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  1. Matteo S Rispondi
    Molto interessante, grazie. Da notare inoltre la geografia dell'eccesso mortalità all'interno dei confini lombardi: i comuni confinanti con altre regioni sembrano avere un eccesso mortalità tendenzialmente inferiore alla media : https://github.com/CoMoS-SA/Covid-sssup/blob/master/Decessi-anagrafe.md
    • Mauro Rispondi
      Grazie per il commento e per l'osservazione. Una delle possibili spigazioni, sottolineo "possibili" anche perché credo che vada verificato in modo più robusto (per esempio, non emerge dal semplice confronto fra banda 1 e banda 2 Lombarda), è che per i comuni sul confine il "trattamento Lombardia" è "sfuocato" (fuzzy). Grazie mille ancora.
  2. bob Rispondi
    "forse il governo centrale potrebbe fare in modo che i confini regionali non contassero così tanto" in un Paese serio non dovrebbero contare nulla. Una carnevalata localistica che ha fatto più danni dell'epidemia stessa . Io ho notato, a parte gli eroici operatori sanitari, una becera passerella di mediocri personaggi "politici" che non solo ha creato danni e ritardi nel Paese ma ha fatto perdere del tutto credibilità a livello internazionale. Con chi devono interloquire i tedeschi o gli olandesi? Con un capo di Stato o con un vespaio di masanielli?
  3. Emanuele Bracco Rispondi
    Bravissimi! Questa è un'idea molto bella e semplice, sono certo che una volta che avremo i dati completi riuscirete a scoprire un sacco di altre cose interessanti. Il riferimento alla sanità privata andrebbe approfondito, dato che anche in Veneto e Piemonte ce n'è una buona percentuale. Il mio problema maggiore è che (per fare un esempio) se la Val Seriana è scoppiata perchè la si è chiusa troppo tardi, questo ha riempito tutti gli ospedali dell'est Lombardia. In altre parole questa differenza potrebbe essere spiegata da errori dei primi di Marzo e non da differenze strutturali nel sistema sanitario. Questo dice di un altro problema di policy, però: in una situazione di pandemia, forse il governo centrale potrebbe fare in modo che i confini regionali non contassero così tanto: regioni meno colpite potrebbero raccogliere parte dell'impatto.
    • Mauro Rispondi
      Grazie mille Emanuele. Hai ragione. I motivi delle differenze vanno approfonditi. Spero che con l'aumentare del numero delle osservazioni potremo essere più precisi nel dire qualcosa circa i "meccanismi".
  4. Julian Rispondi
    Molto interessante - questo tipo di studio è molto utile anche per quando si cercherà di capire le diversità tra paesi. 1. avete analizzato le differenze per scaglioni di età? 2. avete utilizzato variabili di controllo (esempio densità abitativa? attività economica principale?) 3. queste differenze sono diffuse o concentrate su alcune osservazioni?
    • Mauro Rispondi
      Grazie Julian. La mobilità (e quindi la diffusione) fra Paesi è più limitata, quindi la strategia ha pro e contro. Ma i tuoi suggerimenti sono utilissimi.
  5. domeinco Rispondi
    magari è una idiozia e ci dovrei pensare meglio.però per limitare la sample selection, usa i comuni più interni della regione trattata e depuri la selezione fissa della regione trattat. idem per i controlli. in questo modo, la parte region specific della selezione l'hai uccisa. se i numeri sono identici è un risultato importante. se cambiano, quei cambiamenti ti danno informazione importante per ulteriore analisi
    • Mauro Rispondi
      Grazie Domenico. Non è affatto un'idiozia. Nella direzione che suggerisci, stiamo considerando più bande. Grazie mille per il tuo commento.
  6. Simona Bignami Rispondi
    Eccellente e doverosa analisi a cui aggiungo un elemento di discussione. Il sistema sanitario non è formato solo dalle strutture e dagli operatori, ma anche dall’infrastruttura di monitoraggio epidemiologico e statistico. Al di là delle "responsabilità" del modello Lombardo di gestione dell'infrastruttura sanitaria, vorrei quindi sottolineare che c'é stata una gravissima mancanza dell'infrastruttura di monitoraggio. In Italia, dal 2004 è attivo il Sistema di sorveglianza della mortalitá giornaliera (SISMG), la cui missione è di utilizzare i dati di mortalità delle anagrafi comunali per “identificare in maniera tempestiva eventuali variazioni della mortalità attribuibili a diversi fattori (epidemie, esposizioni ambientali, socio-demografici) che modificano i valori giornalieri o il trend stagionale.” In linea con questa missione, il SISMG pubblica un bollettino settimanale dove si confronta la mortalità osservata con il valore atteso in base alla media dei dati per i 5 anni precedenti. Il primo bollettino di marzo mostra chiaramente che la mortalità per la classe 85 anni e più era già ben superiore all’atteso. A partire del secondo bollettino di marzo (per la settimana dall’8 al 14), la mortalità tra i 65 e gli 84 anni comincia la sua impennata. Tenuto conto dell’esistenza di questo sistema, perché il SISMG non ha cominciato a dare l’allerta a fine febbraio, nonostante fosse già chiaro il distacco tra i dati ospedalieri sui decessi per COVID in Lombardia e il numero attuale?
    • Mauro Rispondi
      Grazie mille Simona. Commento molto importante e utilie. Anche per noi, dato che non conoscevamo l'esistenza del SISMG. Abbiamo iniziato a scomporre i risultati per fascia di età e periodo. Ma cerco subito i dati di cui scrivi!
      • Carlo Zappia Rispondi
        scusate, ma la sorveglianza andava fatta prima, quando arrivano i dati sulla mortalità over 65/75/85 è già tardi, siamo a metà marzo e il virus ha già fatto quello che voleva da tempo; come abbiamo sostenuto qui: https://www.lavoce.info/archives/64550/incertezze-italiane-sul-principio-di-precauzione/ la prevenzione vera era stata inizialmente prevista e poi inspiegabilmente sospesa nessuno ha chiesto conto di ciò alla Direzione Gnerele della Prevenzione del MS, che si copre dietro affermazioni al limite del ridicolo come quelle riportate oggi sul corriere: https://www.corriere.it/politica/20_aprile_21/coronavirus-da-gennaio-c-piano-segreto-troppo-drammatico-dirlo-2461f702-83a7-11ea-ba93-4507318dbf14.shtml
        • Mauro Rispondi
          Grazie per il tuo commento Carlo. Condivido la tua critica e molto interessante il vostro articolo!
  7. toninoc Rispondi
    Che ci fosse qualcosa di anomalo era evidente nei dati che la protezione civile ci dava ogni sera sul numero dei decessi per coronavirus. Si conteggiavano solamente quelli che avevano fatto il tampone, quindi, esclusivamente gli ospedalizzati. I giornali locali della Lombardia, di Bergamo e Brescia in particolare, scrivevano di decessi moltiplicati, rispetto ai periodi passati, nelle case private o nelle RSA e non conteggiati nei dati ufficiali come causa coronavirus già prima di metà marzo. Se ne è discusso ampiamente anche in questa rivista . Ora che la tragedia è certificata , qualcuno dovrà spiegare perché quei dati non venivano conteggiati. Si è dimostrato che bastavano due sottrazioni elementari per capire che era in corso un’ecatombe ma evidentemente non bisognava parlarne.
  8. Emilio Novati Rispondi
    Molto interessante. Nella tabella 2(attenzione ai riferimenti nel testo) sarebbe utile avere anche il numero dei decessi nel 2019 oltre alla differenza.
    • Mauro Rispondi
      Grazie mille per il commento e la correzione. Ora i riferimenti dovrebbero essere corretti. I decessi per mille abitanti del 2019 sono nella Tabella 1.