È un’illusione pensare che il salario minimo risolva il problema dei redditi da lavoro bassi. Andrebbe invece ripensato il sistema di contrattazione collettiva per adeguare le regole sui minimi retributivi alla dinamica della produttività delle imprese.
Il fact-checking de lavoce.info passa al setaccio le dichiarazioni di politici, imprenditori e sindacalisti per stabilire, con numeri e fatti, se hanno detto il vero o il falso. Questa volta tocca alle affermazioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni sulla sentenza della Cedu nei confronti della nave Sea Watch 3.
Secondo l’Ipcc, per rispettare l’obiettivo di incremento della temperatura di 1,5°C, si deve attuare una politica di decarbonizzazione spinta. La Commissione Ue ha perciò lanciato una proposta. Bocciata però da quattro paesi del gruppo di Visegrád legati all’industria del carbone.
Una generalizzata punibilità dell’insider di sé stesso sarebbe contraria alla legge e pericolosa per il buon funzionamento dei mercati. Perché operare con la consapevolezza delle proprie decisioni e perseguire strategie di profitto non è vietato.
Mentre la maggioranza dei paesi Ue (compreso il Regno Unito) si orienta ad approvare l’ambizioso obiettivo di zero emissioni di anidride carbonica entro il 2050, quattro paesi dell’Est Europa (Polonia, Cechia, Ungheria, Estonia) si smarcano. Senza uno sforzo straordinario la temperatura salirà troppo, ma loro vogliono continuare a produrre carbone.
Una sentenza d’Appello condanna l’insider trading di sé stessi. In pratica un soggetto non può fare operazioni di borsa conoscendo la strategia che ha lui stesso in testa perché così utilizza informazioni privilegiate. Un’interpretazione della legge discutibile e scivolosa.
C’è ancora chi crede che i sussidi siano la leva per la crescita del Mezzogiorno. Però misurandone con rigore gli effetti, si vede che negli ultimi 25 anni (e anche prima) non sono serviti a nulla. Anzi, spesso hanno generato corruzione e comportamenti predatori. Meglio ripensare le politiche “per il Sud”.
Nel 2018, dice il rapporto Onu sui rifugiati, nel mondo si è arrivati al record di 70,8 milioni di profughi, di cui solo poco meno di 30 milioni cercano davvero rifugio in altri paesi. Di questi solo 161 mila sono destinati all’Italia. In testa alle loro destinazioni, Turchia, Pakistan, Uganda, Sudan e – unico paese Ue – Germania.
Grazie anche alla tecnologia 5G in arrivo, il modello Netflix di televisione è destinato a crescere nei prossimi anni con percentuali a due cifre. In un settore sempre più affollato di concorrenti: Amazon, Disney, Fox, Warner, Universal. E non è finita.
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Grazie a metodologie statistiche rigorose, oggi è possibile verificare in che misura i trasferimenti al Sud abbiamo contribuito a sollevarne le sorti. Il quadro delineato da un pamphlet è sconsolante. Ecco quello di cui c’è bisogno per invertire la rotta.
Nel 2018 in tutto il mondo ci sono stati 70,8 milioni di profughi. L’Onu insiste sulla necessità di una gestione comune del fenomeno. Ma in tempo di sovranismo, queste persone rischiano di restare a lungo in una situazione di limbo giuridico e sociale.
Il video on demand sta diventando un prodotto di massa. Ma il modello Netflix deve ora fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita: dai servizi streaming approntati dai proprietari dei contenuti alle reazioni delle grandi aziende televisive.
Libra ha il potenziale per diventare la nuova valuta di riferimento per gli scambi commerciali e finanziari mondiali, al posto del dollaro. Si può anche immaginare Facebook come il futuro banchiere centrale del mondo. Al di fuori di ogni controllo pubblico.
Il governo italiano tenta di evitare la procedura di infrazione per deficit eccessivo con una risposta piena di critiche all’Europa e agli altri partner europei. Ma omette i dettagli sugli impegni che intende assumere, soprattutto per il 2020.