logo


  1. Adele Rispondi
    Personalmente, oltre a perdere gli 80 euro e le detrazioni da lavoro dipendente, quindi nel mio caso 200€ al mese, con il cumulo dei due redditi passo dal 27 al 38%. Se poi aumentano l'Iva... altre uscite. Niente più detrazioni nè deduzioni, quindi perderei quelle per mutuo e bonus mobili. Ma soprattutto tornerà l'evasione, niente più fattura dal dentista ad esempio. Infine, meno entrate per lo Stato significherà meno servizi: sanità (pensiamo agli screening gratuiti); scuola (se già oggi è un terno all'otto entrare in un nido comunale figuriamoci dopo); servizi sociali. Vorrei che tutti pagassimo le tasse e che così lo Stato possa dare più servizi. Perchè non si possono aumentare il numero delle attuali aliquote, abbassando magari la prima dal 23% al 15%, e nel contempo riordinare la giunga di detrazioni e deduzioni? Attualmente tra 15.001 euro e 28.000 euro sei al 27%; tra 28.001 euro e 55.000 euro sei al 38%; tra i 55.001 euro a 75.000 euro al 41%; sopra al 43%. Hai un balzo dal 27% al 38% e poi altre due aliquote nello spazio di soli 5 punti percentuali. Mi sembra che nessuno prenda in considerazione questo tipo di intervento e mi domando il motivo.
  2. Carlo Rispondi
    La proposta della Lega di fare un “falò” di tutte le detrazioni e deduzioni e fare un’unica aliquota è interessante perché disbosca la “giungla” formata da tutte le norme che si sono accumulate negli ultimi trent’anni per cui si hanno situazioni paradossali come le seguenti: 1) aumento del 40% dell’aliquota fra secondo e terzo scaglione; 2) la moglie od il figlio di un imprenditore che prende, ad esempio, 40 mila euro di dividendi o interessi risulta a carico; 3) se speculo sui btp o titoli turchi pago il 12,5%, se faccio il conto deposito della mia banca pago il 26%; 4) se prendo 10 giorni di aspettativa ho 355 giorni di detrazioni di lavoro dipendente; se io lavoro part time al lunedì per una ditta ed al venerdì per un’altra, ho due Cu ciascuna di 365 giorni per un totale di ben 730 giornate annue quindi ho più detrazioni rispetto al primo caso ma ho lavorato molti meno giorni e quindi sostenuto meno costi; 5) nelle spese di ristrutturazione e risparmio energetico io cittadino comune devo presentare al fisco le fatture, i bonifici ed altre carte mentre il cittadino condomino basta che presenti una certificazione dell’amministratore; 6) per decidere chi deve scaricare le spese dei figli o i bonifici basta scrivere un appunto a penna sul documento e ciò può favorire la pianificazione fiscale dei ricchi o degli evasori.
  3. Adele Rispondi
    Io non ho capito. Individualmente io pago sono all'aliquota del 27%; il mio compagno a quella del 38%. Con la flat tax i nostri redditi si sommerebbero e andremmo a pagare l'aliquota del 38%. quindi perderemmo circa 6.500€ all'anno, in quanto anche il mio reddito sarebbe tassato al 38%. Inoltre io perderei gli 80 euro di bonus irpef. Ho capito male io oppure finirebbe veramente per costarci così tanto? Anche come figli a carico ne abbiamo uno, ma superando i 55.000 di poco finiremmo per non avere alcun tipo di agevolazione, mentre continueremmo a pagare il nido privato, mutuo, spese sanitarie. Grazie
    • Massimo Baldini Rispondi
      Siri ha detto che resterebbe la possibilità di continuare a calcolare l'Irpef con le regole attuali se più convenienti. Certo si introdurrebbero soglie sotto alle quali sarebbe molto conveniente rimanere, con effetti su incentivi a lavorare e a dichiarare reddito.
  4. Steve Fuckiny Rispondi
    Finalmente viene evidenziata l'impraticabilita' politica dell'eventuale eliminazione del bonus Renzi/Gutgeld. Tradotto in soldoni: dato che in Italia gli stipendi dei dipendenti (pubblici e privati) sono mediamente bassi ed i percettori del suddetto bonus parecchi milioni di lavoratori-contribuenti, qualunque partito o governo che intendesse eliminarlo senza i dovuti contrappesi andrebbe incontro ad una sicura emorragia di voti e consensi. A buon intenditor.....
  5. Savino Rispondi
    1) Il tema dell'evasione non viene nemmeno citato in queste proposte; 2) Il concetto di ceto medio è troppo esteso, toccando situazioni di pieno agio; 3) i lavoratori dipendenti e pensionati non possono essere equiparati ai liberi professionisti; 4) tra le partite IVA, bisogna effettuare una ulteriore distinzione tra le agiate professioni tradizionali e quelle contemporanee 5) non sono citate le disuguaglianze generazionali; 6) non si vede traccia concreta di una mano per carichi di famiglia, soprattutto per le famiglie giovani; 7) Se l'IVA aumenta fino ad aliquote al 25,5 - 26,5% è tutto vanificato perchè è tutto a carico del cittadino-consumatore; 8) con l'eliminazione di detrazioni, deduzioni e dello stesso bonus di 80 euro è tutto vanificato 9) se le redini dell'economia non vanno a finire in mano ai giovani, i consumi non si riprenderanno mai.
    • Massimo Baldini Rispondi
      Grazie, tutte osservazioni molto interessanti, ma l'articolo è già troppo lungo per le regole del sito... I commenti sono utili anche per approfondire.