SABATO 16 MAGGIO 2026

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​Le regole di scrittura di Umberto Eco​

Un buon modo per ricordare Umberto Eco, con il rimpianto di aver perso un grande intellettuale rigoroso e ironico allo stesso tempo, è leggersi queste sue 40 regole di scrittura, divertenti ma anche assolutamente serie. E soprattutto cercare di applicarle. Noi ci proviamo!

Il Punto

Uno dei progetti su cui Matteo Renzi ha investito molto capitale politico nei suoi primi due anni è la riforma della scuola. Sulla quale per ora il giudizio rimane sospeso. Sono aumentate le risorse ma gli effetti del cambiamento devono ancora manifestarsi. Di sicuro rimangono da sciogliere alcuni grovigli: dalla redistribuzione degli insegnanti sul territorio al processo di valutazione degli istituti. Per promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro il governo si è mosso nella direzione giusta, ma con provvedimenti di modesta portata. Ci vorrebbero più asili e vantaggi fiscali. Intanto il tasso di occupazione femminile rimane al 47 per cento dal 2000 e il gender gap è tornato a salire. Per l’occupazione, archiviati numeri soddisfacenti per il 2015, il dimezzamento degli incentivi nel 2016 apre scenari molto diversi da qui al 2018. Il rischio è che le tante assunzioni di oggi si sgonfino come una bolla. Oppure potrebbe consolidarsi la trasformazione dei precari in occupati di lungo termine. Solo così – con lo scenario virtuoso – il Jobs act sarà stato un successo.
Al summit di Bruxelles si discute e ci si scontra sull’accoglienza dei rifugiati. Viene fuori un’Europa stretta tra princìpi di solidarietà affermati solennemente e disponibilità inadeguata (o vero e proprio rifiuto) degli stati di fronte all’emergenza infinita dei disperati in fuga da guerre e persecuzioni.
Cosa c’è in comune tra le (brusche) uscite degli amministratori delegati di Generali e Luxottica? Un modo di gestire il governo societario che rischia di allontanare gli investitori internazionali. Opaco in un caso, padronale nell’altro.
Stavolta l’Italia ha uno dei migliori posti in classifica: nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nell’efficienza energetica. Consumiamo meglio e meno. Soprattutto grazie alla recessione, molto più pesante da noi che altrove. Se l’economia riparte (come ci auguriamo!) ci sarà da mettersi sotto per mantenere le posizioni acquisite. M’illumino di meno, ma solo per ora.

Una precisazione del Gruppo Generali all’articolo di Salvatore Bragantini con risposta dell’autore.

Troppe procedure intrappolano la “Buona scuola”

Sulla “Buona scuola” sono ancora tante le questioni da risolvere. Troppo presto per fare un bilancio, ma c’è il rischio che le scuole si trovino intrappolate in un processo molto complesso. E che le procedure sottraggano risorse all’obiettivo di innalzare la qualità dell’apprendimento degli studenti.

Il lavoro delle donne nell’era Renzi

Il governo ha adottato una chiave di lettura corretta degli ostacoli al lavoro femminile e di come superarli. E dunque è intervenuto con gli incentivi sul lato delle imprese e con l’estensione del congedo parentale su quello delle famiglie. Ma ci sono ancora elementi critici, dal fisco ai servizi.

Quattro scenari per l’occupazione*

Nel 2015 l’occupazione in Italia è cresciuta. Soprattutto sono aumentate le posizioni a tempo indeterminato. Merito anche della decontribuzione. Per il 2016 logico attendersi un consolidamento del livello raggiunto. Ma cosa succederà quando gli incentivi termineranno? Quattro possibili scenari.

Risposte pericolose alla crisi dei rifugiati

Di fronte alla crisi dei rifugiati, l’Europa è riuscita solo a decidere un meccanismo di solidarietà per la redistribuzione di queste persone nei vari paesi UE. Ma l’attuazione del piano procede con grande lentezza. Intanto, però, circolano idee pericolose su possibili soluzioni dell’emergenza.

Il brusco addio all’Ad

Bruschi addii ai vertici di Generali e Luxottica: lasciano gli amministratori delegati. Le cause sono oscure nel primo caso, come è tradizione a Trieste. Sono invece chiare per quanto riguarda Luxottica, dove siamo al terzo cambio in pochi mesi. A soffrirne è l’immagine italiana nel mondo.

Mi illumino di meno. E anche meglio

L’Italia è sul podio internazionale per uso di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Alla vigilia dell’iniziativa “M’illumino di meno” pare che il nostro paese si illumini anche meglio. I numeri però vanno letti con attenzione. E soprattutto vanno resi sostenibili, finanziando la ricerca.

Il Punto

Continuiamo ad analizzare i primi due anni del governo Renzi. In realtà l’anno degli interventi importanti sul mercato del lavoro è stato il 2015, sul quale ci sono freschi freschi i dati Inps. Le 600 mila assunzioni nel privato, prevalentemente a tempo indeterminato sono in buona parte effetto del Jobs act e della decontribuzione per i nuovi assunti (con i risultati visibili nel grafico pubblicato qui). Rovescio della medaglia: la crescita economica (0,7 per cento) rimane tra le più basse d’Europa e quest’anno la decontribuzione non c’è quasi più. Sulla concorrenza il governo aveva presentato subito un disegno di legge (in attuazione di una legge del 2009 rimasta lettera morta sotto Berlusconi, Monti e Letta). Poi però il ddl, il cui iter parlamentare è ancora in corso, ha perso i pezzi sotto i colpi delle lobby. Mentre lo sviluppo della banda larga sembra decollare dopo diversi cambi di programma. Risultati a metà anche sulla promessa diminuzione di tasse. Il bonus di 80 euro, la decontribuzione temporanea sulle assunzioni a tempo indeterminato, l’abolizione della Tasi sulla prima casa sono tagli veri ma poco coerenti tra loro e fatti in deficit sotto la coperta delle clausole di salvaguardia. Sui beni culturali i fiori all’occhiello del biennio sono il progetto Pompei e 20 nuovi direttori di musei dotati di ampia autonomia. L’inversione di tendenza si scontra però con l’esiguità degli interventi (rispetto al patrimonio archeologico e artistico da gestire) e – in modo meno visibile – con una poco meritocratica assegnazione dei fondi per lo spettacolo. Mentre il Parlamento discute una revisione della legge sullo scioglimento dei comuni per mafia, vale la pena ricordare gli effetti dei commissariamenti compiuti: riduzione di spese, selezione più dignitosa della classe politica, punizione elettorale dei partiti coinvolti, influenza positiva sui territori limitrofi.

Meno precari, ma la crescita è ancora un problema

Uno degli obiettivi del governo era ridurre la precarietà. E i dati dell’Inps ci dicono che nel 2015 è in effetti diminuita. In ogni caso, un aumento dell’occupazione dello 0,5 per cento con una crescita economica dello 0,7 non è da buttare. Perché il male italiano resta sempre la ripresa debole.

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