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  1. matteo corbetta Rispondi
    Cosa ne pensate del fatto che il presidente del CDM abbia riferito in conferenza stampa a proposito del MES riportando parola per parola quanto contenuto in questo articolo? Personalmente la ritengo una palese dimostrazione di incompetenza. L'uomo giusto ...... nel posto sbagliato!!
  2. Henri Schmit Rispondi
    L’€ funziona solo se è irreversibile. Funziona male, se un paese si rivela incapace di realizzare le riforme per essere competitivo. Fiscalità e quadro giuridico-amministrativo-giudiziario sono fondamentali. Non funziona, se un paese rema contro e minaccia di uscire dal sistema. La discussione italiana della nuova finanza UE - dagli ominosi €-bond, perpetui o meno, fino al dibattito sterile sul MES - ha sempre eluso questo aspetto. Contrariamente al programma NGEu, l’utilizzo straordinario del MES non prevede condizioni a parte la destinazione delle risorse al settore sanitario. C’è però una condizione suprema implicita: non mettere la partecipazione all’€ in questione e perseguire politiche economiche e fiscali convergenti con quelle dell’€-gruppo. In Italia entrambe le condizioni sono sistematicamente violate. 75% delle forze presenti in Parlamento hanno contestato l’appartenenza all’UE e all’€. Coloro che contestano l’uso del MES sono gli stessi che non intendono sentirsi vincolati dagli impegni assunti con l’appartenenza all’€-sistema. Un commentatore menziona 30 mio di m2 delle strutture ospedaliere che necessitano interventi di ristrutturazione. Nei paesi normali, con appalti trasparenti, € 1.200 al m2 permettono di pagare anche impianti e attrezzature di base. Gli attori politici, i commentatori e gli elettori devono decidere se oltre a partecipare all’€ intendono anche seguirne le regole.
  3. Luigi Andrea Vavassori Rispondi
    Ma mi spiegate come mai non c'è nessun Paese che finora ha chiesto il MES ?? Forse perchè il MES è un prestito previlegiato ?? Se nessun Paese chiede di accedere al MES forse è perche dietro c'è la "fregatura".
  4. Ezio Pacchiardo Rispondi
    Si è detto e ripetuto fino alla nausea che il sistema ospedaliero non è dimensionato per reggere ad una epidemia che si sviluppi in misura esponenziale. Ora il rischio che ciò si possa verificare non è remoto. Il sistema potrebbe reggere qualora si procedesse in tempi rapidi a fare gli investimenti occorrenti in strutture e personale medico e paramedico; le prime di più immediata realizzazione in quanto comportano investimenti e acquisto di prodotti sul mercato, più difficile pianificare e predisporre in quantità sufficiente il personale medico e paramedico occorrente con la dovuta professionalità. Questo secondo aspetto potrebbe nel periodo interim essere indirizzato, anche se non risolto, studiando eventuali ristrutturazioni organizzative del personale nel diversi livelli dall'accettazione all'analisi e diagnostica, poi alla cura e infine alla completa riabilitazione. In tutto ciò una cosa è certa, occorrono finanziamenti, e qui è dove questo governo è completamente insufficiente avendo e continuando ad avere avversione al MES. E' chiaro che in caso l'epidemia giungesse al livello esponenziale i decessi e la mancanza di adeguate cure sarebbero totalmente imputabili al governo ed in particolare al M5S paladino del NO a tutto spiano.
  5. Paolo Rispondi
    Una stima spannometrica per difetto indica in almeno 30 mln di m2 la superficie ospedaliera e sanitaria bisognosa di adeguamenti (strutturali, antisismici, antincendio, impiantistici, energetici, oltre che per svecchiamento delle attrezzature elettro - bio - medicali), la gran parte già cogenti ma non finanziati. la cifra risultante impegnando l'intero MES (1.200 €/m2) è quasi sicuramente insufficiente a coprire le spese effettivamente necessarie. Lo si impegni dunque immediatamente, vincolandolo all'adeguamento delle strutture (edifici, impianti e attrezzature), lo stato ne beneficierà riottenendo iva, tasse e contributi delle imprese edili, oltre che i risparmi gestionali delle strutture sanitarie che ne risulteranno. Se ben orientato, potrebbe in pochi anni riottenere più di quanto preso a prestito, direttamente nel bilancio del SSN, oltre al palese beneficio per il PIL, senza bisogno di attendere nè discussioni nè piani particolarmente complessi (le singole aziende sanitarie già li hanno).
  6. Savino Rispondi
    L'Italia si è fatta trovare in bolletta al cospetto del cigno nero, insiste nel non voler rivedere la spesa e nel non voler allocarla meglio e, ora, sembra svogliata, nella sua prospettiva populista, ad intraprendere l'unica alternativa possibile. Pare, su questo, che ci debba imboccare l'Europa col cucchiaino, avendo noi una classe politica priva di capacità decisionale e non intenzionata a sfidare l'impopolarità delle decisioni difficili.