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  1. Henri Schmit Rispondi
    I dati dell’analisi, la correlazione, sono davvero impressionanti. Penso però che l’errore italiano (dei governi e dell’opinione) sia proprio quello di aver interpretato l’UE come un fonte di fondi invece di aver compreso 30 anni fa o al più tardi con l’euro e l’allargamento (quasi simultanei) che un paese ormai contributore netto deve rendere la propria economia competitiva nell’UE e nel mondo, cosa recepita e implementata da quasi tutti gli altri paesi membri, dall’Irlanda al Portogallo, dalla Lettonia alla Slovacchia. Per queste ragioni l’euro-scetticismo italiano è diverso da quello diciamo britannico o polacco, ungherese.
  2. Pasinato Giovanni Rispondi
    Interessante, ma da prendere con le pinze. Anche dopo il voto in Umbria....