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  1. Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
    Se non si distrugge la struttura corporativa in cui è ingabbiato il paese non ne usciremo mai fuori, chi è dentro le corporazioni ha tutto ed è bello vivere in Italia, chi è fuori (la maggior parte) non ha e non avrà mai nulla, parte da zero e resta a zero e cosi i suoi figli e nipoti, destino ineluttabile certo, cosa fare per spezzare questa struttura?fare leggi che tolgano poteri alle caste,che diano possibilità a tutti per esempio di svolgere una certa professione, invece anche il governo attuale ha fatto di tutto per mantenere intatta la struttura corporativa che rappresentala parte ricca del paese, quindi intoccabile, e infatti non l'hanno toccata!
  2. Dario Rispondi
    Anch'io sono nella situazione da lei citata. Nessun aiuto, nessuna solidarietà in questo paese che non cresce anche perché non guarda alla sua parte più debole e indifesa. Carissimo sarebbe necessario scendere in piazza, gridare forte la nostra sofferenza in un silenzio assordante, purtroppo non ho caschi da sbattere ne bandiere da sventolare. Ci rimane la nostra grande dignità e la triste consapevolezza di vivere in un paese "strano" ed egoista! La saluto e le auguro tanta serenità.
  3. Dario Rispondi
    L'italia non cresce anche per questo
  4. Dario Rispondi
    58 anni e nessun aiuto...e con tanti anni di contributi. Sarò ingenuo, ma Vi chiedo come fa un paese a dare un sussidio di 20.000 euro al mese ai piloti di alitalia, oppure 5.000 per dir poco di vitalizio dopo due legislature regionali, o anche 500 euro ai giovani 18enni anche se figli di milionari o dirigenti statali e ad altri nulls...pur avendo anni e anni di contributi sulle spalle.....che paese è questo? eppur c'e' qualcuno che dice che tutto va bene...
  5. masafuera Rispondi
    Nulla di nulla per gli altri, senza diritto al lavoro né alla vita, i disoccupati ultracinquantacinquenni, senza reddito, che finiscono in strada, si ammalano, vengono umiliati in ogni modo possibile, senza solidarietà.
    • Dario Rispondi
      Anch'io sono nella situazione da lei citata. Nessun aiuto, nessuna solidarietà in questo paese che non cresce anche perché non guarda alla sua parte più debole e indifesa. Carissimo sarebbe necessario scendere in piazza, gridare forte la nostra sofferenza in un silenzio assordante, purtroppo non ho caschi da sbattere ne bandiere da sventolare. Ci rimane la nostra grande dignità e la triste consapevolezza di vivere in un paese "strano" ed egoista! La saluto e le auguro tanta serenità.