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  1. marcello Rispondi
    Senza dubbio una riforma dell'IRPEF è necessaria, non solo per le distorsioni che evidenziate e perchè a essa si agganciano le tasse locali, indegne e fuori controllo, ma soprattutto perchè è diventata una tassa sul lavoro e pensioni che costituiscono l'87% della base imponibile. Nel frattempo, la ricchezza delle famiglie italiane è cresciuta, e soprattutto si è modificata la composizione. L’indice di concentrazione del reddito di Gini ha raggiunto lo 0,34 del 2012. L’indice di Gini della ricchezza mostra una crescista continua fino a 0,64 nel 2012.Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 46,6% della ricchezza netta familiare totale. La concentrazione della ricchezza finanziaria è ancora più elevata attestandosi attorno allo 0,74, mentre cla concentrazione delle passività finanziarie è allo 0,93. L'indice di di concentrazione di Gini misurato sui redditi familiari del 35,6%. Quindi 2 milioni di famiglie, cioè 5 milioni di italiani su 60, posseggono 4.000 miliardi di euro. Ora anche considerando un 10% di ricchezza evasa all'estero, non sarebbe il caso di introdurre una seria patrimoniale come in Francia sopra il milione di euro communque e ovunque detenuto? Non si rischia di concentrarsi sulla pagliuzza e non vedere la trave?
  2. Luigi Calabrone Rispondi
    Come al solito, su questo sito la materia delle aliquote viene trattata accademicamente, trascurando che alle aliquote statali si assommano quelle regionali e comunali. In tal modo, quando si scrive 42%, si deve intendere 44%, eccetera. Probabilmente, chi scrive non fa la denuncia dei redditi personalmente, o si fida alla cieca del lavoro del commercialista. Occorre più concretezza quando si parla di numeri. Inoltre, manca qualsiasi accenno alle soluzioni adottate in qualche paese significativo d'Europa, con cu per il resto dobbiamo confrontarci. Mi piacerebbe maggiore precisione e concretezza.
  3. sandro Rispondi
    Dopo l’articolo sul contratto a tutele crescenti di Tito Boeri su lavoce.info, arrivato al Jobs Act, pure questo articolo è destinato a un esito storico. Il Governo Renzi, carente di idee, trova in questa proposta la migliore e più articolata alternativa del momento, al progetto di Matteo Salvini sulla flat tax. Il rottamatore / innovatore Matteo Renzi di certo non si lascerà suggerire la riforma fiscale da un altro rampante quarantenne in carriera, come Matteo Salvini. Né un governo di sinistra può proporre una flat tax iniqua e non progressiva, o copiare una cosa inventata dalla destra di Reagan ormai 40 anni fa.
  4. IC Rispondi
    Il tema affrontato è molto complesso e in genere poco conosciuto. Condivido alcune delle considerazioni degli autori. Ad es. che le aliquote effettive della tassazione su redditi e capital gain negli investimenti finanziari possono risultare enormemente superiori a quelle apparenti (26% e 12,5%). Basta pensare alle limitate possibilità di compensazione con le perdite in relazione alle diverse tipologie di strumenti finanziari e dei rapporti con più intermediari finanziari, agli archi temporali concessi per queste compensazioni e al fatto che le perdite devono precedere almeno di un giorno i guadagni Le perdite non possono essere compensate con cedole e dividendi. Vi sono poi altre imposte (come ad es. i bolli) e costi e commissioni caricati dalle banche che non riientrano nel computo dei guadagni. Migliaia di piccoli risparmiatori sono stati coinvolti nel default dei bonds argentini con perdite per loro assai rilevanti che non sono riusciti a compensare con guadagni o con cedole di BTP italiani. Anzi nel caso dei BTP acquistati sopra la pari non è ammessa la compensazione della perdita alla scadenza con le cedole incassate. Chiediamo quindi al Fisco di allargare la possibilità di compensazione fra guadagni e perdite. Quando sento i sindacalisti che si lagnano per la tassazione dei redditi finanziari chiedendo per equità aliquote molto superiori sono in dubbio fra attribuire queste tesi alla loro ignoranza o alla malafede