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  1. gianfranco Rispondi
    La Venezia-Trieste è gestita da AutovieVenete e mi risulta essere partecipata da comuni province regioni per cui entità statali (monopolio pubblico) al contrario di Autostrade per l'Italia (monopolio privato).
  2. paolo bezzolato Rispondi
    Bisognerebbe pianificare in un futuro di non pagare i pedaggi, come avviene in Germania o al massimo con un importo a forfait come in Svizzera.
  3. Rey Emanuele Rispondi
    Agganciandomi al mondo autostradale, analizzate anche le gare di appalto indette dalle società concedenti (autostrade per l'Italia, Autobrennero, etc.) per gli "autogrill", ne ho fatte parecchie per il mio vecchio lavoro, ne scoprirete delle belle.
    • rob Rispondi
      Il monopolio privato è 1000 volte più deleterio del monopolio pubblico. Classico di Paesi sudamericani, ma se vuoi sottomettere un popolo non c'è bisogno di togliergli il pane basta sistematicamente togliergli cultura che vuol dire annullare capacità di analisi, di critica di visioni lungimiranti. Il monopolio autostradale è qualcosa di semplicemente mostruoso e vergognoso e lo specchio di questa Italia prona a qualsiasi Masaniello di turno.
  4. Pietro Rispondi
    Grazie Dottor Ragazzi per aver portato visibilità alla questione. Le infrastrutture, tra cui le autostrade sono state costruite con i danari contenuti nell'attuale debito pubblico pertanto sono di proprietà degli Italiani che stanno tuttora pagando circa 80 mld di interessi annui sul quel debito. Sono estremamente convinto che, essendo le autostrade un monopolio naturale, nonché una infrastruttura debbano rimanere nella completa proprietà dello Stato che può concedere concessione multiple e mai in esclusiva. E' possibile infatti creare concorrenza su queste infrastrutture cosi come è accaduto sulle linee telefoniche che ha portato una cospicua riduzione delle tariffe telefoniche e l'azzeramento del canone e per la tratta di alta velocità della ferrovia. L'idea è quella di concedere una pluralità di concessioni come viene fatto con le frequenze radio (telefoniche, radiotelevisive etc) in modo che varie compagnie utilizzando la stessa infrastruttura possano competere sulle tariffe. Immagino ad esempio che un operatore telefonico (Vodafone, Telecom etc) possa offrire una tariffa agevolata su una determinata autostrada ai clienti con determinati abbonamenti telefonici. O immagino una raccolta punti di un operatore della grande distribuzione che possa permettere X Km gratuiti di percorrenza etc etc... Se non procediamo in questo modo continueremo a pagare una doppia imposta 1) la tariffa autostradale (l'unica che non concede sconti per utilizzo continuativo) 2) gli interessi sul debito pubblico Naturalmente il punto 1 non ha solo il vestito di imposta, ma costituisce un reddito di monopolio per alcune aziende ben introdotte e molte volte poco efficienti. Cordialità
  5. Piero Rispondi
    Ci ricordiamo che Prodi rinnovo la concessione alla società Autostrade Spa per oltre 30 anni? Ricordiamoci anche che lo stesso trattamento il governo non lo ha usato per i titolari degli chalet balneari, hanno ricevuto una semplice proroga di 5 anni. In Italia abbiamo due pesi e due misure. In ogni caso, se la concessione è scaduta si fa una nuova asta per la concessione, libera a tutti. Non vi è bisogno di indennizzare il concessionario: nella concessione, se è stata fatta correttamente, il concessionario al termine non deve avere nessun indennizzo, questo problema non esiste. Il vero problema è politico, su tali società che gestiscono in concessione le autostrade siedono i politici che non avrebbero più le loro poltrone se venissero effettuatele aste pubbliche e la concessione venisse aggiudicata ad altre imprese.
  6. rob Rispondi
    Oligarghia senza soldi e risorse: la peggiore forma di potere che possa esistere. Di chi parliamo? Dell'Italia
  7. Paolo Bianco Rispondi
    Ottimo articolo, tanto vale trarne le conseguenze fino in fondo: riprendendo il controllo della AutoBrennero, con i relativi 150 milioni di euro di flusso di cassa, in 6 anni è possibile rifondere interamente gli ammortamenti sia di AutoBrennero che di Autostrade Meridionali che di Centropadane. Poiché anche queste ultime due qualche cosa si suppone che incassino, il risultato complessivo probabilmente un tempo di rientro inferiore a 5 anni (un Pbt su cui qualsiasi investitore metterebbe firma col sangue), trascorso il quale lo stato potrebbe dimezzare i pedaggi per le autovetture, mantenere costanti quelli per i mezzi pesanti (in ossequio al principio del chi inquina paga) ed avere ancora un sufficiente flusso di introiti (sommando anche le riduzioni di costi indotte dalle gare aperte) per continuare a finanziare il gioco delle riacquisizioni, magari iniziando proprio dalle concessioni scadute. C'è secondo lei modo di costringere il ministro delle infrastrutture ad un dibattito pubblico sul tema?
  8. piertoussaint Rispondi
    Autostrade? Nell'imminenza dell'inaugurazione di Bre-Be-Mi, il 27 luglio 2014, penso sia giusto un pre-festeggiamento, ponendo il focus sui project-financing finti, "al 100% privati", delle nuove autostrade lombarde. Dove i soldi - a onta di quanto propagandato dalla politica e da tanti media - ce li mettono il solito Stato e i risparmiatori delle banche e di Poste Italiane. Scoppierà questo bubbone, o gli oligarchi lo insabbieranno, come infinite altre volte? Si accettano scommesse.