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SETTE ANNI CON LAVOCE.INFO

Sette anni fa abbiamo inaugurato questo sito. E mai come adesso siamo contenti di averlo costruito. Per almeno tre buone ragioni. Perché l’economia è una scienza più che mai vitale. Perché si agitano nubi nere sull’informazione italiana, soprattutto economica: E perché il futuro de lavoce.info non è nelle mani né del governo, né della pubblicità, ma solo dei lettori. E questa libertà oggi è un dono preziosissimo. Che anche in futuro utilizzeremo per continuare a svolgere la funzione di cane da guardia sull’operato del governo, chiunque sia al potere.

C’è la crisi. Ma non quella del settimo anno. Al contrario, non siamo mai stati così contenti di avere, sette anni fa, unito le nostre forze nel costruire questo sito. Lo siamo per almeno tre buone ragioni:

1. l’economia è una scienza più che mai vitale, che non merita certo di essere ridotta al silenzio
2. si agitano nubi nere sull’informazione, soprattutto economica, in Italia
3. il futuro de lavoce.info non è nelle mani né del governo, né della pubblicità, ma solo di voi lettori. E questa libertà oggi è un dono preziosissimo.

I VERI CATASTROFISTI

Più volte quest’anno ci è stato rivolto l’invito a tacere da chi gestisce la politica economica in Italia. Ringraziamo Giulio Tremonti di tante solerti attenzioni. Vuol dire che ha paura del nostro giudizio. Non glielo faremo certo mancare. Neanche per un giorno. Neanche per un’ora. Anche perché non siamo certo noi i catastrofisti. Ricordiamoci di chi in questi anni ha più volte evocato l’apocalisse (1).
Del resto, le nostre critiche sono sempre costruttive. Sono tante le proposte che abbiamo formulato sul sito in questi anni. Poche per la verità sono poi state messe in pratica. Molte altre si sono perse per strada. Ma ci sono anche idee che vengono prese in seria considerazione dal governo (come la proposta della busta arancione per il rendiconto pensionistico, recentemente rilanciata dal ministro Sacconi) o dall’opposizione (come l’idea del contratto unico a tutele progressive). E anche quando le nostre critiche non sono corredate da proposte, vogliono stimolare quella consapevolezza che è la premessa per trovare le soluzioni. Anche per questo ci sforziamo di fornire sempre dati, riscontri su cui sarà poi possibile misurare i progressi compiuti nel risolvere il problema. Al contrario del ministro Scajola, che ritiene che “le cifre sulla crisi economica possono fare danno allo sviluppo del nostro paese” e che chiede all’Istat di aspettare a pubblicare le statistiche, noi crediamo che un’informazione puntuale e tempestiva sia un grande servizio che viene reso al paese. Ci vorrebbe semmai più tempestività nel monitorare l’andamento dell’economia. Possibile che solo in Italia non ci siano dati mensili sulle forze lavoro, che permetterebbero di capire quanti sono i disoccupati e se vengono davvero aiutati dagli “ammortizzatori sociali migliori del mondo”? Il fatto è che solo con dati puntuali si può esercitare il diritto di critica. Chi vuole meno dati intende alimentare il servilismo o la protesta demagogica, due attitudini diffuse in Italia e che di certo non fanno bene al paese.

UNA SCIENZA VITALE

Più volte siamo stati criticati, come economisti, per non avere previsto la crisi, per non avervi avvertito in tempo della tempesta all’orizzonte. È una critica che ci avete rivolto anche voi lettori e che per questo abbiamo voluto prendere in seria considerazione. Al punto che abbiamo risciacquato i panni sporchi in Arno. Meglio sulle rive dell’Adige, al festival dell’Economia di Trento. E non ci siamo affatto autoassolti in quel processo. Al contrario, siamo stati noi stessi a rivolgere le critiche più severe agli economisti. Abbiamo addirittura provato a prenderci anche colpe degli altri, come quella di avere depistato il lavoro delle autorità di controllo. E abbiamo tratto da questo esercizio di critica e autocritica molti insegnamenti, lezioni su come migliorarci. Quale altra disciplina ha in questi anni trovato il coraggio e insieme la forza di mettersi in discussione pubblicamente? Crediamo sia un sintomo di grande vitalità.
Che la scienza economica sia vitale ce lo dimostra del resto il grande interesse che continua a riscuotere. Confermato dalla crescente attenzione che voi lettori ci dedicate. Nell’ultimo anno ogni indicatore possibile (numero di visitatori unici assoluti, numero di visite o di pagine lette) è cresciuto tra il 35 e il 40 per cento. E abbiamo oggi 62.500 iscritti alla newsletter. Lettori molto presenti, che mandano tanti commenti. Qualche volta acuminati. Spesso elogiativi. Sempre utili.

L’INFORMAZIONE

La crisi ha colpito duramente la carta stampata, soprattutto i grandi quotidiani nazionali. Vivono di pubblicità (il 54 per cento delle loro entrate) e la pubblicità è calata del 18 per cento nei primi sei mesi del 2009. Il nostro presidente del Consiglio ha ripetutamente chiesto agli investitori di punire i quotidiani catastrofisti non destinando loro pubblicità. È una minaccia credibile. Soprattutto per quanto riguarda la pubblicità delle imprese regolate, le uniche ad aver mantenuto pressoché inalterati i propri investimenti pubblicitari nella crisi.
Più in generale, c’è oggi un’occupazione di spazi di informazione crescente da parte della maggioranza di governo. L’incredibile vicenda di un Tg1 (mediamente 6 milioni e mezzo di telespettatori) che ignora notizie di cui si discute in tutto il mondo ne è la controprova più evidente. Ricordiamoci che Rai e reti Mediaset superano insieme una audience dell’80 per cento. Questi italiani, che si informano solo guardando il Tg1 o le notizie sulle reti Mediaset, sono rimasti letteralmente tagliati fuori dal mondo da questa censura. È un fatto gravissimo, senza precedenti. E sono sempre più frequenti i casi di giornali e testate televisive che danno notizie di mirabolanti successi del nostro governo in politica estera che non trovano riscontro alcuno sulla stampa internazionale.

LA NOSTRA VOCE

Noi per fortuna viviamo solo del generoso sostegno di voi lettori. Sostegno che non ci è mai venuto a mancare. Non abbiamo bisogno di pubblicità. Né di sussidi dello Stato, palesi o nascosti come quelli forniti nell’ambito dell’inaudito affaire Cardia di cui, guarda caso, siamo stati tra i pochissimi a dare notizia. Una vicenda preoccupante che ha portato alle dimissioni – subito respinte dal governo – del presidente della Consob. Un caso emblematico di do ut des tra governo ed editori. Il governo impone alla Consob di violare una regola/direttiva europea che consentirebbe di pubblicare gli annunci societari solo in rete, gli editori secretano questa grave violazione.
Vi ringraziamo per averci offerto la possibilità di essere così indipendenti. E vi promettiamo di offrirvi ancora numeri e analisi, di cercare di svolgere la funzione di “cane da guardia” sull’operato del governo, chiunque sia al potere, anche negli anni che verranno. Potremo fare poco, ne siamo consci, con le nostre limitate risorse, ma ci illudiamo che anche quel poco non sia inutile.

(1) Si veda, ad esempio, l’articolo dei Ministri Bossi e Tremonti apparso il 20 febbraio 2008 sulla Padania. Titoli e toni da apocalisse: "La Globalizzazione fa esplodere il carovita"… "vivere sarà sempre più caro".  Peccato che poche righe più sotto i due Ministri lamentino il fatto che "la nuova auto indiana costa solo 1700 dollari… produrla da noi porterebbe in galera per violazione delle norme sociali". Bene che si mettano d’accordo: la globalizzazione fa aumentare o riduce i prezzi?  Incidentalmente il testo dimostra come non avessero, anche a quella data, capito le fonti della crisi dei mutui, attribuita alla globalizzazione e non a un difetto di regolazione dei mercati finanziari americani.

Foto: elaborazione grafica di Elena Amanzio.

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Leggi anche:  No, la Rai non è la Bbc*

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24 commenti

  1. Franco Benoffi Gambarova

    Auguri. E "grazie di esistere". Effettivamente Voi siete una lodevole vox clamans in deserto. Non curateVi delle critiche di Tremonti e proseguite nel propalare le verità. Grazie anche perchè date voce ai lettori: non tutti i commenti sono alla Vostra altezza, ma stanno a significare che siete uno stimolo a pensare, anche se è ovvio che ognuno ragiona come può, talora condizionato dalla sua appartenenza ad una scuola di pensiero che crea il gregge. La Vostra "voce ai lettori" è più generosa di quella dei quotidiani, forse anche di quella del mio amato Ilsole24ore, che vive un revival oggi che è curata da Salvatore Carrubba. Ma non voglio sconfinare. Lodo per esempio il commento critico alle limitazioni della Tremonti Ter, quella che ci consente di comprare carriole e cartucce toner, ma non computers, camions ed automobili, queste ultime strumento essenziale per le aziende e per i loro venditori, per non parlare degli agenti di commercio. Grazie ancora, buona fortuna per il bene dell’Italia. Franco Benoffi Gambarova. p.s. sì, sono stato il candidato Presidente della provincia di Lecco, con la lista "Provincie? NO grazie". Pochi mi hanno capito, ahimè

  2. Riccardo Colombo

    Sono da poco tempo un vostro lettore. Apprezzo molto il contenuto dei vostri articoli e le vostre proposte, anche se non sempre le condivido pienamente. Penso che siano da ampliare le informazioni sulla struttura industriale del nostro paese e indicazioni in merito a possibili politiche industriali. Grazie e congratulazioni

  3. ia

    Grazie per il vostro lavoro… siete fondamentali. Buon lavoro!

  4. Matteo Sandrini

    Tanti auguri da un giovane lettore ormai affezionato a questa ottima fonte di informazione. Complimenti a tutta la redazione e grazie per il vostro lavoro!

  5. Giovanni Roncuzzi da Ravenna

    Vi leggo sempre con molto piacere. Continuate così. Grazie.

  6. Andrea Giannuzzi

    Tanti auguri a questa lodevole quanto utile iniziativa: senza di voi sarebbe molto più difficile interpretare l’Italia che ci circonda.

  7. Corvino Gerardo

    Auguri di buon compleanno! Chè possiate mantenere sempre la schiena dritta e illuminare con le vostre analisi i lettori! Che trionfi sempre la verità anche se questa brucia!

  8. Carlo Cipiciani

    Sono 7 anni che vi seguo. Siete una continua fonte di riflessione ed apprendimento. Siete indipendenti, avete criticato nel merito tutti ogni volta che lo avete trovato giusto. Vi si può solo chiedere di continuare e ringraziarvi.

  9. Federico

    Leggo: "le nostre critiche sono sempre costruttive". Sinceramente a me ogni tanto (spesso) le vostre critiche sembrano provocatorie. Non ricordo un post che apprezzi una virgola dell’operato dell’attuale governo. Con il risultato che poi la scienza a cui fate riferimento può sembrare ‘biased’, e la vostra credibilità può risentirne. questa vuole, naturalmente, essere una critica costruttiva. Tanti auguri a lavoce.info!

  10. Giovanna

    un pò in ritardo… AUGURI!!!

  11. bellavita

    Auguri biblici di 70 volte 7, e grazie di quel che fate. Eccezionale la trovata "300 parole" il cui metodo dovrebbe diventare materia di insegnamento nei licei. Un suggerimento, ahimè laborioso e complesso. In tempi di tagli, calcolare il costo delle strutture burocratiche nazionali che sostanzialmente duplicano funzioni regionali e europee. Allargare le cometenze della conferenza stato/regioni e chiudere 200 direzioni generali di ministeri quanto ci farebbe risparmiare? Per tacere del tempo che farebbe risparmiare. Quanto pesa sulla burocrazia totale quella centrale della Germania, nata federale? Magari potreste mandare il conto della ricerca a Bossi.

  12. luigi zoppoli

    Indipendentemente dal concordare, la Voce è una palestra di idee ed una credibile fonte di informazioni. Di questo vi va dato volentieri pienamente atto. E la costruttività delle critiche è incontestabile anche se non avete risparmiato neppure uno dei provvedimenti messi in piedi (si fa per dire) dal governo. E d’altronde la pretesa che la costruttività dipenda dall’aver valutato positivamente qualche provvedimento, connota tipicamente chi si "informa" su TG4. Avanti così e grazie per il tempo che dedicate a La Voce. luigi zoppoli

  13. Francesco Bonazzi

    Grazie per quello che fate e come lo fate!

  14. AMSICORA

    Un unico appunto: Lavoce.info è, per dirla con un eufemismo, non pregiudizialmente ostile ai governi di sinistra, sia a livello nazionale che locale.

  15. Davide Prandi

    Esprimo tutta la mia gratitudine per il lavoro impeccabile che producete. Vi incoraggio ad andare avanti e a rendere sempre piu’ stabile questa risorsa. Mi permetto di darvi qualche suggerimento rispetto al sito web: 1) introdurre altre modalita’ di pagamento (una su tutte: PayPal! E’ gratis e usatissimo nel web) 2) date un occhiata al progetto MIRO’ . Chi ha orecchi per intendere…. 3) Tra i vari argomenti: apriamo un file per l’ ICT. E’ un tema in cui paghiamo un gap enorme con gli altri paesi. Bisogna parlarne perche’ e’ cross-cutting. Buonissimo compleanno!

  16. corrado badino

    Forse è pura utopia, ma non si potrebbe “utilizzare” un canale del digitale terrestre con i vostri commenti? Sarebbe una “boccata di ossigeno” in questo gas di banalità e superficialità che la TV in quasi la sua totalità ci propina.
    Pazza idea! O sogno, appunto……….

  17. Armando Pasquali

    Una volta qualcuno scrisse che coloro che parlavano di rivoluzione e di lotta di classe prescindendo dalla realtà quotidiana stavano parlando con un cadavere nella bocca. Come l’economia oggi. Che prescinde da tutto ciò che è importante per l’uomo. Che assiste indifferente alla distruzione dell’ambiente. Che non si occupa di nulla di ciò che veramente conta: la coesione sociale, i rapporti fra le persone, la felicità. L’economia forse non è una scienza. Di sicuro è ormai un cadavere. Non avere neanche lontanamente previsto la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni è la mancaza meno grave di cui la si può imputare.

  18. carmelo lo piccolo

    Tanti cari auguri per l’anniversario della Vostra rivista e complimenti per l’autorevolezza ed il prestigio che avete raggiunto.

  19. Giuseppe Caffo

    Personalmente non credo che la funzione degli Economisti sia quella di predire il futuro,e nemmeno quella di fare i cani da guardia.Potrebbero impegnarsi certo molto di più per analizzare e capire la realtà attuale,come e perchè siamo arrivati al punto in cui siamo. Condivido che l’economia è una disciplina (scienza non mi piace) più che mai vitale, e ancor di più lo sarebbe se spiegasse meglio a noi profani cosa succede e perchè.

  20. Michele

    Congratulazioni! Per l’impegno di tutti i collaboratori di La Voce, che, disinteressati, dedicano tempo e risorse extra per fare da "guardiano" ai governi italiani e agli interessi di parte. Sono contento di notare che negli ultimi anni molti di La Voce sono "usciti" dal sito web, per apparire in TV. Questo e’ motlo importante e credo che rappresenti il futuro di questo "sito" e del suo mandato originale. Cioe’, nel futuro occorre sensibilizzare ed educare sempre piu’ il cittadino "comune" su temi socio-economici e politici, occorre coinvolgere altre organizzazioni (per esempio, associazioni di consumatori) e parti della societa’ civile italiana nelle vostre iniziative e denunce. Solo cosi’ le tanto attese riforme della societa’ e economia italiana potranno condivise e accettate da piu’ parti anche a patto di costi di transizione, e queste riforme avranno piu’ possibilita’ di essere adottate dal governo del momento. Grazie ancora!

  21. Dario Gallo

    Tanti Auguri per i 7 lunghi anni, e grazie per la serietà , la professionalità e l’impegno che traspare da ciascuno dei Vs. articoli.

    Viva l’informazione seria e consapevole del proprio ruolo.

  22. Pomini Luca

    Solo un grosso grazie, per tutto e a tutti.

  23. Antonio Sechi

    Complimenti da un affezionato lettore e sostenitore.

    Buon lavoro!

    Antonio Sechi

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