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  1. Carmine Meoli Rispondi
    Una DIT piu generosa per tutti e a prescindere da chi sia la coferitaria sarebbe srara piu semplice ed efficace ,sempre che il credito sia monetizzabile in capo alla Societa o al Conferente , visto che di utili sara difficile sentirne l'odore . E infine PIR a parte per che non premisre chi sottoscrive quote di Fondi PE dcidcsti alle PMI ? Un premio al rischio e la euiparaizone di quetsi impiegh ai vantaggi forniti ad altri impieghi sarbebe non sono giusta ma anche efficace per mobilitare capitale di rishcio.
  2. Paolo Sbattella Rispondi
    Il decreto "Liquidita' " ed il decreto "Rilancio" che gia' per loro definizione appaiono fin troppo pretenziosi, hanno confermato in sostanza un punto fondamentale: la mancanza di risorse liquide messe a disposizione per le imprese. Non c'e' da stupirsi data la situazione di un Stato con alto debito e da riformare ed efficientare, ma cio' che appare maggiormente penalizzante sono i tempi in cui le risorse liquide messe a disposizione vengono accreditate nei conti correnti. Data l'emergenza economica i tempi dovevano essere certi e rapidi, ma cio' non e' stato. Avremmo preferito una sincerita' ed un maggiore rispetto verso le imprese ed i cittadini che non sono certo addormentati. Purtroppo l'Italia in questa fase ha avuto un Governo ed alcuni Ministri non all'altezza, come e' gia' stato sostenuto da più parti. In alcune situazioni a tanti trionfalismi a parole avremmo preferito semplicita' , praticita' ed umilta'. Teniamone conto per le prossime scelte della classe dirigente politica nazionale. Un sogno che spero si avveri per un'Italia ed un popolo italiano che ha dato prova di grande responsabilita' e maturita'. Anche con la sottoscrizione massiccia dei titoli pubblici BTP Italia. Non era scontato.
  3. Enrico D'Elia Rispondi
    Paesi "normali" come USA, UK e Giappone hanno risolto il problema della crisi di liquidità emettendo moneta, con rischi inflazionistici praticamente nulli. Noi europei abbiamo deciso di scartare questa soluzione, anzi stiamo ancora discutendo i provvedimenti da adottare. In ogni caso l'Europa è orientata a ricorrere solo all' indebitamento. È ovvio che i singoli governi nazionali non abbiano potuto fare altro che garantire o concedere direttamente credito alle imprese. Per altro la struttura propritaria delle imprese italiane è prevalentemente familiare e quindi la loro propensione a fare entrare altri nel capitale sociale è molto bassa, siano essi lo stato o investitori istituzionali.