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  1. Marco Trento Rispondi
    L'articolo non fornisce sufficiente evidenza empirica per suffragare l’ipotesi di discriminazione di genere. Bisogna capire in primo luogo se una percentuale simile di uomini e donne abilitati decidono di candidarsi per dei posti. Alcune donne per esempio possono decidere di rinunciare alla candidatura per cause famigliari. In secondo luogo, non è chiaro se le candidate erano altrettanto competenti rispetto ai colleghi maschi. Si scrive solo "parità di una serie di caratteristiche osservabili". Quali di preciso? E poi manca la risposta alla domanda più importante: perché un ateneo dovrebbe rinunciare a una ricercatrice geniale per prendere un ricercatore maschio mediocre in un'epoca di ristrettezze finanziarie in cui i premi elargiti tramite il FFO sulla base della VQR sono essenziali per portare risorse extra ai dipartimenti? Se un ateneo vuole i premi del VQR avrà incentivo a privilegiare la donna genio rispetto al maschio mediocre. L'articolo, quindi, come tanta letteratura di ispirazione femminista, mira a suggerire implicitamente al legislatore l'introduzione di quote rosa nell'università, suscitando sensi di colpa nel genere maschile, e introducendo distorsioni alla concorrenza e alla meritocrazia nonché ingiustificate rendite di posizione a favore delle donne. Non è di questo che abbiamo bisogno.
    • IC Rispondi
      Pur essendo donna condivido il commento di Marco Trento. Sono contraria alle quote rosa che dove applicate, in mancanza di un'adeguata offerta, hanno talora portato ad un abbassamento della qualità. In campo accademico poi per motivi di tradizione o di predilezione in certi raggruppamenti disciplinari prevalgono le donne ed in altri gli uomini. Fissare quote rosa o azzurre potrebbe, almeno in una fase iniziale, creare rendite ingiustificate.
  2. AM Rispondi
    Su come hanno lavorato certe commissioni nelle recenti abilitazioni e sul ruolo spesso nullo del commissario straniero si è già detto molto. I risultati sono visibili a tutti: alcuni ottimi candidati sono stati bocciati mentre qualche superraccomandato è passato e talora ha persino fatto il doppio salto. Leggo ora che anche sul genere ci sono lagnanze. La cosa è possibile anche se non è la critica più pesante