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  1. Giovanni Millo Rispondi
    Mi si perdoni una nota leggera. Ringrazio gli autori di avermi strappato un sorriso in questi momenti grigi osservando che l'affermazione del John Snow Memorandum che "[segregare gli anziani] è immorale" non è suffragata da citazioni. In realtà ci sarebbero le Tavole della Legge ("onora il padre e la madre", Yahveh XXXX B.C.) ma su Google Scholar non trovo né la rivista né l'anno esatto... quindi non vale?
  2. eraldo ardissone Rispondi
    condivido al 1000% ! sono un ultrasettantenne
    • Maridami Rispondi
      GIUSTO: QUESTI GIOVANI ECONOMISTI, UBRIACHI DI STATISTICHE, ALLA FINE DIMENTICANO L' IDEA BASE DEL VIVERE UMANO. SECONDO ME, UNA SOLA GIUSTIFICAZIONE POTREBBE ESSERE IL FATTO CHE QUESTO MONDO IMMORALEE' STATO COSTRUITO COSTRUITO IN GRAN PARTE DA ANZIANI A VANTAGGIO PROPRIO ED ESCUDENTE DEI GIOVANI IN GENERE
  3. Emanuele Paris Rispondi
    credo che le conclusioni siano evidentemente incontrovertibili: è nei numeri. Purtroppo in italia vi è un conflitto generazionale strisciante da anni, ed il fatto che l'italia sia un paese con età media molto elevata influenza tutto il tessuto socio/economico/politico del paese. Si difende la casta degli anziani a discapito dei giovani, che di rimando cercano di fuggire appena ne hanno la possibilità con un impoverimento ulteriore della società, ed un contestuale aumento dell'età media, in un circolo vizioso senza fine. Finchè la politica seguirà ed asseconderà questo trend, non ci sarà speranza. Serve una vera politica orientata sui giovani, ma poi ti capita di sederti nei tavoli dove sei decidono le sorti dei giovani, e ti accorgi che l'età media di coloro che dovrebbero decidere è sempre sui 65/70 anni. Io credo non vi sia speranza, e quanto riportato nel testo ne è ancora la testimonianza e la prova più evidente.
  4. Luca Cigolini Rispondi
    Mi pare che al vostro articolo sfugga un aspetta: il confinamento e la chiusura generalizzati hanno un innegabile vantaggio su quelli per fasce dì età, poiché possono fermare la diffusione del virus; la vostra proposta invece gli consente di continuare a diffondersi, pur non facendo danno ai più a fragili. I primi rispondono alla logica di fermare la pandemia, la seconda a quella di lasciarla correre minimizzandone le conseguenze negative. Se siamo certi di avere altre armi a disposizione per fermare la pandemia (il vaccino in tempi ragionevoli, come voi osservate, p.e., o la certezza che queste ondate si esauriranno da sole), la vostra proposta è senza dubbio la migliore. In caso contrario (e di dubbi ce ne sono, a questo proposito, non solo da parte dei soliti no-vax et similia, purtroppo) si rischia invece di proporre una soluzione poco efficace, perché non ferma i contagi, e poco raccomandabile, perché rischia di segregare per anni una parte della popolazione. Ho il timore che qualunque scelta porti con sé danni molto gravi e che non sia così semplice individuare il male minore.
  5. bob Rispondi
    forse in questa assurda teoria sarebbe da stabilire chi sono le persone anziane. Non sempre l'eta certifica chi è anziano e chi giovane. Non sempre l'età certifica un buon o cattivo stato di salute. Visto che si parla di sana costituzione frutto di una condotta di vita corretta, pulita e priva di eccessi, qualcuno mi dovrebbe spiegare dove va a finire questo enorme mercato delle droghe? Ci sarà pure qualcuno che le consuma? Magari abbinato a smodati consumi di alcool etc. Ma in un "Paese" allo sbando come il nostro possiamo dire tutto e il contrario di tutto. Classico di una patetica " politica " che non avendo capacità di programmi, di progetti, di iniziative metta qualcuno contro l'altro. Come si direbbe a Roma " la butta in caciara" .
  6. umberto scaccabarozzi Rispondi
    Come geriatra avrei qualche obiezione in proposito.Non condizionerei l'isolamento degli anziani al solo parametro dell'età.Se si osservano i dati ISTAT si vede come il 26% delle persone con età superiore ai 75 anni gode di buona salute,e l'87% ha una sola malattia che può essere ben curata come l'ipertensione o il diabete mellito di 2°grado.E' il paziente geriatrico,fragile,affetto da polipatologie,indipendente dall'età, che deve essere protetto e isolato.Qui si impone un nuovo curriculum formativo del futuro medico dovuto all'invecchiamento della popolazione,ma questo è un altro problema. U. Scaccabarozzi
  7. Gilberto Rispondi
    Mi permetto una banale osservazione. Se il governo ascoltasse il consiglio contenuto in questo articolo, il virus dilargherebbe tra i giovani, provocando un numero di contagi tra i giovani enormemente maggiore di quello che abbiamo oggi. Come conseguenza, ci sarebbero molti più morti tra i giovani di quanti ne vediamo oggi, perché anche se la mortalità tra i giovani è percentualmente bassa, aumenterebbe enormemente la base dei contagiati. Mi sorprende che a degli illustri economisti come gli autori di questo articolo, sfugga una osservazione così banale. Ad esempio in Italia fino ad ora le statistiche parlano di un milione di contagiati con 44.000 decessi di cui l’1% circa dovrebbero essere persone sotto i 50 anni, cioè circa 500 persone. Se il contagio fosse dilagato e i contagiati fossero stati 10 milioni anziché il milione attuale, i morti under 50 sarebbero stati 5000 anziché 500... ora cosa vuole suggerire questi articolo? che è accettabile avere 5000 morti (giovani) per salvare 10 Punti di PIL?
    • Cristian Rispondi
      Osservazone più che corretta
  8. Maria Teresa Rispondi
    Vi ringrazio enormemente per quanto scrivete. Mi rincuora finalmente leggere opinioni che ho maturato da tempo anch'io, basate sul semplice buon senso (sono una docente di lingue, anglista e filologa) e sulla lettura di quanto avviene in altri paesi - limitrofi e non. Rincuora finalmente intravedere un barlume di lucidità in questa quasi-follia collettiva, in un paese che, in certi momenti della scorsa primavera e dell'oggi, mi fa ripiombare nei tremendi incubi che rappresentano certi libri di Herta Müller (Romania di Ceausescu) o di Orwell. Il mio terrore è stato grande, mesi fa. Non certo per un virus (che credo di aver avuto a fine gennaio, visti i miei sintomi). Forte angoscia per la situazione politica e per questa visione miope, pavida e avviluppata su una narrazione isterica. Profondo dolore e anche vergogna per i nostri ragazzi (figli rinchiusi in casa per ore attaccati al PC o al cellulare e alunni allontanati da scuola: alienante). Chi pagherà? (50 anni compiuti da poco)
  9. Carlo Fusaro Rispondi
    Da 70enne condivido. Va fatto prevalere il pragmatico buonsenso contro le astrattezze ideologiche. Nulla da aggiungere.
  10. Andrea Renzetti Rispondi
    Non capisco frasi del tipo [...] Tuttavia, i nostri critici non hanno realizzato che anche una separazione incompleta ridurrebbe i morti e i malati gravi dovuti al Covid-19 [...] quando è evidente che il punto della questione è se una separazione incompleta consentirebbe una riduzione della pressione sugli ospedali in modo da garantire il corretto funzionamento della sanità pubblica e cure per tutti. Il lockdown ha salvato vite e ridotto la pressione negli ospedali e questo è un fatto. Che una separazione incompleta possa essere sufficiente a garantire il corretto funzionamento della sanità pubblica e cure per tutti è una pura speculazione degli autori.
  11. gabriel04 Rispondi
    @Savino: Ma lei non lo vede quanto gli anziani danno a figli e nipoti?
    • Savino Rispondi
      @gabriel04: Le redini dell'economia e della società devono andare in mano ai figli e ai nipoti se vogliamo provare a riprenderci. E gli anziani farebbero il bene di tutti mollando quelle redini che, per egoismo, trattengono.
  12. gabriel04 Rispondi
    La proposta degli autori ha senso ed è condivisibile. Ma dove sarebbe questo egoismo degli anziani? Fino adesso non è stata avanzata alcuna proposta sensata e articolata di come separare anziani da giovani. Sulla stampa sono apparsi solo generici appelli a 'lockdown per gli anziani'. Ora, se separare gli anziani (ma da che età si è 'anziani' da separare?) significa chiuderli in casa, è immorale, penso incostituzionale e dannoso per la sanità: un anziano costretto a casa e a non passeggiare si degrada rapidamente, e serve solo a incrementare altre patologie, oltre al fatto che è inaccettabile questa 'rottamazione' di una fetta della popolazione. Se separare gli anziani significa individuare delle 'corsie' separate nella vita quotidiana, tipo fasce orarie dedicate nei negozi, come si fa ad esempio già da tempo in Polonia, perché no? Credo che nessun anziano si offenderebbe se quando va a fare la spesa non ci sono ventenni. Ho un'amica settantenne in Polonia che ne è ben contenta. Ma si attendono proposte sensate dalla politica, non generici appelli a mettere in soffitta gli anziani.
  13. Mauro Cappuzzo Rispondi
    Sono perfettamente d’accordo con quanto descritto nell’articolo. Occorre che gli anziani si rendano conto che questo virus ė mortale soprattutto per loro. Ma occorre anche che i nostri governanti, in genere anziani, mettano in campo misure adeguate. Se ben spiegate verrebbero secondo me accettate dagli interessati.
  14. Gianfranco Rossini Rispondi
    E' necessario argomentare bene sul tema in questo momento. Vediamo: 1) la recente ricerca Ispi sul tema " protezione degli anziani" e' fuorviante e pericolosa, (vedi le successive folli argomentazioni dell' "inutile" Toti), oltre che carente sul piano scientifico; 2) unirsi al coro di coloro, i quali, a vari livelli, in tempi recenti, tendono a costruire, con la scusa del contrasto all'epidemia, un ghetto generazionale dove ridurre gli anziani e farne un "genere" da preservare e' inutile ai fini della lotta al contagio e si scontra pesantemente con ben 3 articoli della nostra Costituzione; 3) " Difendere gli anziani" e' in realta' un modo per continuare nascostamente a legittimare una sorta di "rottamazione generazionale" di infausta memoria, iniziata da un scellerato politico toscano (anche lui poi "rottamato") e che potrebbe condurre ad una definitiva e dissennata opzione sanitaria, peraltro gia' in atto negli ospedali italiani, tra chi curare (under 60) e chi lasciare morire (over 60).Inoltre oggi l' unica generazione che puo' ancora esprimere qualcosa di sensato ed intelligente sugli " uomini e le cose " di questo Paese e' proprio la generazione dei "baby boomers" ( magari sino a quando riusciranno a proteggersi da una sorta di eutanasia sociale di infausta memoria). Punto.
  15. Francesco Rispondi
    Sono un genitore anziano, ho quasi 57 anni e un figlio di 7. Quindi dovrei andare vivere in albergo e lasciare il carico di cura a mia moglie che di anni ne ha 49. Ma supponiamo pure che abbia un figlio di 14 anni. Sarei sempre anziano come genitore ma un po' meno ma sempre un albergo dovrei cercare. Oppure potrei avere 53 anni e un figlio di 10 , e così via. Quando si fanno certe proposte bisognerebbe scendere dall'empireo dei modelli formali e conoscere la realtà demografica delle famiglie italiane. Quanti sono i genitori che hanno avuto figli a 40 anni e che ora crescono pre-adolescenti e adolescenti ? E quelli più precoci che hanno figli all'università ma anche a casa? Per non parlare del ruolo dei nonni e nonne in molte famiglie. Gli anziani non conviventi con giovani si proteggono al meglio da soli. Per quelli che devono convivere con i propri figli o nipoti l'unica speranza, è che quest'ultimi prendano le necessarie precauzioni. Gli assunti di certi modelli fanno un po' ridere...case grandi, genitori cha a 50 anni sono quasi nonni, diciottenni che stanno fuori di casa, nonni che vivono sa soli o depositati in rsa.
  16. Giuseppe Fumagalli Rispondi
    Disapprovo completamente quanto scritto: non solo trovo superficiale generalizzare tra categorie di giovani e anziani (in generale, ma in particolare anche con riferimento al Covid) ma addirittura cinico il contrapporli. L'articolo tratta superficialmente il tema, tralasciando del tutto considerazioni complementari: quanti dei morti "anziani" erano in case di riposo ridotte ad anticamere dei cimiteri per incapacità non certo dovute a chi vi risiedeva, il grado di rispetto delle regole anti-Covid ecc.
  17. Andrea Rispondi
    Continuo a ritenere la vostra tesi poco praticabile. Un esempio. Mia madre ha 88 anni, vive da sola ed è autonoma. Riceve in casa una colf (2 giorni/sett) e un fisioterapista (2 ore/sett). Sia colf che terapista sono under 50. Inoltre mia madre esce tutti i giorni a fare la spesa (che si fa poi recapitare a casa). Tutti questi contatti sono essenziali per il suo benessere fisico e/o psichico. Al di là del caso personale, aggiungo una domanda: rispetto alle attuali limitazioni di una zona rossa, quali vincoli per gli under 50 potrebbero essere aboliti se venissero adottate le vostre proposte?
  18. Roberto Pasini Rispondi
    Ci è arrivato persino Toti, che certamente non ha un PhD in una prestigiosa università anglosassone. Impensabile adottare provvedimenti restrittivi, al massimo incentivi differenziati come gli sconti ai supermercati in determinate fasce orarie. Dubito tuttavia che spostino davvero i comportamenti. In Italia non separerai mai le famiglie, anche solo temporaneamente. E non sono solo i vecchi ad essere sotto l’influenza dell’attaccamento alla Bowlby. Il processo è bi-univoco, vale anche per i figli. Piuttosto che rinunciare al cenone si preferisce rischiare la pelle o il collasso economico, o meglio ricorrere, per uno o due Natali, all’ingente risparmio privato in attesa che arrivi la cavalleria. Toglietevelo una volta per tutte dalla testa e rassegnatevi. Oltretutto rischiate di trovarvi dei compagni di strada poco raccomandabili tipo i negazionisti di varia ispirazione.
  19. Paolo Palazzi Rispondi
    Età 20-50 0,25% e 1,88%, età 1,31% e 6,41%. Vi siete scordati che sono percentuali che, in caso di chiusura selettiva, andrebbero applicate a un numero elevatissimo di contagiata causati dalla "libera circolazione" dei "giovani" con meno di 70 anni. Con un milione di contagiati fra 20 e 50 anni (cifra facilmente raggiungibile in "libera circolazione") si avrebbero 2500 "giovani" in terapia intensiva! Quali vantaggi sul PIL?
  20. Savino Rispondi
    Farsi l'esame di coscienza su chi stiamo proteggendo e chi stiamo sacrificando. L'egoismo degli anziani sta impedendo a bambini, giovani e donne di questo Paese di avere un futuro. Il grande partito del pensionificio che non vuole abbandonare le redini dell'economia e della società ha imposto il blocco totale, pur di badare ai propri interessi, ha deciso che si deve privare di latte un neonato pur di portarsi perfino nella tomba i desiderati danari traslati dalla cassaforte. Se questo è un uomo, dal cuore crudele al punto da non piegarsi nemmeno di fronte ad un dramma epocale e globale, è un vero meschino e come tale perirà malgrado l'alibi delle sue mediocri mire.