valide e motivate sono note a tutti purché lo si voglia. Personalmente per indurre un circolo virtuoso inizierei con l'abolizione della pratica della stabilizzazione; se si elimina questa pratica si elimina automaticamente anche il grosso del precariato nella Pubblica Amministrazione. L'attuale numero di precari nella Pubblica Amministrazione è del tutto immotivato ed è funzionale alla "penultima stabilizzazione" prima dell'"ultima stabilizzazione".
  4. Firmin Rispondi
    Attenzione a non inserire persone "troppo" dinamiche e brillanti in una struttura obsoleta. Si rischia di perdere in pochi mesi oppure di stressare una macchina già al collasso. Sarebbe come mettere Hamilton alla guida di un taxi malandato nel traffico di Napoli. Se non si riformano norme, procedure e controlli ho l'impressione che i giovani più brillanti faranno bene a stare alla larga dalla PA.
  5. Marcello Rispondi
    E se cominciassimo a parlare anche di numeri? Qual è il numero di dpendenti pubblici al netto del settore sanitario educativo, miltare e della sicurezza? Perchè non ci domandiamo se una paese di 60 mln di abitanti può funziionare con un numero così basso di lavoratori pubblici? Facciamo un paragone tra i dipendneti pubblici impiegati nelle strutture amministrative dello stato, regioni, comuni e quelli degli altri paesi europei? Cosa scopriremmo? che i paesi modello hanno multipli di 3, 4 o più volte. Cosa dire dell'informatizzazione della PPAA? Andate in unqualsiasi ministero e guardate con quale hardware e software operano i dipendenti pubblici. Infine le assunzioni e le retribuzioni. Era il 1977 ed erouno studente liceale e ricordio ancora i decreti Stammati che introducevano il blocco delle assunzioni e quella iattura del principio della "spesa storica" nel bilancio delle PPAA. Quanti sono i dipe pubblici x 1000 lavoratori privati? Quando introdurremo quella rivoluzione che è lo zero based budget? Ogni anno in Italia si dottorano circa 9 mila dot. di ricerca, vogliamo cominciare a offrire delle mansioni a queste eccellenze? .Vogliamo offrire un'opportunità ai nostri laureati? L'università ha perso oltre il 25% degli studenti che il settore privato arretrato non li vuole. Vogliamo dargli degli stipendi e delle carriere decenti? E' come la legge per Roma Capitale tutti la vogliono ma nessuno la fa e allora giù con l'anedottica da avanspettacol
  6. Savino Rispondi
    E invece si preferisce qualche gaffeur a fare il Commissario alla sanità calabrese perchè ha la tessera di partito o è barone universitario trucca.concorsi o bisogna garantire un dopolavoro ad un generale. Capite da soli perchè l'Italia non va avanti, perchè ha tromboni e trombati da sistemare. Nella mega fascia di età 25-55 anni c'è tutta la nostra potenziale classe dirigente inutilizzata, inascoltata, sottovalutata e sottopagata tra ricercatori, scienziati, medici, giuristi, economisti, ingegneri, architetti, politici, sociologi, filosofi, artisti ecc.