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  1. Max Rispondi
    Il tema è di indubbio interesse. Il dibattito tra aumento dei servizi alle famiglie vs. dare trasferimenti monetari, per rilanciare la natalità, ormai va avanti da un po'. Tuttavia non saprei dire quali fasce di reddito/istruzione siano principalmente responsabili del calo della natalità. Sono le famiglie più povere? Sono quelle con redditi intermedi? Sono le donne più istruite? Sono le donne meno istruite? Cosa frena la natalità? La scarsità di reddito (leggi povertà)? Il legittimo desiderio di donne sempre più istruite di realizzarsi sul lavoro unito alla mancanza di servizi? Se il motivo fosse il primo (povertà) allora anche il reddito di cittadinanza dovrebbe stimolare la natalità (purché vada ai giovani). Capire a fondo i motivi del declino demografico è il passo fondamentale per disegnare politiche efficaci per contrastarlo.
  2. Carlo Rispondi
    Il trasferimento non deve correlato al reddito bensì all’ISEE perché il reddito tassato ai fini IRPEF col passare degli anni è sempre meno coerente con la progressività prevista dalla Costituzione. Mi riferisco alla tassazione forfetaria delle partite IVA fino a 65 mila euro di ricavi o dei raccoglitori di funghi, a quella catastale degli agricoltori, all’esclusione dei redditi e plusvalenze finanziarie dall’IRPEF, per non parlare dei PIR che non sono tassati. Inoltre nel caso di partecipazioni azionarie, fondi pensione, etf e fondi comuni la tassazione avviene al momento del disinvestimento e non al momento della maturazione, per cui possono passare anche decenni dalla dichiarazione del relativo reddito. L’unificazione degli assegni familiari, dei bonus, delle detrazioni con la domanda di assegno mensile basato sull’ISEE ed erogato mensilmente dall’INPS sul conto corrente del genitore sarebbe una semplificazione burocratica a costo zero: diminuzione dei costi per la dichiarazione dei redditi nonché l’esclusione da successive sanzioni fiscali, eliminazione dei costi dei datori di lavoro per la gestione delle detrazioni ed assegni in busta paga. Inoltre la riforma dei trasferimenti monetari è urgente perché la flat tax, se non vi sono altri redditi, riguardante una platea potenziale di due milioni di partite iva ha comportato la cancellazione delle detrazioni per familiari a carico.
  3. Pier Giorgio Visintin Rispondi
    Ha ragione Fernando e la Saraceno. Invece vorrei una spiegazione che non ho ancora trovato in giro ed è se il Reddito di Cittadinanza è comprensivo del Bonus Renzi e di quali altri assegni/sovvenzioni previste nel passato?
  4. Lorenzo Rispondi
    Prof.ssa Saraceno, a dir la verità ho setacciato il web per cercare l'obiettivo del WCF e non sembra essere quello che lei intravede (favorire le scelte di fecondità). Anche sul loro sito, la mission dichiarata è: unire e dotare i leader di tutto il mondo di strumenti per promuovere la famiglia naturale ... come unità fondamentale della società e nella protezione della "santità" e dignità di ogni vita umana. A parte la questione "santità" direi che sarebbe stato meglio aderire alle politiche francesi ...
  5. Giovanni Lazzaretto Rispondi
    Ringrazio La Voce per il suo servizio, ma non capisco perchè e a quale titolo compaia una foto di persone a me sconosciute se condivido l'articolo della Saraceno sulla mia pagina di fb (foto che sulla vostra pagina non figura). Saluti e buona giornata.
  6. fernando Rispondi
    Interessantissimo. Da aggiungere che i temi demografici non sono nell'agenda di nessun partito, nonostante una natalità ai minimi storici e un calo della popolazione inesorabile. I tentativi fatti negli ultimi anni di portare alla ribalta il tema, dal fertility day al congresso di Verona, sono stati goffi e controproducenti.
    • Lorenzo Rispondi
      Eppure, come normalmente avviene in tanti ambiti, basterebbe seguire una delle best practice; per esempio il modello francese.
  7. Michele Rispondi
    Per una giovane famiglia dove entrambi i possibili genitori hanno contratti atipici o semi-libero professionali o anche contratti a termine immaginare di avere dei figli è un sogno impossibile. In caso di maternità la perdita del lavoro/pseudo committente è una certezza. Se poi aggiungiamo asili/nidi costosi e di difficile accesso, servizi pubblici di trasporto da terzo mondo, scuole di qualità sempre decrescente fare dei figli diventa impresa eroica. L’unico vero supporto viene dalle famiglie dei nonni. Stessa situazione quando a casa ci sono anziani da assistere. L’unico vero welfare in italia sono le famiglie. Tutto il resto genera spese pubbliche enormi e risultati modestissimi. Di questa situazione i principali responsabili sono molti di coloro che si professano difensori della famiglia: in realtà ne fanno solo un pretesto per crociate puramente ideologiche a fini di potere.
  8. Savino Rispondi
    Ormai è subentrato l'egoismo generazionale dei seniores ed il pregiudizio sul piano dell'età, verso ogni giovane che voglia impegnarsi, lavorare sodo e realizzarsi, come persona e professionalmente, mettendo su famiglia e attrezzandosi per la ricerca di un lavoro dignitoso. E' tutto caricato sui nuovi pensionati baby di quota 100.