logo


  1. Paolo Sbattella Rispondi
    Il sostegno alle PMI e' fondamentale per la tenuta economica della nazione. Ben vengano misure atte a rafforzare patrimonialmente le imprese che, come e' noto, in Italia sono sottocapitalizzate. Le attivita' finanziarie delle famiglie italiane, secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca d'Italia sono pari circa a 4.374 miliardi di euro di cui si stima che circa 1.500 miliardi di euro siano in conti correnti e depositi bancari. Queste risorse finanziarie che testimoniano la grande virtu' e capacita' degli Italiani di risparmiare (e che smentisce definitivamente coloro che in Europa definiscono gli Italiani un popolo di cicale) va sapientemente canalizzato nell'investimento in quote e azioni di aziende italiane ed anche verso la sottoscrizione dei titoli del debito pubblico italiano. Si ricorda anche il recente intervento in occasione dell'incontro annuale con il mercato finanziario in cui l'autorevole Prof. Paolo Savona Presidente della Consob ha con l'intelligenza e conoscenza dell'economia e dei mercati finanziari che lo contraddistinguesostenuto che, per il bene dell'Italia e per il suo futuro, vadano emessi dallo Stato titoli irredimibili con un rendimento intorno al 2% e l'adozione di una criptomoneta pubblica con cui il sistema dei pagamenti si muoverebbe indipendentemente dalla gestione del risparmio che quindi si riverserebbe sul mercato. Si ascolti il Prof. Savona, l'Italia ha bisogno di una mente lucida come la sua. Anche chi ci governa.
    • Henri Schmit Rispondi
      Forse hanno ragione, il commentatore e il prof. Savona. Preciso solo che bond perpetui non hanno nulla di magico. Rispetto ad un trentennale - che oggi rende 2,50% lordo circa - lo stato paga un po' di più - quindi intorno al 3% - riservandosi la facoltà di redimere a partire di una certa data (da precisare!) solo se riterrà che a lui conviene. Tutto dipende dal tasso di attualizzazione che l'emittente E IL SOTTOSCRITTORE ritengono congruo; è funzione dell'inflazione/crescita attesa. La decisione di redenzione dipende dai tassi d'interesse lunghi futuri. Il recente BTP Futura, decennale, con possibile step-up, mi sembra uno strumento più intelligente. Entrambi c'entrano però poco con la ricapitalizzazione delle imprese. Anzi il debito pubblico consuma risparmio che potrebbe essere investito nelle imprese. Il problema del prof. Savona è che ha perso la credibilità per definire una politica economica e fiscale CONVERGENTE con quella dei partner dell'euro-sistema. Quando l'Italia deciderà di rendersi indipendente dal'euro-gruppo (dopo le elezioni del 2023?), di fare di testa propria, o eseguendo la volontà dell'urna elettorale, allora il rientro in scena del professore potrà essere prezioso.
      • Paolo Sbattella Rispondi
        Egr. Sig. Schmit, nell'apprezzarLa anche per altri commenti su la voce.info, preciso che se i titoli irredimibili proposti sono ben oltre la scadenza dei 30 anni il problema e' se siano appetibili sul mercato. E' vero che il debito pubblico assorbe molte risorse finanziarie degli investitori e magari in parte non arrivano alle imprese, ma cio' che c'è da tenere sotto controllo e' la sua entita' ed il rapporto deficit su Pil. Sono dell'idea, anche nel momento attuale, che non deve essere ulteriormente aumentato, se non per quella parte strettamente necessaria alla situazione attuale. Il Prof. Savona e' un economista che non ha pari in Italia per studi, incarichi accademici e varieta' di incarichi lavorativi e professionali e va ascoltato per la sua profondita' e non sempre osteggiato da più parti perche' ha mosso rilievi alla politica economica e fiscale dell'Unione europea. Il tutto in base ad un'analisi ed avanzando proposte intelligenti. Altro spesso contrastato e' il giurista Prof. Giulio Tremonti, con analisi e proposte efficaci e di impatto per l'economia nazionale. L'Italia ha bisogno di queste 2 personalita' soprattutto in un momento difficile come l'attuale, in cui occorre saper leggere da tecnici dati e situazioni e fornire soluzioni pratiche da attuare per il bene dell'Italia. Soprattutto per il suo futuro.
  2. Alessandro Pescari Rispondi
    Quello che emerge dal “campo” è che occorre un set di regole più semplici ed accessibili nel breve periodo, in modo che le imprese, in particolare le PMI che rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo, possano avere gli strumenti necessari per sostenere sia il modello di business (per molti da rivedere anche profondamente), sia per ricorrere alla liquidità sempre più carente. Sul punto, i diversi decreti emanati nulla prevedono per le micro/piccole-imprese. Infatti, l'art. 26 del D.L. 34/2020 (c.d. Rilancio) rubricato “Rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni” prevede misure agevolative a fronte della patrimonializzazione delle società di capitali residenti in Italia. L'agevolazione, con modalità e requisiti diversi, riguarda contemporaneamente sia il socio che apporta il conferimento, che la società che lo riceve. I requisiti per accedere alle due agevolazioni sono tarati per quelle società di capitali che hanno un un range di ricavi 2019 tra i 5 e i 50 mln di euro, oltre ad una riduzione dei ricavi complessivi causa Covid-19 nel mese di marzo e aprile 2020 superiore al 33% dello stesso periodo dell'anno precedente. Quanto sopra è chiaramente insufficiente e tra i i diversi interventi che potrebbero trovare il giusto sostegno, sono da citare: conferimenti di aziende e fusioni o aggregazioni di imprese, reti di imprese e integrazioni di filiere, prestiti partecipativi e strumenti finanziari alternativi.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Sarei d’accordo con gli autori se non avessi una grave perplessità, a meno che mi sfugga un dettaglio: non capisco la ratio del minimo di 100k da investire in una PMI per godere del beneficio fiscale. L’investitore quasi professionale (come quello professionale da mezzo milione) sarebbe privilegiato. Non mi sembra difendibile. Il vantaggio deve valere per tutti. Le categorie summenzionate servono per tutelare l’investitore retail contro l’assunzione di rischi sconsiderati, per esempio di fronte a investimenti in strumenti speculativi, a leva. Qua parliamo invece di regime fiscale di favore. Anche la limitazione a certe PMI pone problema. Le PMI possono essere quotate o no. Perché escludere società quotate e società più grandi. Titoli quotati presentano la garanzia delle informazioni obbligatorie, vagliate formalmente da CONSOB e valutate nel merito da operatori privati che pubblicano report. PMI non quotate non presentano le stesse garanzie ma non c’è ragione di escludere gli amici del medio imprenditore dal vantaggio fiscale. L’unico problema è l’offerta pubblica (di un aumento di capitale); quella cade però nelle competenze di CONSOB, che la società sia quotata o no. Se poi la CONSOB non sa fare il proprio lavoro è un’altra questione. Il volano sul capocordata mi sembra ancora più confuso, in linea con i bizantinismi italici. Si capisce che il team del super manager londinese era più italiano che anglosassone ...
  4. Savino Rispondi
    Punterei di più su finanziamenti intergenerazionali di diritto privato. Giacchè il capitale è soprattutto nelle mani dei seniores si potrebbero ipotizzare forme sociali vincolate alla nascita di start up con titolari junior.
  5. Michele Rispondi
    Scimmiottare mercati più evoluti, senza averne le capacità. non può che portare a delusioni. L’azionariato diffuso in piccole realtà quotate o addirittura non quotate va nella direzione di alimentare il “parco buoi” che prima o poi viene tosato. Gli incentivi fiscali in questo senso rendono complici della tosatura e aumentano le commissioni. A mio giudizio il punto centrale è far funzionare gli strumenti attuali, senza inventarne di nuovi e malfatti. I fondi comuni aperti, ad esempio, sono lo strumento principe per tutelare il risparmiatore (Liquidità e trasparenza) e garantire capitale di rischio alle imprese (Selezione e stabilità), ma occorre ridurne i costi, aumentare la trasparenza e evitare i conflitti di interesse, cosa che non vuole dire necessariamente aumentare i costi di compliance e risk management