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  1. Piero Rispondi
    Non sono uno strumento tecnico, molto simile alla proposta Passera al di là delle presunte differenze (gioco delle 3 carte invece di 2). Sono una sfida geopolitica del debole governo populista vs il gigante Eu con i piedi d'argilla, che a sua volta lo sanziona x ragioni geopolitiche maskerate dal 2%.
  2. Antonio Rispondi
    Nella PP.AA. il limite per il pagamento sono 30 gg. Molte lo rispettano. Come indicato nell'articolo sarebbe bene andare a capire chi è un pessimo pagatore invece di inventarsi finanza creativa e disastrosa
    • Savino Rispondi
      Ma se ci sono i funzionari che, negli atti di liquidazione, inseriscono il proprio IBAN personale anzichè quello del creditore o del fornitore. Al Ministero della Salute c'è stato un danno di 2,5 mln di Euro per un solo caso e si è arrivati addirittura a falsificare in documenti la firma della Ministra Grillo!
  3. Henri Schmit Rispondi
    Ottima analisi: dati eurostat, misure Monti-Letta, miniBOT inconsistenti. Varrebbe la pena studiare il rapporto fra pagamento tardivo, incerto e indebolimento dell'economia (problemi di liquidità delle imprese) da un lato o la connivenza (accertata) dei ritardi con l'arbitrario amministrativo, i favori, il malaffare (i professionisti dei rapporti equivoci con la PA, finanziati da banche esperte) dall'altro. Il vantaggio del debito commerciale è che non rientra nel debito pubblico, salvo crediti ceduti pro soluto; While the expenditure for the goods and services (not yet paid) is included in ESA government expenditure in line with the accrual principle (and thus impacts the deficit/surplus), the stock of trade credits and advances payable are not included in government (EDP) debt. Penso che siano inclusi i ritardi dell'Erario, che non sono debiti commerciali (l’impresa è libera di rifiutare la PA come cliente), ma credito FORZATO alla PA, creato ad arte dalla legge fiscale (p.es. l'obbligo di versare l'IVA su operazioni ESENTI inesistente in altri paesi). Questi regimi fiscali truccati hanno creato danni immensi ad operatori che non avevano scelta; sono stati sfruttati da truffatori professionali (il venditore che ha incassato l’IVA non dovuta si fa fallire), di fatto conniventi con lo Stato predatore che invece di ammettere la propria inadeguatezza accolla i rischi ad operatori ignari. L'Italia è anche questo; parlare solo di numeri è (per assurdo) un errore (scientifico).
  4. Savino Rispondi
    La soluzione è mandare via dalle PP.AA. incancrenite gli attuali dirigenti e funzionari. Le ruberie, i peculati, gli abusi della propria posizione d'ufficio da tantissimi anni hanno preso il sopravvento sulle funzioni di servizio per i cittadini e per le imprese. Sono le persone che fanno la P.A. e sono le persone che non vanno bene, non sono efficienti, non meritano stipendi e premi elargiti generosamente. La rabbia sociale, per ignoranza scatenatasi contro la politica, in realtà intende avere come bersaglio principale la malaburocrazia. Abbiamo i giovani laureati che scappano all'estero, solo le loro abilità e la loro sensibilità può salvare la P.A. con un ingresso che dia ricambio generazionale e aria fresca.
    • Giuseppe Terzaghi Rispondi
      Meriteresti il Nobel. Gli italiani hanno molte ragioni per lamentarsi, ma negli ultimi anni hanno sbagliato bersaglio: nella mia esperienza personale ed imprenditoriale, la PA italiana ha creato di gran lunga più danni che non la politica, di qualsiasi colore. Il mio confronto professionale con le PA di altri Paesi, anche emergenti, è semplicemente imbarazzante.