LUNEDì 2 MARZO 2026

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Le scelte economiche? Dettate dai valori culturali

Quale ruolo giocano i valori culturali nelle decisioni economiche individuali? Sono certamente importanti. A confermarlo è una analisi delle scelte di lavoro delle donne immigrate in Italia. Forte la relazione con la condizione femminile nel paese di origine, soprattutto se si conta di ritornarci.

Epatite C: ma i farmaci posso essere decisivi

L’adozione di stili di vita salutari va sempre incoraggiata e l’articolo di Alberto Donzelli bene fa a sottolineare quali sono le strategie da adottare per preservare la salute del fegato, aggiungendo un ulteriore elemento alla discussione sull’approccio all’epatite C che nel nostro articolo era incentrata sulle terapie farmacologiche e sulla loro sostenibilità.
Riguardo ai farmaci, l’articolo di Donzelli indica correttamente come l’efficacia dei nuovi antivirali contro l’epatite C non sia dimostrata su esiti clinicamente rilevanti (in questo caso mortalità, cirrosi o tumori epatici), come sarebbe indubbiamente preferibile, ma sia per ora dimostrata solo in termini di risposta virologica. Va tuttavia sottolineato che diversi studi (metanalisi e singoli studi osservazionali) che riguardano i trattamenti antivirali disponibili fino ad un anno fa – meno efficaci di quelli attuali nell’annullare la viremia – hanno evidenziato che la risposta virologica ottenuta è associata a una riduzione dell’evoluzione della malattia e della mortalità, soprattutto nei pazienti con danno epatico. È estremamente probabile quindi che i pazienti attualmente trattati, e cioè quelli con danno epatico in atto, potranno evitare una ulteriore evoluzione della malattia grazie ai nuovi trattamenti. L’eliminazione del virus in questi pazienti riduce inoltre la possibilità di una sua ulteriore diffusione. La stessa Organizzazione mondiale della sanità, sulla base di un’analisi delle prove disponibili, ha incluso tutti questi farmaci nella sua lista dei farmaci essenziali, cioè quelli che dovrebbero essere disponibili ai sistemi sanitari di tutti i Paesi (indipendentemente dalle capacità di acquisto); questo nonostante i prezzi attuali di questi farmaci siano elevatissimi.
In questo senso pensiamo che sarebbe auspicabile un progressivo accesso ai nuovi farmaci per un maggior numero di pazienti rispetto ai 50 mila attualmente previsti per l’Italia perché, pur in assenza di dati epidemiologici precisi, si stima che siano in diverse centinaia di migliaia i pazienti positivi al virus dell’epatite C che hanno già danni epatici in evoluzione, per i quali l’adozione di stili di vita salutari non potrà bastare. Siamo invece d’accordo che attualmente non è opportuno pensare a un (oneroso) screening di massa perché molte persone che sono positive al virus senza avere danni epatici non avranno nessuna evoluzione della malattia.
A nostro giudizio è lodevole (di più, è fondamentale) mantenere un approccio critico nel valutare l’efficacia e il valore aggiunto delle nuove terapie; tuttavia, per i motivi illustrati, l’efficacia clinica dei nuovi antivirali contro l’epatite C non va negata o ridimensionata. Sarebbe piuttosto necessario rendere l’accesso a questi farmaci possibile per un più ampio numero di pazienti, in base a criteri che devono essere rigorosamente definiti, favorendo una decisa riduzione dei loro prezzi.

Lo zombie-ponte sullo Stretto di Messina

È stupefacente come certi zombie ritornino a infestare le notti e i giorni dei cittadini italiani già stremati da una crisi che solo ora accenna a placare il suo vento mefitico. Come le rime secondo Montale gli zombie “battono alla porta e insistono”. Uno di questi zombie è il Ponte sullo Stretto, che una mozione parlamentare del Nuovo centro destra, votata anche da deputati del Pd, vorrebbe far rivivere. Delle rime diceva Montale che “sono più noiose delle dame di San Vincenzo” e che “respingerle è impossibile”. Ma anche che “il poeta decente le allontana, le nasconde, bara, tenta il contrabbando”. Per fortuna, il ministro Delrio ha fatto il poeta decente e ha allontanato subito lo zombie-ponte, dicendo che non è tra le priorità e che si riserva di valutare i costi e i benefici di quel progetto se e quando qualcuno riproporrà quel progetto sul tavolo del governo. Sembra altamente probabile che, se la proposta dovesse essere quella votata – un ponte solo ferroviario – la differenza tra costi e benefici sarebbe ancora più abissale di quella che ha fatto accantonare il ponte sia ferroviario che stradale: una inutilità così enorme e così manifesta che dovremmo dormire sonni tranquilli. Ma si sa: “le pinzochere ardono di zelo e prima o poi (rime e vecchiarde) bussano ancora e sono sempre quelle”. C’è da scommetterci che sarà così anche per lo zombie-ponte.

La mina della secessione catalana disinnescata dal buon senso

L’esito del voto catalano non risolve nulla. I secessionisti hanno vinto per numero di seggi, è vero, ma non per voti: non hanno ottenuto quel plebiscito cui aspiravano e di cui avevano bisogno (e che pure, a elezioni concluse, quotidiani del calibro del New York Times continuano ad accreditare.

Il Punto

Quella appena arrivata a compimento è una riforma fiscale poco ambiziosa. La legge delega mirava a più equità, certezza e semplificazione. Con i decreti attuativi l’equità è stata messa da parte stralciando la riforma del catasto, base di una tassazione immobiliare equilibrata. Risultati più concreti su certezza e semplificazione: migliora il dialogo tra stato e contribuente e si chiarisce meglio che cos’è elusione.
È servita quest’anno a risollevare il mercato del lavoro. Ora la decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato verrà rinnovata ma non si sa come. Solo per il Sud? Solo per le donne? Per tutti, ma meno generosa? Di sicuro, per evitare il ritorno in auge del lavoro precario, deve rimanere un incentivo ad assunzioni senza limite di tempo. E conta anche che le politiche attive del lavoro non diventino uno spreco di risorse. In particolare il voucher di ricollocazione, introdotto dal Jobs act, destinato al reinserimento professionale di chi è stato licenziato. Si può prendere esempio dalla Lombardia, dove la Dote unica del lavoro (Dul) dà risultati misurabili e valutabili.
Grazie anche a Expo e al meteo, riparte il turismo in Italia. Di quanto cresca difficile a dirsi con precisione. Prendono sempre più piede forme alternative di prenotazione (attraverso siti internazionali), di alloggio (B&B, spesso non in regola), di trasporto (Blablacar, car sharing, Uber) che le statistiche faticano a rilevare.
Voci autorevoli (Amnesty, The Economist) suggeriscono di depenalizzare la prostituzione, anche per i clienti. In effetti una ricerca mostra che le politiche proibizioniste aumentano i rischi di chi vende prestazioni sessuali. E rende più difficile la lotta alla tratta e allo sfruttamento dei minori.
Spaventato dalle conseguenze economiche della secessione, una parte dell’elettorato moderato catalano ha voltato le spalle al fronte indipendentista. Una Lettera da Barcellona spiega che adesso diventa più facile un compromesso con Madrid.
Una precisazione di Stefano Sacchi e Filippo Taddei all’articolo di Vitalba Azzollini sui congedi parentali

La riformetta fiscale

Con l’approvazione degli ultimi cinque decreti attuativi si è concluso il lungo cammino della riforma fiscale. Ma possiamo dire che il sistema tributario è stato riformato? Per l’equità, pesa il mancato intervento sul catasto, mentre su certezza e semplificazione qualche miglioramento è arrivato.

La decontribuzione che verrà *

La conferma della decontribuzione per i contratti a tempo indeterminato sembra possibile. Ma in che forma? Per renderlo il contratto prevalente nel mercato del lavoro, è necessario che diventi meno costoso di quello a tempo determinato. In campo anche l’ipotesi di rinnovo solo al Sud o per le donne.

Una dote da imitare per il contratto di ricollocazione

Il contratto di ricollocazione è una delle principali novità del Jobs act. Per capire se funzionerà, si può guardare all’esperienza della dote unica del lavoro della Lombardia, che ha dato buoni risultati. La “presa in carico” resta il nodo da risolvere. Controlli e priorità dei servizi pubblici.

Nel turismo anche i dati vanno in vacanza

La sensazione è che il turismo sia in ripresa. Peraltro i flussi dei visitatori stranieri non si sono mai fermati, erano gli italiani ad aver ridotto drasticamente le vacanze. È però difficile certificare la crescita con i dati, anche perché si tratta di un settore in piena trasformazione.

Dalla parte delle prostitute

Ha destato scalpore la risoluzione di Amnesty International a favore della totale decriminalizzazione della prostituzione. Ma i dati mostrano che la criminalizzazione del fenomeno peggiora la situazione delle prostitute. Più difficile anche la lotta contro la tratta e lo sfruttamento dei minori.

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