GIOVEDì 12 FEBBRAIO 2026

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Il Punto

Per battere l’evasione fiscale va bene che il fisco raccolga più informazioni ampliando la fatturazione elettronica e favorendo fiscalmente i pagamenti tracciabili. Ma poi i dati vanno usati con modelli e algoritmi. E bisogna anche perseguire l’evasione fatta da società fantasma formalmente in regola che “si scordano” di versare il dovuto.
Il voto in Umbria di domenica è stato un test elettorale di entità modesta (solo 1,4 per cento dei votanti nazionali) ma con significato nazionale. Se la coalizione di governo vuole contenere l’avanzata del centrodestra a guida Salvini, deve produrre risultati e in fretta.
Costa caro dare più flessibilità sull’età di pensionamento. Ci vorranno dieci anni per assorbire l’onere derivante da quota 100. Ma quasi il 90 per cento dell’aumento della spesa pensionistica dei prossimi 30 anni verrà dal blocco dell’adeguamento automatico delle condizioni di anzianità contributiva. Sullo sfondo resta il fatto che saremo sempre di meno e più anziani. Con l’Italia paese demograficamente più debole dell’Europa, a sua volta unico continente al mondo che nei prossimi decenni avrà un calo demografico. Urge programmare il futuro, a partire da scuola, lavoro e pensioni. L’Italia non è più il paese del boom edilizio, quando il cittadino medio, appena riusciva a risparmiare, investiva nel mattone. Le compravendite sono in ripresa dal 2014, ma i prezzi e le nuove costruzioni ristagnano. Lo sviluppo immobiliare ormai dipende dalle ristrutturazioni.
Le tratte di treno Messina-Catania e Palermo-Catania potranno costare salatissimo. Al contribuente italiano. Se due nuovi progetti saranno realizzati, ci sarà un conto superiore alla Tav Torino-Lione. Un’analisi costi-benefici calcola un buco totale di quasi 1,4 miliardi. Nuove “cattedrali nel deserto”?

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Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Immaginare l’euro dopo Draghi”, con Tommaso Monacelli.

Costa cara la flessibilità sulle pensioni

Nel lungo periodo, quando per tutti varrà il regime contributivo, la legge 26/2019 consentirà un’uscita più flessibile dal lavoro. Ma nel breve periodo, i tanti che andranno in pensione con il regime misto determinano un aumento significativo della spesa previdenziale.

Contro il calo demografico serve programmazione

Italia ed Europa devono affrontare il problema del calo demografico. Gli eventuali rimedi, però, avranno effetti solo nel lungo periodo. Ecco perché è urgente programmare alcuni cambiamenti sempre più necessari. A partire da scuola, lavoro e pensioni.

Ma riparte il mattone dopo la lunga crisi?

Le nuove costruzioni ristagnano da anni, ma le compravendite di immobili hanno ripreso a crescere dal 2014. Le caratteristiche dell’Italia di oggi e un consumo di suolo elevato indicano che lo sviluppo del settore edilizio dipende dalle ristrutturazioni.

Opere inutili: Tav alla siciliana

Tra le opere “strategiche” indicate dal governo Gentiloni ci sono due linee ferroviarie siciliane: la Messina-Catania e la Palermo-Catania. Per giustificarle si dovrebbe ricorrere a ipotesi molto azzardate. Come mostra un’analisi costi-benefici indipendente.

Per proteggere i rider via le collaborazioni autonome

La norma che la Camera si accinge a varare va molto al di là dell’introduzione delle protezioni essenziali per i ciclofattorini. Sostanzialmente si spinge a cancellare quasi del tutto i contratti di lavoro autonomo continuativo.

L’eredità di Mario Draghi

Mario Draghi lascia la Banca centrale europea dopo otto anni di mandato. Così come convinse i politici a varare l’Unione bancaria, ora sembra avere aperto una crepa in materia di politica fiscale. A Christine Lagarde il compito di sfruttarla.

Il Punto

I “rider” o ciclofattorini avranno la legge che li protegge. Anche troppo. Loro e tutti gli autonomi collaboratori continuativi saranno “lavoratori subordinati”. Dopo il voto della Camera nascerà una gabbia contrattuale senza spazio per la flessibilità. Di cui il lavoro organizzato su piattaforme digitali ha bisogno.
Mario Draghi ha governato la Bce per otto anni salvando l’euro. Spesso criticato dai tedeschi e inascoltato nei suoi appelli a procedere con riforme accompagnate da politiche di bilancio di sostegno alla crescita, oggi lascia quando anche in Germania il vento sta cambiando nella direzione che lui ha indicato.
Si chiama “decreto clima” ma sui cambiamenti climatici c’è poco. Si parla semmai di qualità dell’aria. Mentre si stanziano 255 milioni per un “buono mobilità” per chi rottama vecchie auto e motorini in cambio di abbonamenti ai mezzi pubblici o dell’acquisto di una e-bike. I problemi restano da affrontare.
Peraltro, prima di fare le leggi sarebbe bene valutarne gli effetti attesi. Invece nella finanziaria ci saranno agevolazioni a chi chiede scontrini e ricevute al ristorante o all’idraulico. Anche se alcuni studi dicono che offrire incentivi monetari potrebbe vanificare la spinta etico-morale alla base dei comportamenti anti-evasione. Mentre un’altra ricerca sull’effetto dei fondi di coesione territoriale sulle elezioni italiane mostra che politiche fiscali più espansive potrebbero aiutare contro il populismo. Riducendo i disagi e le paure indotte e ingigantite dalla tenaglia tra globalizzazione e rivoluzione tecnologica.

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Il nuovo podcast lavoce in capitolo. Parliamo di “Rilanciare la crescita” con Francesco Daveri.

Molto fumo e poca sostanza nel decreto clima

Il decreto clima rimanda i tagli ai sussidi dannosi per l’ambiente e mantiene il “buono mobilità”, la cui efficacia è dubbia. Ma la portata del provvedimento è data dai 450 milioni di investimento, ben poca cosa rispetto ai 54 miliardi della Germania.

Se chiedere lo scontrino è un’azione morale

Le proposte per favorire il ricorso ai pagamenti elettronici prevedono anche un piccolo sussidio per i consumatori che utilizzano bancomat e carte di credito. Ma può essere un incentivo controproducente, perché ignora la spinta etico-morale anti-evasione.

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