logo


  1. Paula Eka Rispondi
    pretty good news, related to this matter might be read in the article https://www.unair.ac.id/site/article/read/2384/unair-and-oku-regency-government-establish-collaboration.html
  2. Alessandro Pescari Rispondi
    Quello che fa più specie (ma non è una novità) la nostra classe politica ancora una volta non si è dimostrata all'altezza del Paese. Cosa voglio dire: un Paese che fa parte del G7, meriterebbe indubbiamente dei politici di altra levatura e con competenze chiare e riconosciute. Sono anni che non riusciamo ad avere un governo stabile e tanto meno provvedimenti che siano in grado di far riemergere la nostra economia dalla stagnazione in cui è caduta. E che dire delle leggi prodotte: troppe e sempre più complicate senza che in molti casi trovino i decreti attuativi. Dal lato economico - visto che vi sarebbero tutte le condizioni - occorrerebbe uno shock per riequilibrare i fattori della produzione e dare un poco di ossigeno (fiducia) ai lavoratori (senza distinzione di sorta) ed in particolare alla classe media che da venti anni ad oggi è quella che di fatto ha subito di più.
  3. Henri Schmit Rispondi
    L’unica alternativa ad elezioni anticipate (che non sono una soluzione, ma nuovi problemi) è un governo forte e capace, a prescindere dall’orientamento politico. Serve una maggioranza coesa che da 18 mesi manca, almeno su numerosi punti importanti. Che cosa possono e devono fare i due blocchi che ora trattano? Mettersi d’accordo su un elenco di punti che coprano il condiviso (che esiste e andrebbe evidenziato), il non rinviabile (il più difficile) e alcuni punti strategici per rilanciare davvero l’economia e che (com’è pure legittimo) permettano ai protagonisti di riposizionarsi positivamente davanti all’elettorato e di poter affrontare le prossime ineludibili elezioni con qualche speranza. Serve un primo ministro molto autorevole (l’opposto di quello attuale), terzo (non esistono governi tecnici), e un MEF d’impronta ‘keynesiana’ ma con un pédigrée indiscusso e in sintonia con la cultura che (per fortuna) domina a Bruxelles. È così difficile? Il problema dell’Italia è che altre questioni (pure legittime) di potere e poltrone prevalgono impunemente sull’indirizzo politico. Una causa di questo handicap che ho denunciato in tempi non sospetti facendomi vilmente attaccare su questo forum è la legge elettorale: liste bloccate, posti sicuri, potere non contenibile e i pluri-perdenti che non devono lasciare le poltrone. Il dramma è che la politica più sensata è promossa proprio dal principale responsabile di questo stato di fatto che con la sua cricca di nominati comanda davvero.
    • Savino Rispondi
      Occorre evitare che si pronunci non il popolo in sè, ma la sua rabbia ed il suo odio cieco, che sono stati la radice populista del governo giallo-verde, da considerarsi come un fallimento del popolo, oltre che della politica. Serve, anzitutto, un popolo più acculturato, più informato, più dentro il dibattito pubblico e la lettura dei problemi sociali ed economici, che pretenda classi dirigenti più competenti e meno chiacchierone. Sotto l'aspetto tecnico, bisogna ritornare ai tentativi di riforma degli anni '90, con il sistema maggioritario (selezione nei collegi) ed il bipolarismo che avevano semplificato il sistema politico ed avvicinato i cittadini.