GIOVEDì 19 FEBBRAIO 2026

Lavoce.info

Al voto, al voto

La campagna elettorale proporzionalista ha potuto dispiegare tutte le sue incredibili promesse perché la situazione di economia e finanza pubblica è migliore rispetto a quella del 2013. Un miglioramento che ci consente oggi di votare con maggiore serenità. Con un occhio a non sprecare i risultati ottenuti.

Quando la valutazione è al servizio dei cittadini

La valutazione delle politiche pubbliche dovrebbe essere una fonte di informazione chiave per i cittadini. Tanto più quando ci si appresta a eleggere un nuovo parlamento. L’Italia è ancora indietro in questo campo. Ma si vedono segni di miglioramento.

Il Punto

Durante la campagna elettorale, in quasi 50 articoli di commento e fact-checking, abbiamo analizzato le proposte dei partiti, lasciando perdere i toni da stadio. Il miglioramento di economia e finanza pubblica consente di votare con maggiore serenità. Facendo attenzione a non sprecare i risultati raggiunti. I tifosi che affollano la rete dimenticano che la valutazione dei risultati delle politiche è un esercizio utile ma complesso e rigoroso. Mette punti fermi nel dibattito politico e può evitare di spendere denaro pubblico in scelte inefficaci. Da noi si fa troppo poco. Valutando di più e meglio forse salirebbe la nostra stima verso chi ci governa, oggi molto bassa, almeno a giudicare dai risultati di un nuovo metodo di misurazione della fiducia coordinato dall’Ocse.
Quanto sia importante per la credibilità della politica ragionare su dati certi lo abbiamo visto ripetutamente con i nostri fact-checking. Oggi verifichiamo le parole del ministro Minniti sul numero di Ong rimaste attive nel Mediterraneo dopo la stretta imposta dal nostro ministero dell’Interno. La nostra analisi e raccolta di dati mostra che il calo c’è stato, a differenza di quel che ha detto il ministro. Anche Pietro Grasso, leader di Leu, parla di 200 miliardi di evasione fiscale. Al nostro fact-checking ne risulta circa la metà. E non è neanche vero che, come sostiene il presidente del Senato, non ci sia mai stata la volontà di recuperarla.
Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno siglato il Patto della fabbrica che definisce meglio la misurazione della rappresentanza (per combattere sigle sindacali inattendibili) e riafferma il sistema di contrattazione a due livelli. Molte le cose mancanti, a partire dal salario minimo – che non piace a nessuna delle parti sociali. L’Istat ci dice che a gennaio c’è stato un lieve aumento dell’occupazione, soprattutto giovanile, trainato ancora una volta dai contratti temporanei. Nel corso del tempo, hanno perso importanza i contratti di apprendistato. Alla loro perdita di popolarità hanno contribuito – finché ci sono stati – gli sgravi contributivi che hanno accompagnato l’entrata in vigore del Jobs act.
Da destra e da sinistra si è invocata la soppressione della riforma Fornero che ha alzato l’età pensionabile. Senza dire che dovremmo rinunciare a 330 miliardi di risparmi cumulati fino al 2045. A un costo molto più basso si potrebbe invece ipotizzare un’uscita dal lavoro flessibile, un misto di pensione e lavoro part-time.

Sull’evasione i conti di Grasso non tornano

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Pietro Grasso sui numeri dell’evasione e dell’economia sommersa. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.

Chi si fida e chi no del governo italiano

Verso la politica e le istituzioni i cittadini nutrono due forme diverse di fiducia, una esplicita e l’altra implicita. La prima risponde a eventi di breve periodo, mentre la seconda è radicata in convinzioni profonde. La ricerca Trustlab in Italia.

Patto per la fabbrica. Al minimo sindacale*

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno siglato accordo interconfederale definito “Patto per la fabbrica”. Obbliga la politica e la futura maggioranza a ripartire dalle parti sociali. Ma non tocca le questioni che dovrebbero essere al centro della discussione.

Apprendistato “licenziato” dal Jobs act

È vero che per i neodiplomati tecnici e professionali il sistema di sgravi contributivi del Jobs act ha ampliato la quota di contratti a tempo indeterminato. Ma lo ha fatto a scapito dell’apprendistato e non di altre forme di lavoro più precario.

Previdenza: i vantaggi dal ritiro parziale dal lavoro *

La cancellazione della legge Fornero significherebbe rinunciare a circa 330 miliardi di euro di risparmi cumulati fino al 2045. Si potrebbe invece ipotizzare un’uscita graduale dal mondo del lavoro, facendo leva sul part time. Dove trovare le risorse.

Minniti affonda sulle navi Ong nel Mediterraneo

Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Minniti sulle navi delle Ong. Vuoi inviarci una segnalazione? Clicca qui.

5 marzo 2018: l’agenda di Mattarella

Quali saranno i passi di Sergio Mattarella per arrivare alla formazione di un governo? Il compito è difficile perché molto probabilmente dalle urne uscirà un parlamento frammentato. Ma anche perché mancano regole precise, a cui si supplisce con le prassi.

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