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  1. Chiara Buongiovanni Rispondi
    Interessante articolo, sarebbe per me interessante sapere con maggiore precisione su che basi/dati si ritiene la maternità il grande discrimine rispetto ad altri fattori legati al genere?
  2. Tiziana de Rogatis Rispondi
    Avete dati specifici sulle facoltà umanistiche italiane? Perché ho l'imprressione che il dato risulti ancora più eclatante quando la platea studentesca - come nel caso delle facoltà umanistiche - è prevalentemente femminile. L'esperienza concreta dice che nel settore umanistico una platea di studentessa vede di fronte a se una larga prevalenza di docenti e poche docenti. A loro volta, bisogna dedurne, quest i docenti facevano parte del ristretto numero di studenti che avevano frequentato gli studi umanistici, evidentemente. Grazie per i dati e per le proposte. Tutto molto interessante.
  3. Savino Rispondi
    Bisogna eliminare i pregiudizi e formattare il paradigma delle carriere. Sui posti di lavoro se ne vedono di ogni sorta a causa di gerontocrazia, misoginia, egoismo e arrivismo. Chi ha avuto tanto nella vita, professionale e personale, deve rendersi conto che c'è da fare spazio, con le buone o con le cattive maniere, agli altri e gli altri qui sono essenzialmente i giovani e le donne; verso queste due categorie c'è un eccesso di pregiudizio ed un abuso di posizione sociale continuo Togliere le radici alla naturalità delle cose o continuare a tenere bloccate la società e l'economia, come fanno gli sciacalli che bypassano ogni tentativo di ricambio, non giova davvero a nessuno.