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  1. Pif Rispondi
    La questione è complessa e direi multi-dimensionale. Indubbiamente c'è una scarsa necessità di formazione qualificata vista la dimensione media delle nostre imprese e la scarsa ricerca. Secondo c'è un forte scollamento tra università e lavoro, le università tendono a dare una formazione a volte troppo teorica e poco orientata alla realtà lavorativa corrente con conseguente delusione da entrambe le parti. Faccio un esempio, io sono laureato in ingegneria, la formazione di base dell'univeristà è di tipo progettista, mentre nella realtà serve l'ingegnere poli-funzionale con competenze economiche, di marketing eccc, insomma non c'è molto matching. Inoltre il mondo del lavoro cambia molto più rapidamente di come si adeguino i programmi, ci vorrebbe molta più integrazione. Quindi le riforme dovrebbero essere molto più concertate tra scuola e mondo del lavoro per far adeguare i due mondi meglio. Infine se vedete i personaggi che hanno riscosso maggior successo nel business tecnologico in USA ( Apple Facebook, Microsoft) , quasi tutti non sono laureati....
  2. Andrea Rispondi
    Secondo la mia personale opinione di questa situazione ne è stata complice anche la riforma universitaria 3+2 che ha avuto i seguenti effetti: 1) declassamento del titolo di diploma di scuola secondaria superiore: assurdo; 2) devastazione sulle stesse richieste di lavoro : l'eccessiva spinta verso la competizione sul titolo di studio ha portato al paradosso secondo cui, data la poca disponibilità di lavoro, soltanto i più qualificati accedono al mondo del lavoro: ormai però non basta più la laurea ma sul curriculum servono corsi aggiuntivi, master, specializzazioni : quando questi non sono richiesti viene richiesta l'esperienza, ma chi ti assume se esci dall'università a 25 anni non avendo mai lavorato prima? 3) conseguente e pauroso innalzamento dell'età media nel mondo del lavoro, dai 18 anni di 30 anni fa ai 27-28 di ora; 4) dalla competizione squilibrata sul titolo di studio è cambiata anche l'offerta lavorativa, non si assume per formare ma si assume soltanto se già formati e con esperienza, è proprio dopo la riforma universitaria che via via sono spariti i corsi di formazione post-assunzione .
    • bob Rispondi
      ..per dirla con una battuta si è passati dal "pezzo di carta" ai " pezzi di carta" questa è la cultura di fondo che si porta dietro questo Paese. La cultura è una cosa l' istruzione- certificata è altra cosa. Un sovrapporsi di scuole, corsi specializzazioni impostate con l'unico scopo di di creare posti fittizi che non solo disorientano ma sono inutili e fanno perdere tempo ....una delle cause perchè si arriva tardi nel mondo reale del lavoro. Siamo il Paese dei timbri, del biglietto da visita con Prof. Dott. S.E. siamo il Paese dove 1% dell'aziende usa Internet, siamo il paese che non conosce cosa sono i CV , siamo il Paese che rilascia Certificazioni di Qualità ad aziende che rispondono ad una e-mail dopo 15 giorni, siamo quelli dei 20 licei scientifici con o senza latino, siamo il Paese con 8000 partecipate pubbliche dove certamente non serve merito, cultura o competenze ...siamo il Paese che nel 2015 si permette di avere ancora una "plebe" analfabeta nell'ordine del 10-15 %. Se questo è il "brodo" di cosa parliamo?
  3. Antonio orazi Rispondi
    l'errore di fondo, tipico di professori, che pensano soltanto all'insegnamento e non all'apprendimento, porta a confondere "capacità possedute (livello di istruzione)" con le reali competenze; l'overeducation c'è soltanto sulla carta...
  4. sandro urbani Rispondi
    sono state scritte intere biblioteche sulla assoluta necessità che per il pieno sviluppo dell'economia italiana sia assolutamente necessario aumentare in maniera esponenziale il numero dei laureati e diplomati ; e allora ?...