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  1. Marco La Colla Rispondi

    Volevo aggiungere alcune considerazioni all'intreressante articolo di Guido Signorino. Attualmente l'attraversamento dello stretto in periodi normali dura circa mezz'ora, utilizzando i traghetti delle compagnie private. Il tempo di mangiarsi un'arancina, bersi un caffè e sgranchirsi un po' le gambe.Col ponte si risparmierebbero una ventina di minuti, ma il camionista o l'automobilista li perdono comunque ad ogni fermata all'autogrill per uno spuntino e per il pieno. Tale risparmio di tempo non giustificherebbe una costruzione così costosa. Ma il vero risparmio di tempo si avrebbe nel traghettamento dei treni! Attualmente, tra l'arrivo a Villa San Giovanni in Calabria e la partenza da Messina per Palermo o Catania, passano quasi tre ore, dovute alla difficoltà del caricamento e scaricamento dei vagoni sui traghetti. Sono stati spesi tanti miliardi di euro per guadagnare un'ora tra Milano e Roma e non se ne possono spendere una decina per risparmiarne quasi tre tra Roma e Palermo? Molta gente viaggia ancora in treno tra la Sicilia ed il "continente" e moltissima in più ne viaggerebbe se si accorciassero drasticamente i tempi di percorrenza.

  2. antonio petrina Rispondi

    Anch'io ero favorevole, ma dopo il no alle olimpiadi di Roma, non può "lo Stato buttar soldi dalla finestra" (Einaudi) per cui, pur con tutti i gap infrastrutturali da colmare, il nostro paese non può imbarcarsi in un'altra opera senza fine ( SA/RC docet!), per giunta carente nei requisiti richiesti ,per cui meglio farne a meno è scelta saggia, che approvare un progetto carente!

  3. marco Rispondi

    Il Ponte sullo stretto è un'opera chiaramente inutile un regalo da fare ai soliti noti e alla delinquenza organizzata-L'Alta velocità è costata 4 volte il preventivato- Per esperienza penso possiamo dire che i preventivi di spesa, stando alle leggi attauli non siano molto affidabili visto il serio problema di corruzione che l'Italia ha- E se noi questi soldi li spendessimo in opere utili? Se mettessimo a norma antisismica gli edifici pubblici e puntassimo sul risparmio energetico in modo da generare un pesante risparmio sulle spese ordinarie nei prossimi decenni? Se investissimo nelle autostrade informatiche con sicuro ritorno? Se potenziassimo finalmente il trasporto su rotaia delle merci togliendo un po' di camion dalle strade? Se li usassimo per produrre enrgia pulita sulle autostrade installando pannelli fotovoltaici e riammodernando le stesse rendendole più sicure?

  4. Francesco Laudani Fichera Rispondi

    Premetto che sono favorevole al ponte, ma, solo, dopo un attento studio sismico e idrogeologico (comprese le delicate zone adiacenti utilizzate per cave, discariche,ecc.); la sostenibilità economico-finanziaria è un discorso un po' lungo da non finalizzare al ponte in sè, ma allo sviluppo dell'intera macro regione siculo-calabra, da omettere per il momento. L'unico dato certo di un progetto "definitivo" è quello di accaparrarsi il 10% dell'importo contrattuale (capitolato generale) più le spese (progetto, indagini geognostiche, espropri e balletti vari). Già da alcuni anni, prevedevo, senza doti di mago, che il costo effettivo del ponte sarebbe stato di 1 miliardo di euro. Mi sembra che ci siamo. il resto delle analisi tecnico-economico-ecologiche sono esercizi di pura scuola teorica: il ponte ha già prodotto quello che doveva produrre. Possibilmente, fra qualche anno, qualche magistrato ci dirà di più, ma la prescrizione avrà fatto il suo corso. Distinti saluti