logo


  1. Enrico D'Elia Rispondi
    Continuiamo ad applicare categorie ottocentesche al mondo del lavoro moderno senza tener conto dei reali rapporti di forza tra le controparti. Quali sono realisticamente gli strumenti che hanno i rider per ottenere migliori condizioni di lavoro? Lo sciopero è inutile, perché un gestore può sostituirli al volo senza violare la legge e senza difficoltà di reclutamento. Le azioni legali sono lente e forse controproducenti. Quindi far rispettare qualsiasi contratto "collettivo" per i rider è piuttosto difficile. L'unica vera forma di pressione resta il reddito di cittadinanza, che alza l'asticella del salario minimo richiesto dai lavoratori. Il resto mi sembrano chiacchiere.
    • Giuseppe Rispondi
      Lei intende che, in realtà, molti rider godrebbero del RDC e quindi, a meno di ottenere una retribuzione significativa, non farebbero consegne? Piuttosto realistico. Più che di un CCNL, i rider hanno bisogno di accendere un cero per San Giggino di Pomigliano. L’Italia delle rendite di posizione si estende.
  2. Bruno Perin Rispondi
    Le valutazioni di Ichino non fanno una grinza. Nei fatti confermano il ritardo culturale dei sindacati che non riescono distinguere le caratteristiche merceologiche che difficilmente troverebbero applicazione in regimi di subordinazione. Sicuramente la volata di AssoDelivery durante un tavolo aperto col Ministero può essere stigmatizzata ma forse si rendevano conto che da quel tavolo non ne sarebbero usciti con una soluzione compatibile. Le dichiarazioni di tutti gli attori, al netto dei toni usati, puntano a ricostruire un tavolo ministeriale, ma le imprese si siederebbero con un asso in più degli altri. Meglio sarebbe stato se i sindacati avessero riconosciuto lo status di cococo chiedendo maggiori diritti e tutele per i rider, oggi hanno una carta in meno da giocare.
  3. carmine santoro Rispondi
    Egregio Prof., due obiezioni: 1) Lei sa bene che non è pacifico che la comparazione debba avvenire tra contratti,ovvero tra sindacati, perché la legge non lo specifica. Quindi non può sostenersi che il Contratto UGL sia rappresentativo perché unico. 2. Il n. di iscritti non è l'unico indice di rappresentatività, come Lei insegna, essendoci anche la diffusione territoriale, la precedente attività contrattuale e i voti ricevuti nelle elezioni RSU Pertanto, sulla base di tali dubbi, la plausibilità del carattere abusivo del contratto in questione resta intatta
    • Bruno Perin Rispondi
      Caro carmine, hai ragione nel ricordare l'insieme dei parametri per misurare la maggiore rappresentatività nel settore ma, oltre agli iscritti, non mi risulta che vi siano regole per le elezioni delle rsu tra i rider. L'UGL mi risulta firmataria di diversi ccnl e presente sul territorio nazionale. Il vero problema è se l'AssoDelivery abbia ramificazioni sul territorio nazionale ma questo le pregiudicherebbe la firma anche con un accordo con i sindacati confederali. Mi pare che Ichino evidenzi la carenza di una legge in materia e quindi l'applicazione dei dettami costituzionali.
    • Mauro Rispondi
      Condivisione al 100% delle considerazioni del prof. Ichino. Non è che qualcuno pensi che la cd triplice abbia o debba avere il monopolio della rappresentanza sindacale? Nostalgia delle corporazioni?
    • Pietro Ichino Rispondi
      1. La legge parla di "associazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative": dunque la comparazione deve essere compiuta fra almeno due coalizioni sindacali da un lato, e almeno due associazioni imprenditoriali dall'altro, che abbiano stipulato contratti collettivi concorrenti per lo stesso settore. In questo caso (settore dei rider) per ora il contratto è uno solo: su entrambi i versanti manca dunque l'altro termine di comparazione. Comunque, almeno sul versante delle imprese, in questo momento non si vede quale associazione possa vantare maggiore rappresentatività rispetto ad AssoDelivery, che associa quasi tutte le imprese del settore. 2. La questione non è se questo contratto collettivo sia "abusivo" o no, bensì se esso sia efficace soltanto per il migliaio di iscritti a Ugl-Rider, oppure possa considerarsi il punto di riferimento per la determinazione del trattamento dovuto a tutti i rider, anche in deroga rispetto alla disciplina legislativa generale (la quale consente, appunto, la deroga ad opera di un contratto collettivo i cui firmatari possano considerarsi "maggiormente rappresentativi"). Ora, finché non ne viene stipulato un altro, da altre associazioni di imprenditori e di lavoratori, i firmatari di questo contratto sono sicuramente i più rappresentativi: per il solo fatto dell'assenza di concorrenti nel settore.