logo


  1. Claudio Della Ratta Rispondi
    Ho letto che il destino dell'Autostrada del Brennero è incredibilmente legato a filo doppio a quello del porto di Amburgo e ciò non dipende da un possibile futuro sviluppo dei traffici terrestri e marittimi ma dalla capacità di fare lobby in seno all'Unione europea da parte dei tedeschi che non volendo appaltare la gestione dei porto di Amburgo, il maggiore della Germania, hanno fatto in modo di cambiare le regole Comunitarie. Infatti fino a poco fa l’ostacolo per la proroga della concessione era dettato dall’Unione Europea. Faccio comunque notare che il tracciato dell’autostrada corre sul suolo cittadino di Bolzano e Bressanone (e non solo) e gli abitanti ne devono sopportare di gran lunga il relativo inquinamento . Per quanto concerne l'inquinamento da biossido di azoto (NO2), i valori più elevati in Alto Adige vengono infatti registrati nelle aree urbane di Bolzano e Bressanone, così come nelle aree attigue al percorso dell'autostrada del Brennero (A22). Considerato pari a 100 l’inquinamento da traffico a Bolzano, ben il 60% sarebbe causato dal traffico autostradale e solo il restante 40% dal traffico cittadino. Autostrada che, correndo sul suolo cittadino, è di gran lunga la principale fonte di inquinamento da traffico in città. Non è a mio avviso così sbagliato che parte degli introiti derivanti dall’autostrada vengano dirottati in opere pubbliche sul territorio. Opere pubbliche condivise spesso con l’ente centrale che dovrebbe in ogni caso farsene carico.
  2. Claudio Della Ratta Rispondi
    Ho letto che il destino dell'Autostrada del Brennero è incredibilmente legato a filo doppio a quello del porto di Amburgo e ciò non dipende da un possibile futuro sviluppo dei traffici terrestri e marittimi ma dalla capacità di fare lobby in seno all'Unione europea da parte dei tedeschi che non volendo appaltare la gestione dei porto di Amburgo, il maggiore della Germania, hanno fatto in modo di cambiare le regole Comunitarie. Infatti fino a poco fa l’ostacolo per la proroga della concessione era dettato dall’Unione Europea. Faccio comunque notare che il tracciato dell’autostrada corre sul suolo cittadino di Bolzano e Bressanone (e non solo) e gli abitanti ne devono sopportare di gran lunga il relativo inquinamento . Per quanto concerne l'inquinamento da biossido di azoto (NO2), i valori più elevati in Alto Adige vengono infatti registrati nelle aree urbane di Bolzano e Bressanone, così come nelle aree attigue al percorso dell'autostrada del Brennero (A22). Considerato pari a 100 l’inquinamento da traffico a Bolzano, ben il 60% sarebbe causato dal traffico autostradale e solo il restante 40% dal traffico cittadino. Autostrada che, correndo sul suolo cittadino, è di gran lunga la principale fonte di inquinamento da traffico in città. Pertanto non è a mio avviso così sbagliato che parte degli introiti derivanti dall’autostrada vengano dirottati in opere pubbliche sul territorio. Opere pubbliche condivise spesso con l’ente centrale che dovrebbe in ogni caso farsene carico.
  3. bob Rispondi
    ..abolire le Regioni e i privilegi di questi enti autonomi che nulla danno e molto sperperano. Le reti di comunicazioni come in tutti i paesi civili sono di competenza dello Stato.
  4. davide445 Rispondi
    @Stefano Mi permetto di dissentire al posto del Prof. Ragazzi. Il punto non è quanto guadagna Autobrennero, ma come gli viene concessa la garanzia di questi guadagni. Scaduta la concessione norma vorrebbe venga bandita un'asta per permettere allo stato (tutti) di ricavare il giusto da un bene di sua proprietà, a parità di servizi per i cittadini. Concedere altri 30 anni di gestione senza appalto significa assegnare a pochi quei guadagni senza un motivo condiviso. Considerando poi non solo Autobrennero non ha pagato in pratica il bene da cui ricava, ma ha un utile di 150Mil l'anno e disponibilità per 1,1Bil non è certo per gli investimenti passati o futuri per si dovebbe regalargli una concessione del valore di 5Bil. Per dirlo in altre parole hanno già guadagnato - in abbondanza - per fornire servizi che non sono la gestione di razzi vettori e satelliti. Possono fare le loro offerte in un'asta senza troppi problemi.
  5. Stefano Rispondi
    Il prof. Ragazzi cade, nella sua critica altrimenti ben circostanziata, nella ormai inflazionatissima critica generica del "grande privilegio sotto l’aspetto fiscale" delle province del TAA. Se anche chi dovrebbe essere molto preciso nel proprio linguaggio e nel proprio argomentare, scivola su queste cose con espressioni superficiali e non circostanziate (come se all'Italia il populismo e le scuse per lo stesso mancassero...), davvero non so dove andremmo a finire. Tornando all'articolo e al suo contenuto, l'unica critica che mi sento di esprimere è che gli investimenti che vengono fatti per l'A22 sono sempre enormi per offrire sempre un'ottima rete. Non capisco veramente perchè si lamentano gli introiti che l'azienda pubblica fa, quando questi vengono poi spesi (come citato dallo stesso Ragazzi) per opere pubbliche necessarie (costosissime peraltro come il traforo del Brennero).
  6. davide445 Rispondi
    Condividendo pienamente quanto scritto continuo a notare l'utilizzo improprio del termine "trentino" per indicare gli abitanti di tutta la regione. Bisogna al contrario distinguere trentini dai sudtirolesi, due gruppi divisi da tutto se non dai comuni interessi nei rapporti con lo stato Italiano. L'ironia di fondo con cui l'articolo ben descrive le evidenti incongruenze nelle scelte della politica trovano in fondo facile spiegazione se si pensa a come I voti dei deputati sudtirolesi sono sempre stati all'asta del miglior offerente in un Parlamento dalle maggioranze asfittiche, a condizione di avere maggiori autonomie locali.